Adesso Regione, Consiglio di Amministrazione di Abbanoa e Comitato Istituzionale d’Ambito non possono più continuare a far finta di niente. E non può più far finta di niente neanche la Corte dei Conti.
Nei giorni scorsi, un membro del Collegio sindacale di Abbanoa ha depositato al protocollo aziendale una nota, che è un atto di accusa inequivocabile verso i contenuti e le procedure della programmata diminuzione di capitale della società, messo in atto per evitare la gara internazionale, cui la Regione è obbligata dalle norme e dagli accordi sottoscritti con l’UE e ad oggi vigenti.
Si pongono problemi serissimi anche per Fabio Albieri, già presidente del Comitato Istituzionale d’Ambito e oggi candidato dalla Todde a succedere a se stesso, per aver guidato il Comitato ad assumere decisioni volte a non svolgere la gara e a diminuire il capitale aziendale in assenza di qualsiasi atto della Giunta o del Consiglio regionale.
Il sindaco denuncia un fatto gravissimo: la progettata diminuzione del capitale va contro lo Statuto della società e contro il Piano Finanziario allegato alla convenzione, stipulata con Egas, per la gestione del servizio idrico integrato, cioè mette Abbanoa nelle condizioni di perdere i requisiti per l’esercizio della del servizio:
«La natura del capitale sociale e della riserva statutaria di cui all’art 6, comma 3, dello statuto sociale presuppone che la Società Abbanoa abbia una dotazione di mezzi propri pari a complessivi 313.775.415 milioni di euro.
Tale ammontare è stato determinato nel piano economico e finanziario della gestione, documento allegato alla convenzione di affidamento. Tale previsione aveva la funzione di garantire l’adeguata patrimonializzazione della società e quindi la sostenibilità economica e finanziaria della gestione del servizio».
La progettata diminuzione del capitale espone la società con il sistema bancario e la sbilancia sul piano finanziario:
«La riduzione del capitale e delle riserve proposta, determinerebbe una patrimonializzazione della società inferiore al 10%. Vorrebbe pertanto dire che a fronte di mille euro di attivo patrimonializzato, questi sono finanziati per più di 900 euro ricorrendo al debito e per meno di 100 euro con i mezzi propri. Tale situazione denota una sottocapitalizzazione accompagnata da un forte squilibro finanziario. Questo implica il ricorso a strumenti di indebitamento molto rilevanti, il che espone la società a rischi notevoli di insolvenza o perdita di equilibrio finanziario».
L’incremento dei costi fissi per personale, investimenti e beni di consumo, conseguente all’internalizzazione di 500 persone impegnate nelle manutenzioni e nel recupero del credito, va a peggiorare ulteriormente l’equilibrio finanziario già intaccato dalla scelta della diminuzione del capitale:
«Inoltre dall’esame degli atti non si ravvisano le motivazioni congrue e razionali, così come previste dalla giurisprudenza e dalla prassi, per la riduzione reale del capitale sociale, come ad esempio l’esubero del capitale rispetto all’attività svolta.
Anzi, sotto altro aspetto queste previsioni sono completamente incoerenti e non adeguate rispetto alle azioni che sta ponendo in essere l’organo amministrativo, atteso che la società sta internalizzando i servizi affidati all’esterno più rilevanti, come ad esempio le manutenzioni e il recupero del credito, prevedendo già nel corso del 2026, un incremento di organico di oltre 500 persone e di costi fissi per investimenti e materiale di consumo. Tali azioni, a parere del sottoscritto, non sono coerenti con la riduzione del capitale sociale proposta».
Su altre osservazioni presenti nella nota del sindaco tornerò nei prossimi giorni, per oggi credo sia sufficiente quanto scritto.
Adesso il danno imminente è certificato, nessuno può più sfuggire alle proprie responsabilità.
Altro che “acqua pubblica”! Si deve parlare di “capitali pubblici pubblicamente danneggiati”.

