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La Nuova Sardegna: dacci oggi la nostra paura quotidiana
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La Nuova Sardegna: dacci oggi la nostra paura quotidiana

Oggi La Nuova Sardegna fa una scelta incredibile rispetto alla sua storia democratica.
La foto notizia della Prima pagina – quindi lo spazio su cui il giornale richiama di più l’attenzione del lettore – è una foto di migranti, con bagagli e bambini in braccio. Il titolo: “Macomer contro il centro migranti. Bomba sociale”.
(…) Commentiamo questo capolavoro di manipolazione del lettore. La posizione di un comitato diviene oro colato e promossa a notizia accertata a tal punto da strappare il titolo di apertura del giornale. D’ora il poi La Nuova Sardegna dovrebbe coerentemente promuovere in prima pagina le posizioni di ogni comitato che nasce.
A Macomer non ci sono migranti in giro per le strade, non ci sono né furti né scippi realizzati da questi sventurati, però la foto notizia lega Macomer ai migranti.
Al sindaco di Macomer, in termini di spazio, in prima pagina viene dedicato lo 0,5%, e all’interno una replica in taglio basso.
All’interno la foto è di uno sbarco di migranti su una spiaggia; Macomer ha tante bellezze, ma non il mare.
Questo è un modo sofisticato di costruire una fake news. (…) Un lettore comune di Macomer, e non solo di Macomer, oggi tornerà a casa convinto di avere il nemico alle porte, di essere assediato da delinquenti, di essere privato delle sue possibilità di lavoro. Invece la realtà è che non c’è nessun delinquente alle porte, non c’è nessuna minaccia, c’è la possibilità di svolgere un servizio regolato e disciplinato, che produce lavoro e sostenibilità, e che colloca un paese in modo positivo dentro la risposta civile a una strage immane che si sta svolgendo sotto i nostri occhi nel Mediterraneo. Non si dica che queste sono posizioni estremiste; sono le posizioni anche del Papa,

Giornali sardi inutili. Che cosa è realmente successo ieri
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Giornali sardi inutili. Che cosa è realmente successo ieri

Come sempre più spesso accade, i giornali di oggi non servono a capire ciò che è realmente successo ieri.
Ieri è accaduto che il Presidente della Sardegna e l’Assessore del Bilancio sono andati a Roma a parlare col sottosegretario italiano Boschi di accantonamenti.
Secondo un copione, sbagliato e già visto, la delegazione della Giunta ha impostato una missione importante su un problema creato a suo tempo dalla Giunta stessa, senza discutere prima con le forze di maggioranza e col Consiglio della strategia relativa alla questione delle Entrate.
Il capogruppo del Partito dei Sardi Gianfranco Congiu ha chiesto la sospensione dei lavori dell’Aula, la riunione dei capigruppo e ha ottenuto che il Presidente della Giunta vada in Consiglio e riferire.
Oggi sui giornali questa sequenza dei fatti, che è sostanza, diviene un minestrone, e noi addirittura veniamo iscritti non tra coloro che hanno difeso il diritto sacrosanto dei sardi di sapere che cosa si va a dire al Governo italiano prima di dirlo, ma iscritti d’ufficio in grassetto tra i protestatari e non tra coloro che difendono la dignità delle istituzioni.
Il Gruppo del Partito dei Sardi si è riunito d’urgenza ieri sera e oggi divulgherà un documento con la posizione ufficiale sul tema.

La puzza non è uno scherzo. I razzismi latenti e la politica debole
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La puzza non è uno scherzo. I razzismi latenti e la politica debole

Questo è l’articolo del Messaggero, unico quotidiano a dare la notizia, che riporta l’affermazione di Grillo contro il Psd’Az. Si tratta di una frase carpita durante una festa e ha dunque il valore che ha (…) Poi c’è un’altra consapevolezza: a discettare, come dice Grillo, del popolo sardo dall’attico dei benpensanti, non si paga nulla. Perché Grillo non se la prende, che so io, con capo del Mossad? O perché non prova a dire: «Oh, c’è una puzza di ascelle che manco in un Commissariato della Polizia di Stato». Lo capiamo bene perché non lo dice, perché costerebbe molto dirlo (…)

Noi siamo seri
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Noi siamo seri

Ieri sera è stato divulgato il documento della Direzione Nazionale del Partito dei Sardi sulla Rete Ospedaliera. Un documento articolato, serio. (…) Chi come noi pensa queste cose non ha in testa crisi di governo. Per noi la Giunta regionale può governare fino alla scadenza naturale della legislatura.
Siamo costretti a dirlo in modo così esplicito, perché se i migliori giornalisti politici intravedono in qualsiasi cosa noi diciamo e facciamo l’annuncio della crisi, significa che qualche autorevole malevolo suggerisce queste letture. (…)

Molti insulti, poche idee
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Molti insulti, poche idee

La pubblicazione della Costituzione della Repubblica di Sardegna ha scatenato da un lato qualche attenzione in più sul tema strategico del sistema dei poteri di cui la Sardegna dispone (il segretario del Pd ha accettato di assumere questo tema come centrale, e per noi è già un risultato interessante). Dall’altro, intrecciandosi con la nostra posizione sui milioni degli interventi per la pastorizia negoziati sul camion, come la volta precedente con la Coldiretti, e come la volta precedente dichiarati ma non trovati. E sono partiti i soliti insulti e i soliti linciaggi, da cui ci difendiamo serenamente.

La guerra del latte e i coperchi del diavolo
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La guerra del latte e i coperchi del diavolo

Dietro tante polemiche c’è la guerra tra la Coldiretti e il Movimento Pastori, guerra di egemonia politica piuttosto che di governo del settore. Nel frattempo la Banca d’Italia ha chiesto di chiudere gli uffici italiani della Bsi, la Banca d’Affari incaricata dalla Sfirs nel 2016 di fare l’advisor per i Pecorino bond. L’ansia di integrazione nella modernità e nei salottini vellutati della finanza porta chi non è educato allo spirito critico a dare a Dracula le riserve di sangue.

La Sardegna bloccata
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La Sardegna bloccata

La Sardegna è immobile. Nessuna crisi industriale risolta. La crisi del lavoro è incombente. Il rapporto tra i paesi dell’interno e le città irrisolto. Gli investimenti infrastrutturali in ostaggio di leggi, controlli e conflitti. L’agricoltura fatta male ci fa dipendere in tutto dalle importazioni. Le future elezioni dovranno avere un mandato popolare rivoluzionario negli obiettivi e pacifico e legale nei metodi.

Il fisco italiano: irrazionale e ingiusto
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Il fisco italiano: irrazionale e ingiusto

Oggi sarò a Sassari a parlare di tasse. Sono davvero le stesse in tutto il territorio della Repubblica italiana e in quello della Regione Sardegna? Sono giuste, cioè adeguate al livello di ricchezza che si produce e ai servizi che si erogano? Ci si trova alla Camera di Commercio alle ore 17.30 per discuterne con Luigi Pelazza, il giornalista della trasmissione Le Iene (CONTINUA)