Quando si comincia a governare?

La Sardegna non è in crisi: è immobile. È una Sardegna fatta di sale dalle chiacchiere, dalla politica come propaganda e non come impegno. La struttura dello Stato, la fisionomia dei diritti e dei doveri, in Italia fa acqua da tutte le parti. In Sardegna, quella stessa struttura è considerata la terra promessa dove la Sardegna dovrebbe anelare il suo approdo.
Nel frattempo la Giunta vara il ‘Programma del Dopo’.
Il Papa ha scritto che i pastori di anime devono puzzare dell’odore delle pecore; i politici devono profumare di lotta, non di cuccia.

Per ora vincono gli ipocriti

Nel frattempo, in Sardegna, mentre il turismo cambia pelle e nessuno se ne accorge, i trasporti fanno acqua da tutte le parti e tutti fanno finta di niente, l’agricoltura è bloccata da una politica del controllo e del dominio nata nella nuova Giunta ma con consiglieri giuridici di antica e rossissima tradizione, mentre il premier Conte viene a promettere i soldi già dati dagli altri

Giurate che non lo sapevate. Oggi il Giornale pubblica tutti i segreti mai svelati prima sui trasporti da e per la Sardegna. Che si tratti di argomento scabroso lo fa intuire il fatto che le quattro pagine sono sotto forma di dossier.
Ecco alcuni stralci:
“Quello della mobilità è stato un settore in cui la giunta regionale guidata da Ugo Cappellacci ha deciso di puntare in maniera rigorosa e insistente sin dall’inizio della sua esperienza al governo della Regione.
Una ossessione positiva che ha prodotto diversi risultati. Perché la situazione dei trasporti, sia quelli di arrivo sull’isola, sia quelli di movimento nell’isola, è migliorata di anno in anno soprattutto nell’ultimo periodo”.