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Sardegna e Libertà

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Abbanoa: nel mirino di chi?

Posted on 31 Maggio 201631 Maggio 2016 By Paolo Maninchedda 1 commento su Abbanoa: nel mirino di chi?

di Paolo Maninchedda
L’Unione dice che io sarei nel mirino. Non so bene di chi, ma se si pensa che lo sia di questi arruffapopolo da fine settimana pre-elettorale si sbaglia, perché per tenere qualcuno nel mirino, è necessario che questi si nasconda, cioè sia in qualche modo un bersaglio sfuggente. Io non scappo da un beneamato nulla, vado al lavoro tutti i giorni e torno a casa la sera. Di quale mirino si parla? Non c’è bisogno di mirino, io sono ‘a vista’, tutti i giorni, dove vogliono e come vogliono. Niente da nascondere, tutto in chiaro: bilanci messi in ordine, posti di lavoro salvati, fallimento evitato, tubature marce tolte da sottoterra, soldi impegnati per rinnovare reti e impianti, certificazione di qualità realizzata, organismo di valutazione attivato, rinnovati tutti gli organi, piano contro gli sversamenti a mare avviato, autorità di monitoraggio sollecitate e attive, deverticalizzazione della società realizzata, politichetta clientelare e affaristica cancarata. Quale mirino?
Certo è che ancora c’è molto da lavorare, ma da lavorare, appunto, non da polemizzare o chiacchierare per cercare di far carriera politica sull’acqua. Sull’acqua è riuscito a camminare uno solo, gli altri sono inevitabilmente affondati.

Economia, Editoriale, Elezioni, Politica, Stato sardo

Sulcis: occhi per piangere e per non vedere

Posted on 29 Maggio 201629 Maggio 2016 By Paolo Maninchedda 2 commenti su Sulcis: occhi per piangere e per non vedere

di Paolo Maninchedda
Avrei almeno un motivo al giorno per intervenire sulla stampa per smentire, correggere, polemizzare ecc. Troppe persone e troppi fatti vengono manipolati, non tanto dai giornalisti ma da tanti soggetti che si rivolgono alla stampa e trovano ascolto senza alcun filtro.
Non si fa lo sviluppo della Sardegna senza le imprese.
Tutti conoscono i fanghi rossi accumulati a Iglesias e a Portovesme. Un problema.
Pochi sanno che una società che sta in Sardegna da più di vent’anni, specializzata in risanamenti ambientali, ha un brevetto per estrarre dai fanghi quantità notevoli di metalli preziosi. Ci sarebbe lavoro per anni e la possibilità di far riprendere le produzioni tradizionali di quell’area, smaltendo quelle maledette e indegne discariche.

Politica

Non di dimensioni si tratta, ma di libertà. (Gli orsi possono mangiare pesci, ma non chi vola)

Posted on 28 Maggio 201629 Maggio 2016 By Paolo Maninchedda

di Paolo Maninchedda
Ma il dato più importante che viene minimizzato è che l’80% (ripeto, l’80%) delle gare sono state vinte da imprese sarde. In totale le gare sono state 1311, quindi 1.048 gare sono state vinte da imprese sarde. Che cosa significa? Significa che le stazioni appaltanti della Sardegna sono sempre più consapevoli della taglia della gare compatibile con la struttura economico-finanziaria delle imprese isolane. E si può ricordare che col nuovo codice degli appalti l’articolazione delle gare in dimensioni medio-piccole è incentivata e non scoraggiata? Lo si può dire o giacché non è una brutta notizia non è una notizia? Come mai non si fa il titolo su questo dato?
Ma dire che la pressione fiscale patita dalla Sardegna è doppiamente ingiusta (troppo alta e troppo indifferente al differenziale di ricchezza accumulata nelle diverse regioni della Repubblica Italiana), significa porre una questione di sovranità, giacché il fisco, cioè le tasse, sono la forma più impattante di intervento e di potere dello Stato. Qui sta il mio dispiacere con CNA, con Confindustria, con i sindacati e con tanti altri: lavoro, ricchezza e sovranità sono legati, invece tutte queste sigle, figlie dell’educazione italiana, arrivano con l’analisi sempre fino ad un certo punto e poi scappano.
Se si vuole un fisco più giusto si deve volere un potere più giusto.
Perché ci si lamenta del fisco e non si lotta per un potere sardo, moderno, agile, non fondato sul sospetto, orientato per la libertà, la ricchezza e il lavoro?
In altre regioni d’Europa, gli imprenditori grandi e piccoli hanno fondato gli Stati. Qui in Sardegna si fanno fare le diagnosi dagli altri. Per fortuna, non tutti.

