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Non solo TAV: le tratte ferroviarie minori della Sardegna vera occasione di sviluppo
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Non solo TAV: le tratte ferroviarie minori della Sardegna vera occasione di sviluppo

Sono perché in Sardegna non si sprechi ciò che è avvenuto negli anni passati. Le tratte ferroviarie minori sono una grandissima occasione di sviluppo. Vanno utilizzate per brevi periodi dell’anno ma vanno valorizzate perché consentono la conoscenza della Sardegna, altrimenti inaccessibile, e oramai senza provocare alcun danno.
Le tratte ferroviarie minori non vanno considerate e trattate come reperti museali.
Sono una grande occasione di sviluppo dal punto di vista turistico e sotto il profilo della mobilità interno come collegamento di aree oggi accessibili solo via gomma.
Come accade nel resto del mondo, le strade ferrate non veloci sono il modo migliore per conoscere il territorio, creare occupazione e valorizzare la cultura delle comunità, soprattutto quelle delle zone interne e in via di spopolamento.
Non gettiamo via le cose migliori della nostra isola.
Il 24 febbraio abbiamo una grande occasione: votiamo sardo.
(LEGGI E GUARDA IL VIDEO)

Come organizzare la rivolta intelligente? 2) Prendiamoci i porti e gli aeroporti
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Come organizzare la rivolta intelligente? 2) Prendiamoci i porti e gli aeroporti

Per riprenderci porti e aeroporti serve una rivolta politica, non basta un giro di elezioni.
Serve mobilitazione, organizzazione, capacità di pacifico contrasto. Se c’è una frontiera realmente rivoluzionaria, oltre il riprendere a mangiare sano e sardo, questa è riprendere il potere sui porti e gli aeroporti. Ed è un potere che non ci regalerà mai nessuno. Bisogna prenderselo. Sui porti e sugli aeroporti serve una prova di forza col governo italiano ed è una prova di numeri, di presenza fisica, di lenta e pacifica occupazione di spazi materiali , culturali, giuridici.
Può sembrare eccessivo, invece è realistico: per riprenderci il cielo e il mare serve un ripetuto sciopero sociale, una Sardegna pacificamente in piazza, con sindaci, cittadini, sindacati, associazioni, schierati su piste e banchine e non per un giorno, per molti giorni. (LEGGI)

Il primo referendum sulla Nazione sarda
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Il primo referendum sulla Nazione sarda

A dicembre i sardi potranno dire che la Sardegna è una Nazione. Questo è rivoluzionario. L’Italia non può fermare questo referendum promosso dal Partito dei Sardi ma voluto da tutti, ma è chiaro che se esiste anche la Nazione sarda, non esiste solo la nazione italiana come vuole, dogmaticamente la Costituzione italiana. A cosa serve essere una Nazione? Faccio un esempio. Perché la Sardegna è prigioniera di aerei e navi che fanno un po’ quello che pare a loro? (LEGGI)

Qatar, Nazione sarda e fibromialgia
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Qatar, Nazione sarda e fibromialgia

Oggi La Nuova Sardegna porta finalmente la questione Air Italy al rango di notizia principale. Per giorni solo noi abbiamo combattuto contro lo scippo di Air Italy. Adesso si capisce che è una questione nazionale sarda. E finalmente, benché noi del partito dei Sardi non veniamo mai citati (….) La Regione Sarda non deve parlare con Rigotti, questo è ciò che non si capisce.
Guai a trasformare una questione nazionale sarda in una vertenza sindacale.
La Regione deve chiamare l’ambasciatore del Qatar e porre una questione di Stato. Gli egoismi lombardi devono creare fastidio all’emiro del Qatar (…) Ieri abbiamo depositato una proposta di legge sulla fibromialgia. Continua il nostro impegno, dopo la battaglia sui diabetici, per una sanità a misura reale di cittadino e non calibrata sulle comodità degli apparati. (…) Oggi chi si ammala di fibromialgia è candidato prima alla solitudine (la malattia ufficialmente in Sardegna non esiste) (LEGGI)

Qatar: soldi pubblici, aerei e ricatti
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Qatar: soldi pubblici, aerei e ricatti

Come da copione, è arrivato il ricatto. Ieri, l’ala lombarda del Qatar, convocata al Mise per discutere dello smantellamento annunciato della base di Olbia di ciò che fu Meridiana, ha detto (così riporta La Nuova Sardegna) che se il clima diventa ostile (cioè, se non si obbedisce ai diktat della Compagnia) il progetto Air Italy verrà abbandonato.
Si chiama ricatto. Ma nessuna istituzione sarda ha reagito come avrebbe dovuto a questa volgarità politica. Per rappresentare la Sardegna non basta il mandato popolare, ci vuole un tasso di consapevolezza di che cosa essa sia realmente che o si ha naturalmente, molecolarmente, o non si ha. E si vede.
Vorrei dire, da segretario nazionale del Partito dei Sardi, al Qatar che questi ricattucci da padroni delle ferriere possono impressionare i deboli, ma non noi. Noi sappiamo benissimo come combattere e sappiamo anche bene che è preferibile vedere il Qatar andar via che vederlo signoreggiare col ricatto. O il Qatar pensa che qui siamo tutti con l’anello al naso e la manina distesa per la questua? (LEGGI)

Qatar: le bugie restano in rete
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Qatar: le bugie restano in rete

Una delle regole auree della credibilità internazionale è non dire bugie. Quando ci fu la presentazione di Air Italy, la proprietà e il management lombardo si prodigarono in rassicurazioni roboanti per la Sardegna, oggi tutte disattese.
Giacché noi sappiamo quanto vale in politica estera il ricordo, la stabilità delle posizioni, l’affidabilità delle affermazioni, oggi celebriamo il ricordo delle assicurazioni disattese dal Qatar. Ci rimane solo il dubbio che il Qatar abbia fatto fare ai lombardi e non si curi di aver mancato alla parola data. E dunque, noi gli ricordiamo che se loro sono in guerra da poco più di cinquant’anni tra Arabia Saudita, Emirati Uniti e Iran per la loro sopravvivenza, noi combattiamo i manipolatori e i parolai da circa due secoli. Siamo allenati e difendiamo la Sardegna (lo facciamo noi perché altri non riescono neanche a squittire col Qatar).

Giovedì a Cagliari: primo test di rivolta fiscale. Con un post scriptum per il Qatar
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Giovedì a Cagliari: primo test di rivolta fiscale. Con un post scriptum per il Qatar

Giovedì prossimo, a Cagliari, in Largo Felice 2, nel Palazzo Civico, facciamo un primo test di mobilitazione urbana contro il fisco italiano ingiusto. (…) Per noi le prossime elezioni sarde sono l’inizio di una pacifica guerra, la prima combattuta dai Sardi per i Sardi (…) Si inizia col fisco, il tema che in tutto il mondo è sempre stato legato alla libertà, allo sviluppo, alla rappresentanza politica.
Sappiamo quello che stiamo facendo. (…) Sappiamo di rischiare, ma se non si è capaci di fare un piccolo sacrificio a luglio per sentire due parole su ciò che più incide (…) Appena ho cominciato a criticare duramente il Qatar per ciò che sta facendo alla Sardegna con Air Italy, ho ricevuto più di una critica. Tutti a raccomandarmi il silenzio altrimenti i qatarini se ne andrebbero. Bene, proprio per questi sotterranei ricatti insopportabili, continuo a oppormi e do argomenti a chi non trova il coraggio di combattere. (LEGGI)