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Todde: il nervosismo conferma il tracollo

Posted on 10 Dicembre 202312 Febbraio 2024 By Paolo Maninchedda 13 commenti su Todde: il nervosismo conferma il tracollo

Sarà un caso, ma da quando in casa Pd sono stati diffusi i risultati di un sondaggio che vedrebbe Soru addirittura vincente e la Todde terza, gli attacchi frontali della candidata Pd-Cinquestelle all’ex presidente si sono fatti più duri (forse anche perché sta risultando chiaro che il mondo di Milia, anche con Milia ufficialmente neutrale, è orientato su Soru).
In molti abbiamo suggerito a Soru di lasciar perdere. Chi guida la corsa, controlla il secondo, non il terzo, a meno che non siano appaiati, ma non è proprio questo il caso. Ormai anche il Centrodestra sa che la sfida è con Soru.

Per quel che mi riguarda, sto aspettando che la Todde riparli di energia per pubblicare una mia riflessione sulle sue posizioni, perché mi è parso vagamente di capire, ascoltando una sua intervista, che ce l’avesse con me e dunque, invitato a tenzone, non intendo sottrarmi e, come il maestro di scherma dell’amato Perez Reverte, preparo il fioretto. Ovviamente non incrocerei mai la spada con la signora, ma vorrei tanto farlo con chi le fa dire cose contrarie al suo interesse; vorrei duellare con i suoi secondi, i mullah, loro mi interessano, mi attizzano, sia che vestano camicie rosse, rigorosamente di seta, perché la pelle originariamente proletaria si è adesso assuefatta al lusso, o tarmate sottane d’altare.
Volendo, però, ragionare di politica da subito con lei, cioè facendo lo sforzo di cercare un pensiero dentro un profluvio di stizzito risentimento, mi pare ci sia proprio un tema dirimente, rivelatore della struttura profonda della sua politica: le alleanze.
L’ultimo disperato rimbrotto della Todde a Soru è stato il possibile accordo con Italia Viva, con il corollario di un attacco frontale a Renzi.
Soru, in realtà, non parla mai di Italia Viva, è prudentissimo, sa bene che il partito di Renzi, con l’adesione dell’assessora ectoplasmatica all’industria  Anita Pili si è messo in una situazione equivoca. E dunque, perché questi attacchi all’arma bianca? La risposta è semplice: perché i giovani spin doctor della Todde sanno che Renzi è odiato dalla base del Pd e dunque, questa sarebbe la genialata, attaccare Soru per una presunta alleanza con Renzi sposterebbe voti Pd da Soru alla Todde. A dare i sillogismi in mano a chi fatica con le addizioni si rischia di far frittate. Vediamola da vicino la frittata.

In primo luogo, le uova sono tutte rigorosamente di pollaio grillino e non Pd, anzi, per il Pd sono uova tossiche. Il Pd, dove ha potuto, ha costruito alleanze larghissime, si veda il caso dell’Abruzzo, dove allo stesso tavolo, su un candidato presidente civico, siedono Cinquestelle, Pd, Italia Viva, Azione, Verdi, civici e parte dei centristi.
In fin dei conti, quando il Pd sardo ha adottato il tavolo del 7 luglio, voluto originariamente da Progressisti, me e Antonello Cabras, si è seduto a un progetto molto simile, se non uguale, a quello dell’Abruzzo. Su quel delicatissimo tavolo hanno poi fatto irruzione da un lato l’elezione di Comandini alla segreteria del Pd, cioè una segreteria nata più contro qualcuno (contro Cabras, e non mi fido di Comandini proprio perché stimo molto Cabras, e lo stimo per ragione, affetto e amicizia, non per convenienza) che per qualcosa, e poi l’ambizione dell’on. Todde, indisponibile a qualsiasi verifica di consenso. E, mi si fa notare, Comandini diviene segretario con l’aiuto determinante di Soru. Poi lo scenario cambia, Soru cambia rotta e Comandini resta fermo come una statua di sale volta al passato.
Il tavolo si è rotto, ma il progetto ha mantenuto la sua razionalità e il suo fascino.
Oggi chi sta tentando ancora di unire le forze che vanno dalla sinistra democratica e ecologista ai liberal e ai centristi moderati?
La risposta è una sola: Soru. Se mai c’è un luogo dove Azione e, per esempio, i Riformatori o i civici potranno incontrarsi con i progressisti, questo è quello della cosiddetta ‘Seconda autonomia’, cioè il nome che Soru ha coniato per tentare di tradurre in programma di governo l’incontro tra la tradizione riformista socialista e cattolica, quella azionista e quella dell’indipendentismo democratico. Perché sarebbe una colpa tenere aperto il confronto su questi temi con i centristi e anche con Italia Viva? Qualcuno sta riflettendo sul fatto che nel prossimo Consiglio regionale più del 30% degli eletti non sarà iscritto ad alcun partito nazionale italiano? Qualcuno sta vedendo che in nuce sta nascendo qualcosa di simile a un partito federalista della Sardegna? Non nascerà prima delle elezioni, ma dopo sì.