Economia, Lavoro e impresa, Politica, Stato sardo

Ieri primi vagiti di una politica nazionale sarda dell’energia

Posted on 27 Maggio 201627 Maggio 2016 By Paolo Maninchedda
Ieri primi vagiti di una politica nazionale sarda dell’energia

di Paolo Maninchedda
Chi sta leggendo i documenti della Regione dall’insediamento della Giunta Pigliaru in poi, sa perfettamente che sta prendendo corpo un disegno moderno intorno all’energia in Sardegna.
Il Piano energetico parla di isole energetiche, aree che producono e gestiscono l’energia di cui necessitano.
Gli atti di pianificazione e programmazione vanno in quella direzione. Ci siamo presi le dighe e le centrali; siamo di fronte ai tribunali, ma intanto costruiamo l’impianto di una produzione di energia autonoma e sostenibile.
Le cose importanti si fano così: con serietà, senza troppo baccano, ma solidamente.
Nei prossimi giorni arriveranno i bandi e i programmi europei per la realizzazione delel smart community. Le misure saranno tutte orientate a valorizzare gli edifici pubblici come pile energetiche e le reti come connessioni intelligenti. Si valorizzerà l’apporto di capitale privato: più metteranno le Esco più metterà il pubblico.

Politica

La Maddalena: sperimentiamo l’indipendenza e non la questua

Posted on 26 Maggio 201626 Maggio 2016 By Paolo Maninchedda

di Paolo Maninchedda
Sono convinto che il risultato politico del mettere a posto La Maddalena potrebbe essere una vera scintilla di indipendenza e potrebbe insegnare ai sardi che usando in modo eccellente la propria libertà possono fare moltissimo.
Che cosa farei, avendo il mandato di farlo?
Per esempio, farei una manifestazione di interesse sul compendio dell’Arsenale con canoni concessori molto bassi e periodo di concessione lungo, in cambio di interventi sugli edifici e sul porto. Ci sono importanti società di gestione dei porti europei che hanno un forte interesse ad acquisire basi in Sardegna e che non hanno difficoltà a farsi finanziare dai fondi di investimento. In sintesi lo schema sarebbe questo: noi Regione facciamo pianificazione seria, semplificazione e incentivazione amministrativa (in una parola, facciamo un grande Master Plan della Gallura), i capitali privati fanno di conto e investono.

Politica

Tolleranza zero verso i furbetti della fogna

Posted on 25 Maggio 201625 Maggio 2016 By Paolo Maninchedda 2 commenti su Tolleranza zero verso i furbetti della fogna

di Paolo Maninchedda
Lo dico adesso, in piena campagna elettorale: noi siamo seriamente per la legalità.
Ebbene, per quanto possa sembrare strano, esiste una legalità della cacca. È semplice semplice: i reflui devono essere scaricati dove le norme dicono che devono essere scaricati.
Recentemente è stato beccato un autospurgo, per di più privo di qualsiasi autorizzazione, che svuotava i pozzi neri delle case di un importante comune e poi li buttava o in cunetta, vicino al mare, o in un tombino.
Non parliamo poi della mafia degli autospurgo: ad Abbanoa ne sono stati bruciati diversi, senza che, ovviamente, alcuno trovasse mai un colpevole, perché, per definizione, essendo la cacca un bisogno, è evidentemente incolpevole.
Un altro campionario dell’ipocrisia della cacca sono molti camperisti: il loro luogo di scarico privilegiato sono piazzole e cunette.

