Trasporti: quello che i giornali non dicono

Ieri un buontempone ha usato whatsapp come un’edicola e ha diffuso, con un solo sms, la migliore sintesi sulla responsabilità per il caos dei trasporti in cui versa la Sardegna.
Lo screenshot è questo, siamo nel 2018 e originariamente venne prodotto da Giuseppe Meloni, consigliere Pd.

Il buon Solinas, allora sorridente, prometteva di liberare i sardi.
In realtà li ha reclusi.
E la responsabilità non è di altri è sua, è personale; questo viene taciuto dai giornali che fanno salti omelettanti a chiusura albumata per nascondere al proprio interno la verità.
È drammatico, per chi ama informarsi, leggere articoli su articoli fatti col freno a mano tirato per non dire che il caos ha una precisa origine: le politiche messe in atto nel marzo del 2019, a bocca di elelzione di Christian Solinas alla presidenza della Giunta.

Noi denunciammo tutto questo tempo fa. Prima pubblicammo documenti inediti che dimostravano e dimostrano che il 26 marzo del 2019 il Presidente, non supportato da alcuna istruttoria interna, mandò gambe all’aria tutto il lavoro fatto dalla Giunta Pigliaru per la nuova continuità territoriale aerea e promettendone una nuova che non aveva invece predisposto in alcun modo.
L’Unione Europea, dinanzi a questa resa inattesa, si premurò, con una lettera all’ambasciatore italiano a Bruxelles , di lasciare traccia documentaria che era stata unilateralmente la Regione a dichiarare chiuso il ciclo di consultazioni precedenti che era giunto a ottimo punto e che lasciava aperte alcune questioni su cui sicuramente, una volta pubblicato il bando, si sarebbe andati di fronte a un giudice per il ricorso di Ryanair, ma questa volta ci si sarebbe andati avendo fatto molto bene i compiti a casa, cioè dimostrando di aver interloquito con l’Ue secondo procedura, di aver rispettato le leggi sulla concorrenza e di aver individuato nuove basi statistiche per la definizione delle frequenze e delle tariffe.
Tutto buttato all’aria sulla base di un narcisismo post vittoria elettorale che allora animava ogni gesto, ogni parola del presidente forzaparista.
Dopo due anni il Presidente tira fuori una proposta di continuità territoriale solo per i sardi che ricorda moltissimo la prima, quella del presidente Floris, piccola, arcaica, succube, che lavora solo sui sardi (addio alle suggestioni di una continuità come diritto alla mobilità e trionfo della continuità come servizio soggetto al mercato) e sulla concessione di qualche rotta in più oltre Milano e Roma. Due anni per partorire un topolino zoppo, rifiutato da molte compagnie, con un bando scritto dagli Antenati, scolpito su cocci d’argilla e diffuso da Yoghi e Bubu.

Ecco, ieri, un lettore esasperato dalla disinformazione, ha fatto informazione, recuperando banalmente dall’archivio ciò che tutti i giornalisti sanno ma non possono dire: Solinas ha detto solennissime balle in campagna elettorale e ha danneggiato gravemente i trasporti sardi per boria, per superficialità, per incapacità. Oggi le balle se le ingoiano i giornali: come si fa a rifare una procedura negoziata quando già si conosce l’offerta di Volotea? E come si fa a invitare di nuovo Ita quando si sa che non ha gli aerei? Cose evidenti che diventano misteri solo per i creduloni.

Una parolina all’opposizione: se voi pensate che Solinas cada per iniziativa della magistratura, state proprio freschi.
Se voi pensate che Solinas cada per crisi psicologica e personale, state freschissimi: lo studio linguistico (nel senso della lingua e non del linguaggio) Sanna-Chironi gli sostiene l’umore a colpi di lusinghe melassate e poi lo passa per i massaggi alle estetiste Chessa e Lancioni, che non sono parenti dei due consiglieri regionali, sono altre persone.
Se voi pensate che Solinas cada per insurrezione popolare, state freschi e dimostrate di non conoscere l’alta incidenza popolare degli appalti sottosoglia.
Solinas cade se voi la smettete di negoziare sotto banco con lui e ponete ai centristi di Oppi un aut aut: se vogliono esistere a sinistra la prossima volta, devono staccare la spina adesso, non a bocca di fine legislatura. La magistratura, se avrà da dire, inseguirà Solinas quando non sarà più Solinas e questo lui lo sa bene e non ci dorme.

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