Siamo indipendentisti, non sovranisti.
Diciamolo a Olbia, Cagliari, Carbonia, Sinnai, Sarroch, Silanus, Baunei, Siniscola ecc.
di Paolo Maninchedda
Oggi La Nuova Sardegna dà conto del merito che noi abbiamo riconosciuto a Pigliaru per l’avvenuto varo delle norme di attuzione sull’art. 8 (ma lo abbiamo riconosciuto anche a noi stessi, come ispiratori soprattutto dell’articolo 2). L’occhiello parla del partito dei sardi come partito sovranista. Per il Partito dei Sardi il sovranismo può essere una fase intermedia verso l’indipendenza, può essere una tappa intermedia fondante, per esempio, del Partito della Nazione Sarda (se ne sta parlando in modo sempre più insistente con i giovani consiglieri regionali del Pd che si fanno domande), ma non può essere evidentemente uno scopo finale. Noi contestiamo che nelle scuole si insegni che la Sardegna è ‘naturalmente’ italiana, anziché insegnare che la Sardegna è naturalmente, in quanto isola, indipendente, mediterranea e europea.
Noi contestiamo che si insegni a ‘chiedere’ a qualcuno il proprio compimento anziché insegnare a realizzare la propria esistenza.