Politica

Killing me softly

Posted on 24 Maggio 201624 Maggio 2016 By Paolo Maninchedda 1 commento su Killing me softly

di Paolo Maninchedda
Il Lamentante specializzato è un politico che ha tutti i parenti sistemati nel pubblico o nel parapubblico e lui stesso è un dipendente sistemato da qualche partito in qualche luogo sicuro.
Il Lamentante, sempre col sedere al caldo e le spalle protette, non si lamenta per sé, perché è altruista, si lamenta per i disagi degli altri, però, giacché non conosce il bisogno e la difficoltà, usa le parole che sente dire in giro sperando di essere riconosciuto come il capo del popolo. Va al bar e sente che qualcuno si lamenta di chi lascia la spazzatura per strada e immediatamente fa la dichiaraazione contro un altro politico che avrebbe dovuto far pulire la strada. Poi prende la macchina e sputa il chewingum dal finestrino, soddisfatto di sé.
Il Lamentante protesta su tutto finché non vince qualche elezione, poi, quando è in sella, cerca un altro politico su cui scaricare ogni responsabilità.
La Sardegna ne è piena. La nostra patria è piena di politici con la giacca a doppia coda dei marchesi, il volto lucido e pacioso dei benestanti di frodo, specializzatisi nel non sapere fare nulla, nel non sentire la responsabilità di nulla e con l’unico ossessivo obiettivo di diventare onorevoli.
Questi, quando li incontro, mi ammazzano, mi muoiono. Non li sopporto, li disprezzo profondamente, li vorrei sbugiardare pubblicamente, dire loro quello che sono e che cosa rappresentano: rappresentano la rovina dei sardi. Sono vergognosamente e pomposamente sordidi, pieni di legami occulti, di amicizie pronte a soccorrerli, di collusioni. E invece, devo ascoltarli, rispondere, argomentare, e dunque morire lentamente, ucciso dalle facce di cartone del parassitismo borghese. Libera nos Domine.

Politica

Quelli che ti spiegano le tue idee senza fartele capire

Posted on 23 Maggio 201623 Maggio 2016 By Paolo Maninchedda

di Paolo Maninchedda
Il dato ricorrente però è che tutti parlano a favore o contro le nostre idee perché sono le uniche in campo.
In tutto questo c’è una consapevolezza da acquisire: dinanzi ai neofascisti (quelli che votano a destra perché hanno paura dei ladri) e ai qualunquisti di destra (quelli che dicono “la mia serva”) e di sinistra (quelli diversi dagli altri) noi rappresentiamo l’unica proposta identificabile perché onestamente abbiamo detto quello che pensiamo e quello che vogliamo fare.
Ci rimane da trovare l’atteggiamento giusto. Indignarsi è vietato. Ritirarsi è vigliacco. Imparare a sorridere è obbligatorio.

Politica

Prima regola elettorale: non recitare e non dire che va tutto bene

Posted on 20 Maggio 201620 Maggio 2016 By Paolo Maninchedda 3 commenti su Prima regola elettorale: non recitare e non dire che va tutto bene

di Paolo Maninchedda
Ieri la novità principale è stata il linguaggio.
La comunicazione di plastica della politica professionalizzata, quella che in un discorso fa tornare tutti i conti, quella che alla fine dice che va tutto bene perché funziona il lessico e la sintassi, bene, questa comunicazione è stata archiviata definitivamente. Quando voglio leggere un discorso che fa tornare tutti i conti compro La Repubblica, IL Corriere, La Stampa, Il Fatto Quotidiano ecc. Quando voglio sentire un candidato che ripete la solita solfa che l’Italia va benissimo e se va male è colpa sempre di qualcuno

Politica

Stasera, THotel ore 18.30: trentadue promesse di impegno per l’indipendenza

Posted on 19 Maggio 201619 Maggio 2016 By Paolo Maninchedda

di Paolo Maninchedda
Oggi presentiamo la lista di Cagliari. Noi, la nostra faccia e nessuna coda di pavone.
Stile diverso da quello ancora in uso a Carbonia, per esempio, dove io non sono andato nel quartiere di via Dalmazia a pavoneggiarmi per avere fatto solo il mio dovere, aver cioè trovato i soldi per rimettere a posto gli impianti e aver fatto partire i lavori subito. Viceversa c’è chi l’ha fatto immeritatamente e tutti speriamo venga giudicato severamente dagli elettori. Noi non usiamo il bisogno delle periferie urbane per chiedere voti: noi cambiamo, per quel che possiamo, le periferie. È una scelta del Partito dei Sardi aver chiesto a Area di fare i lavori di manutenzione delle case di Sant’Elia. Ma io non vado a Sant’Elia, perché non si usa il bisogno delle periferie urbane per fare consenso.
Venite al T Hotel. L’aria è buona, si respira una normale brezza di libertà.

Politica

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