Mi pare, dunque, che si fraintenda un merito (l’apertura, il dialogo e la capacità di fare alleanze) con una colpa e questo può accadere solo quando il cuore è radicale, estremista, giacobino, cioè grillino, con quel tanto di ipocrisia di chi accampa come immacolata la propria anima politica, la stessa che non dava problemi di coscienza quando i Cinquestelle governavano con Salvini ai tempi dei respingimenti dei migranti. Se fa impressione vedere Solinas applaudire Salvini mentre sposta la Lega su posizioni di estrema Destra che manco la Destra della Meloni sostiene, fa altrettanta impressione vedere chi collaborava convintamente con Salvini sui respingimenti in mare, fare oggi le analisi del sangue a chi con i respingimenti non si è mai sporcato. E poi c’è una cosa che a mio avviso la Todde non sa: molti dei suoi mullah hanno attivamente collaborato con Solinas in cambio di noccioline, nocciole e meloni. Io ho fatto l’opposizione a Solinas. I suoi mullah, non tutti ma molti, no; sono troppo adusi al lusso per attraversare puri il deserto di una seria opposizione politica. Ma questo, se mai capiterà, glielo racconterò in privato.

La Todde è consapevole che Italia Viva e Azione partecipavano ai tavoli generati da quello del 7 luglio? Come mai il Pd nei mesi scorsi ha manifestato attenzione verso di loro e oggi la candidata alla presidenza li tratta come collaborazionisti? La risposta è semplice: l’alleanza della Todde è bloccata, non si espande proprio per la presenza e lo spirito dei Cinquestelle, quella di Soru è invece ancora aperta, è percepita come riformista e meno radicale. E allora che fanno gli spin doctor? Anziché provare a dialogare con il Centro, lo insultano. Geniale! Un capolavoro elettorale!

C’è poi una cosa curiosa.
La Todde accusa Soru di essere prepotente.
Bellissimo, evocativo del bue con l’asino.
Tuttavia è un’accusa che mi ha fatto riflettere, perché io e Soru ce la siamo scambiata reciprocamente negli anni.
Ebbene, ieri un giornalista mi ha confidato di aver intervistato Soru e di averlo trovato come l’ho trovato io, meno duro, più empatico, capace di autocritica, con lo sguardo sereno di chi governa interiormente forza e debolezza.
Mi ha confortato.
Io vado a pelle: se un uomo è cambiato in meglio, lo sento dalle prime parole che dice. E Soru ha imparato; ci si può parlare, ascolta, non ha più bisogno di dimostrare nulla al mondo. Mi pare in pace con se stesso e con gli altri.

Elezioni, Energia, Politica, Sondaggi, Vetrina

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Comments (13) on “Todde: il nervosismo conferma il tracollo”

  1. Paolo Maninchedda ha detto:
    10 Dicembre 2023 alle 17:26

    @ Paolo Però, cerchiamo di farcene una ragione di questa differenza e combattiamo per vincere anziché rinunciare ancor prima di iniziare.

  2. Paolo ha detto:
    10 Dicembre 2023 alle 17:22

    Sono elezioni difficili, il centro destra lavora i suoi con una consolidata campagna elettorale, poche promesse molti “vedrai che….” e hanno il vento nazionale che li spinge ,non hanno bisogno di comunicare innovazione e progresso.
    Soru e il csx cercano, dandosi battaglia, di convincere che loro sono il futuro, il progresso. Cercano di trasmettere innovazione, ma devono scontrarsi con la realtà difficile, delle cose …non c’è un argomento trainante , tutto è in pentola.
    La disfatta della non unione fra le due forze peserà tanto sui voti reali, e la campagna elettorale ha preso la piega che non doveva assolutamente prendere ….si attaccano fra loro e il cdx gode

  3. Luca Carta Exana ha detto:
    10 Dicembre 2023 alle 13:55

    ”La Stampa” scrive di possibili dimissioni di Solinas, e conseguente Elezione sarda anticipata a gennaio. Cosa c’è di vero? Ah, sempre a proposito del programma, di metter mano alla Statutaria e fermare questa deriva iperpresidenzialista – con un Consiglio ”regionale” (da leggersi come termine dispregiativo) alla mercé del capetto di turno.

