Nuovo diritto sardo: prima ti assumo, poi faccio la legge per assumerti

Quando qualcuno fa qualcosa di profondamente ingiusto e la fa palesemente, significa che lo Stato lo consente.

Ma quando si ha a che fare con lo Stato italiano occorre essere prudenti: ciò che è permesso oggi, per ragioni di convenienza, non è detto che lo sia domani per le stesse ragioni di convenienza. Ne sanno qualcosa i pastori: incentivati a protestare in modo sbagliato a febbraio e condannati a dicembre.

Così oggi la Giunta Solinas fa una cosa mai permessa a nessun altro: prima ha proceduto all’assunzione di direttori generali con requisiti non coerenti con la norma vigente, difendendosi dalle accuse di illegittimità affermando implicitamente e esplicitamente che i requisiti erano invece posseduti dai nominati. Poi ha provveduto a modificare la norma, affermando implicitamente che i requisiti non erano posseduti e che dunque (e tutto sta in questo ‘dunque’) era necessario modificare la norma.

Nei paesi dove vige permanentemente lo Stato di Diritto e dove esiste un’informazione non dopata dai comunicati stampa e dalle relazioni lobbistiche, prima si sarebbero modificate le norme, poi si sarebbero aperte le selezioni e infine proceduto alle nomine.

In Sardegna no. In Sardegna prima le nomine poi le leggi.

Allora si prenda nota, nei Palazzi dell’Ingiustizia italiana, che non si deve più insegnare ai giovani a prepararsi in modo adeguato per i ruoli apicali. No, adesso non è più necessario in Sardegna. Adesso si deve ottenere prima l’assunzione per ragioni, diciamo, ‘fiduciarie’, poi si ottengono le leggi ad hoc, cioè il vestito normativo più congruente con le proprie capacità. E lo dico io, perché non tutti possono dirlo, e per questo molti tacciono

Come è possibile tutto questo? È possibile se queste piccole partite immorali stanno dentro giochi più grandi, giochi di compagnie aeree, di navi, di Emiri, di cinesi informatizzati, giochi che stanno oltre la giustizia perché si collocano nell’universo dei pesi e contrappesi, cioè in quell’universo vorace che in nome delle reciproche convenienze sta devastando l’idea di uomo e consumando l’intero mondo.

Cosa fare? Resistere. Sempre resistere e avere compassione di chi, pur potendolo fare, non lo fa perché non sa o non vuole farlo.

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