Andiamo in ferie, ma…

Da oggi Sardegna e Libertà va in ferie. Tornerà il 1 settembre con una nuova veste grafica, con nuovi collaboratori e con un mensile cartaceo che verrà inviato solo agli abbonati.
Andiamo in ferie, dunque, per lavorare meglio dopo. Intanto, però, facciamo un breve ripasso sul Rettore, sulla Nuova, sul latte, sul Mater Olbia, sull’Autonomia e sulla Giustizia (il dialogo a distanza tra noi e i Pm da barricata e da salotto continuerà).
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Ho aspettato qualche giorno a commentare la vicenda degli arresti del Presidente e del Direttore del Consorzio industriale di Ottana, ma il profumo di un eccesso di deduzione da parole e non da fatti, cioè da intercettazioni fraintese, si sentiva da lontano. (…) Tuttavia non è dei fatti che voglio parlare, ma dell’esposizione mediatica dei due amministratori: due giorni in prima pagina e poi grandi titoli nelle pagine interne, per voler trascurare il peso dato alla notizia dalle televisioni. (…) A Nuoro si sbattono due persone in gattabuia per la sospetta sovrafatturazione dello smaltimento di una vasca di rifiuti speciali ma a Cagliari non si batte ciglio per la diversa valutazione di un posto letto a Cagliari o a Olbia.
A Sassari opera l’unico rettore d’Italia che non pubblica i rimborsi delle sue missioni, e non da un anno, da un quinquennio…
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Sono stati diffusi i dati delle vendite dei quotidiani nel mese di maggio. La Nuova Sardegna perde in un anno (maggio 2018-maggio 2019) 3215 copie, pari al 10,5%. Se confrontiamo il dato con l’anno maggio 2017-maggio 2018 abbiamo che La Nuova allora perdeva il 4,5% (1371 copie all’anno). Un giornale in queste condizioni ha ospitato qualche tempo fa un editoriale di un noto accademico che affermava che chi era contro la dorsale del gas “ha un disturbo mentale”…
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Lega russa, stagno sardo

La Lega sperimenta che cosa vuol dire fare un giro di valzer con i russi, il Consiglio regionale sperimenta che cosa significa la sua ambizione ad assomigliare sempre più non all’uomo della strada, ma all’uomo del bar dello sport. (…) Per la prima volta una clinica privata, il Mater Olbia, viene finanziata non per i posti letto accreditati (60) ma per l’intero ammontare dei posti accreditabili (202). Non solo. La norma della copertura finanziaria è un capolavoro di follia.
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L’amministrazione dell’Università di Sassari dà conto dei premi erogati ai propri dipendenti nell’apposita sotto-sezione “Ammontare complessivo dei premi”. Convinto di trovare l’ammontare dei premi erogati, ci ho cliccato sopra. Cosa vien fuori? Nulla. Provate anche voi, chissà che siate più fortunati. Tuttavia, vorrei ricordarlo, il girare la faccia, il non raccontare e rendere leggibili i fatti, non porta fortuna.
Sono stati pubblicati i dati delle vendite dei quotidiani italiani dell’aprile 2019. La Nuova Sardegna passa da 27.830 copie vendute a marzo a 27.051 vendute a aprile, perdendo 779 copie in un mese. (LEGGI)

Il 15 maggio scorso il Presidente della Regione ha dichiarato che aveva lasciato il Senato. Il direttore della Nuova non ha battuto ciglio: nessuna domanda, tutti zitti, come su altre vicende.
Ieri sono entrato nel sito Amministrazione trasparente dell’Università di Sassari per verificare se le nebbie si diradino e ho scoperto questa aggiornatissima pagina sul Registro degli accessi civici… (LEGGI)

Ieri i rappresentanti di Cgil (Canalis), Cisl (Canu) e Uil (Fiori) hanno chiesto i documenti che la legge prevede siano pubblici e che l’Università di Sassari non pubblica. Il muro di opacità e di silenzio che circonda l’attività amministrativa dell’Ateneo Turritano è stato squarciato da tre uomini liberi, non da tre uomini forti. Sassari ha parlamentari, consiglieri regionali, avvocati e giudici. Nessuno ha sentito il dovere di chiedere: “Perché? Perché voi non pubblicate nulla e il resto del mondo tutto?”. Che cosa farà La Nuova Sardegna, l’organo di informazione di Sassari? Ma ovviamente farà un intelligentissimo titolo che punterà a non dire nulla e a unire la città: Forza Dinamo!
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La Nuova Sardegna scende a 27.800 copie. Non si può essere il giornale di Sassari e non raccontare il potere di Sassari. E non si può raccontare il potere e evitare accuratamente di raccontarne non solo i meritevoli allori ma anche la rogna e la scabbia. (…) come si sta formando la pubblica opinione? A scuola? Nelle università? Sui libri? No, la pubblica opinione, come in tanti avevano predetto, si sta formando al supermercato, su Google, su Amazon, su eBay: tutto è commerciale, commerciabile e rapido… (LEGGI)

Dopo giorni di dibattiti e discussioni (l’ultima ieri a Sassari), lentamente, man mano che la gente prende coraggio in un clima che definire inutilmente omertoso è dire poco, il quadro censurato dalla stampa sarda, in particolare dalla Nuova Sardegna, comincia a chiarirsi.
Cominciamo con il caso Solinas.
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È difficile capire e descrivere la massoneria italiana e sarda da un punto di vista esterno e cristiano come il mio. Una cosa è certa: ci sono più massonerie che squadre di calcio di terza categoria. La Sardegna non fa eccezione. (…) Oppure può accadere che tutti i cittadini che rivestono una determinata carica siano obbligati a rendere pubblici alcuni documenti, e vi sia invece chi ne è esentato non per legge, ma per relazione e prassi. Di Matteo, in Collusi, dimostra come si smontano queste zone franche di impunità.
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