Quindi nessuno, tranne pochi eletti, capisce cosa commenti l’Assessora. L’unica cosa che si comprende è che, come spesso le capita, si loda da sola. Lontani i tempi nei quali gli assessori non avevano bisogno di lodarsi perché pagavano gli adulatori per farlo. Adesso siamo allo specchio di Biancaneve, alla lode di motivazione, alla studiata distanza da ogni vicolo plebeo da cui possa elevarsi un democratico e meritatissimo pernacchietto (…)

Adesso fioccano le interrogazioni parlamentari su un annunciato e denunciato incrocio azionario tra Bonifiche Ferraresi, la nuova società dei Consorzi agrari, la Coldiretti e quant’altro. Si capisce ora che a concorrere non fu un pezzo del mondo privato interessato a fare davvero agricoltura, ma un pezzo di finanza parapubblica interessata a fare finanza. Oggi quell’operazione è il tappo più vincolante alla bonifica del territorio di Arborea perché quelle campagne servivano a svuotare le stalle e ridurre il carico mentre oggi stanno dentro un gioco di capitalizzazioni, valorizzazioni e rendite non semplicissimo da intendere. L’informazione deformata ogni volta che c’è la Coldiretti di mezzo confuse il quadro di quel momento e fu fatale (…)

Oggi i giornali sardi scrivono una delle loro pagine più ignobili. La notizia vera è banale: il Gup di Oristano ha fissato l’udienza per il rinvio a giudizio. Questa è la notizia, perché che una Procura che ha arrestato più persone chieda il rinvio a giudizio è un fatto a dir poco banale. Cosa fanno i due giornali sardi, con un certo gusto di rifarsi su persone per bene pensando di fare del male a me: L’Unione fa un richiamo addirittura in prima (per la fissazione dell’udienza, incredibile, ma vero), La Nuova il paginone di Oristano (…)

Ecco, il generale, andando via, sappia e conosca che c’è almeno una via lastricata dal sangue degli errori della Guardia di Finanza che nessuno paga, perché la cosa scandalosa è che poi coloro che li commettono facciano anche carriera proprio in ragione di quegli errori (…)

È passata una settimana e ieri un cuore generoso del Parlamento italiano ha messo in circolazione la correzione a penna dello stanziamento del Governo, passato da 20 milioni di euro a 5 milioni di euro. Questa la foto. Una settimana col Governo lontano dai microfoni e dal cordoglio di circostanza vale 4 milioni di euro in meno per la Sardegna. Mi chiedo: ma le panzane di Stato non sono punite da nessuna legge? No, da nessuna, ho verificato. Il Governo può prenderci per i fondelli ad libitum (…)

Se conosco bene il presidente della Regione Sardegna, non sta passando un bel momento. E deve essere difficile anche per i suoi collaboratori, perché Christian ama chi lo protegge fisicamente da ogni guaio, ma odia con tutto se stesso chi non si sacrifica per lui. Il consiglio pretoriano deve essere attraversato da rabbia e sospetto. (…) Non c’è un colpevole, presidente, tra gli ossannanti; c’è un maledetto agente accessorio che ha svolto eccessivamente le sue funzioni. (…)Si tratta delle mutande, non quelle reali, unico presidio e velo ad organi nobili oniricamente prestanti, ma quelle maledette bustine di finta trasparenza, (…)

Immaginate un re che giunge in un villaggio dove è in corso una carestia.
Il re ha un panino.
Per non scontentare nessuno, lo colloca su un muretto e poi dice: «Chi arriva primo e lo prende, mangia. Per gli altri, mi dispiace». Più o meno è ciò che ha fatto la Regione Sardegna con il bando da 67 milioni di euro per i ristori a imprese e lavoratori autonomi (…)

A differenza del sindaco e della popolazione di Bitti, Pili cerca responsabilità, denuncia silenzi e fa una cronaca a dir poco offensiva della verità, costruita su quattro dati a fronte di una montagna di fatti a lui ignoti (…)

Ma come si può pensare di lavarsi le mani dal pasticcio Abbanoa senza aver mai mosso un solo dito anche di fronte al reclutamento funambolico del Dg di Abbanoa? Le unghie sono troppo sporche perché un po’ d’acqua sciacqui tutto; a breve la condizione critica della società lo attesterà. Presidente, questa volta, le mutande non sono di piombo, ma di latta. Cambi fabbro (…)

Da qualche giorno alcuni organi di informazione denunciano lo stipendio e la funzione deliberati, pare, dal CdA di Abbanoa per un suo componente; l’indennità sarebbe di 200.000 euro totali tra compenso come membro del CdA e corrispettivo per la funzione di Direttore generale. (…) Vi si può ancora leggere che dopo la scadenza dei termini per presentare le domande e prima della loro valutazione, il presidente del Cda, valendosi di una Commissione di esperti, avrebbe reso noti i criteri di valutazione.
Quindi, in questo torneo idrico, prima si sono conosciuti i nomi dei dirigenti partecipanti, poi si sono stabiliti i criteri, poi si è valutato (…)

Paradossalmente, dunque, il Consiglio in autotutela dovrebbe adottare una nuova norma per il regolamento, che compensi il solo sospiro concesso ai consiglieri regionali per le dichiarazioni di voto. Il testo potrebbe essere questo: il Presidente e gli assessori possono intervenire in Aula per metà del tempo concesso ai consiglieri. Si otterrebbe così una riduzione del 50% della possibilità di errore (…)