  4. Giovanni ha detto:
    10 Dicembre 2023 alle 12:29

    Buongiorno Professore,
    quando lei traccia gli estremi della colazione, l’alfa e l’omega, lei scrive “Oggi chi sta tentando ancora di unire le forze che vanno dalla sinistra democratica e ecologista ai liberal e ai centristi moderati?”
    Sbaglieró, ma sinceramente stento a vedere una reale presenza di temi liberal, e “l’estremo sinistro” (azzarderei pensare a Liberu), non mi pare una sinistra democratica ed ecologista, piuttosto un ben celato movimento ortodosso con sprazzi estremisti. Saltare dalle uscite di Devias a quelle di Più Europa non mi pare un buon biglietto di presentazione.
    Personalmente, ritengo le posizioni su Ucraina e Israele di Liberu irricevibili e una macchia non irrilevante su tutto il gruppo.

    Buona fortuna a tutti noi.

  5. Alfio ha detto:
    10 Dicembre 2023 alle 10:48

    Se Soru è primo e la Todde terza chi è secondo? Ajò scovia!

  6. Luca ha detto:
    10 Dicembre 2023 alle 10:32

    Ha ragione augusto cerina …Tutta la vita con renzi rispetto a questo pd e ad questi grillini e non per dirla con gramsci per quistioni di di reciproche accuse,” quelli avevano detto” etc etc ma di cosa hanno fatto o potrebbero fare (mamma mia) al governo li abbiamo già visti e abbiamo visto anche i pochi capaci grillini scappare gambe levate dal movimento altroche!

  7. Lorenzo ha detto:
    10 Dicembre 2023 alle 10:31

    Ma perché sacrificare una brava parlamentare….A Roma è così utile…

  8. Sebastiano Tola ha detto:
    10 Dicembre 2023 alle 10:19

    Caro Paolo le sue analisi sono sempre dettagliate e veritiere. Queste elezioni sembrano una partita di risiko dove, in modo del tutto imprevisto, anche la conquista di una nazione più piccola ha la sua fondamentale importanza. E racconta. che il bipolarismo, quello che ti costringe ad allearti con le estreme è finito, in un’isola dove almeno il 70% dei residenti sono “ democristiani” nel senso che non amano le estreme. Soru finora è stato l’unico tra i candidati a parlare di politica, Milia l’unico a farlo come non candidato. Un loro accordo metterebbe in crisi i due poli e darebbe vita ad un nuovo modo di fare politica. Quella che noi azionisti auspichiamo da sempre e che ci ha tenuto lontani dalle due coalizioni: programmi concreti e lavoro incessante per far rinascere la Sardegna

  9. Alberto ha detto:
    10 Dicembre 2023 alle 09:51

    Chissà perché, ma in realtà lo sappiamo tutti, la Nuova Sardegna e L’Unione Sarda non stanno pubblicando sondaggi. Qui gatta ci cova vero?

  10. Augusto Cerina ha detto:
    10 Dicembre 2023 alle 08:55

    Non vedo grandi differenze tra l’innovatore Soru (disegno per una Sardegna diversa) e Renzi (disegno di una Europa diversa). Tutti e due sono utopisti che hanno fanno degli errori di gioventù, ma sono le uniche menti illuminate che circolano in Italia. Sono renziano dal principio ma sono anche soriano da principio. A

  11. pecora nera ha detto:
    10 Dicembre 2023 alle 08:46

    Isperaus cosas de bonu po su Pópulu Sardu e po sa Sardigna (e oltremare puru) faendho òperas de bonu, sa parte nosta, cun libbertade unione e responsabbilidade (custa no est su “pesu”: est solu su chi balet sa libbertade, su valore e bonu/bene suo).

  12. Renato Orrù ha detto:
    10 Dicembre 2023 alle 08:41

    …. e non è poco essere in pace con se stessi ! FP

  13. M ha detto:
    10 Dicembre 2023 alle 08:35

    Il nervosismo non è solo della Todde, è anche maschile….
    A parte questo, piacerebbe che più attenzione ci fosse alla realtà del sociale, con argomenti e soluzioni.
    In tutta la lunga campagna, è difficile leggerne. Credo che la disaffezione dei più verso le elezioni sia imputabile a questo.
    Sono rimasti i clientes.

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