La Latitanza della Stampa Regionale sul tema Abbanoa, e’ SOVERCHIANTE!
(Ecco l’origine letteraria dei grandi capolavori: ogni Sardo e’ un potenziale capolavoro ;anche se non se ne avvede, anche e sopratutto se fatica a intravedere un ingresso nel Castello di Carte che lo circonda.)
P.s.: proibito soffrire.
Egr Prof,
leggo in silenzio quasi religioso tutte queste (per me) novità sulla gestione orribile(per noi) di abbanoa !! Beati coloro che, come a Paulilatino o a Perfugas, possono vantare la presenza di pozzi sacri da cui attingere l’acqua o come accadeva molti anni fa in casa dei miei nonni, sia paterni che materni, dove si approvvigionavano per tutte le necessità domestiche dal pozzo posto al centro del cortile, senza sapere cosa fosse una condotta idrica o fognaria! Noi con la miserevole azienda regionale pensavano di aver risolto tutti i problemi di entrambi le tipologie liquide e
solide. Invece corriamo il rischio di di naufragare (si fa per dire) nelle liquide, per trovarci sommersi in uno tsunami di sostanze solide intestinali, tanto è la quantità di queste ultime che ci travolgerà! Ma nessuno fà nulla per porci rimedio! In quanto chi di dovere fa i porci( nel senso di suidi) comodi e godendo di spudorata immunità consiliare e giuntale se ne sbatte altamente le palle, tanto a pagare sono i soliti bipedi monogastrici che da molte parti chiamano sardegnoli come i quadrupedi, anch’essi monogastrici, cugini derelitti del cavallo. Allora che fare? Sperare nella CdC è come aver fiducia nella magistratura sul caso della defenestrata nostra signora miracolata dal voto disgiunto. Ci sono cose ben più importanti da fare piuttosto che arzigololare su queste questioni di bassezza fognaria adatte più ad una moltitudine ..rattile (alias, di ratti) che a noi togati superpartes! In conclusione per i bipedi monogastrici non rimane altro da fare che invocare la clemenza di Giove pluvio perché dalla mater abbanoa ci sarà ben poco da sperare in qualcosa di positivo a cui la regione Sardegna dovrebbe costringerla con le buone o le cattive !
Cordiali saluti!
P.S. Dimemticavo: ho già programmato l’intervento di un rabdomante per indicarmi dove eseguire nel mio garage un pozzo per l’ uso domestico dei liquidi! Per le parti solide da eliminare provvederò con la raccolta differenziata dell’umido( più umido di questo)!!
finalmente un sindaco coraggioso
Queste, sono le conseguenze dell’aver lasciato (e sperato) che il Sistema si autogovernasse: Lo ha fatto, ma al ribasso!!!
È la DECRESCITA felice degli APRISCATOLE!
Ma chie est cudhu macu chi cherindhe cùrrere o fintzas solu caminare si che faghet segare un’anca o solu unu pè?
O, si no est macu, it’est, tandho, si a unu chi depet cùrrere o fintzas solu caminare che li faghet segare un’anca o mancari solu unu pè?
Coment’e amministradores (e tambene si fit solu Abbanoa!) si tiat faedhare de dannarzos e de malafatores.
O ponimus solu grodhes, margianes, matzones (chi sos pastores narant fintzas apesta, bucamala, béstia maledita e si tiat nàrrere fintzas solu guvernu a isperdimentu).
O sunt totu a AI e a tontesa/machine naturale?
Ischindhe chi sunt zente isperamus chi zente siant, e zente cun zente!, o chi los fetant èssere!
È bello notare che c’è ancora qualcuno che ha un briciolo di coscienza civile e morale.
Speriamo serva a qualcosa. 🤞
Egr. professore trovo abbastanza esaustiva la sua relazione e ciò che preoccupa maggiormente e il silenzio assenso di tutta la classe politica. Un allineamento a mio avviso strategico a fronte di diverse operazioni. Lascio alla vostra immaginazione immaginare i nuovi sviluppi.