Giuseppe Conte, quello che ha sfasciato i conti pubblici con reddito di cittadinanza e 110, quello che in politica estera preferiva gli accordi con Russia e Cina alla linea europea, quello che si imponeva nelle case degli italiani con monologhi condotti sulle rete Rai, quello che faceva decidere Casalino sulle domande buone e cattive dei giornalisti, quello che era presidente del Consiglio quando Salvini faceva il ministro degli Interni sceriffo, oggi è in Sardegna a sostenere il No e L’Unione Sarda gli dedica un’intervista agiografica e patinata, un’intervista-spot per il NO.
Sento il dovere di bilanciare questa propaganda, mal celata sotto il diritto all’informazione, con qualche argomento per votare Sì.
In primo luogo, questo brevissimo video del professor Ceccanti. Esprime la ragione principale per la quale voto anch’io Sì e perché trovo vomitevole la politicizzazione del voto fatta dalla Sinistra egemonica italiana, quella che chiama, col solito corredo della pedagogia della paura del fascismo, a votare contro il governo Meloni e a non considerare il merito della legge; quella che si straccia le vesti per la presunta violazione della Costituzione, che non c’è, e non si cura di verificare che il giusto processo, previsto dai costituenti, non è mai entrato in vigore in Italia per la forza del potere carpito e esercitato dalla magistratura. Se c’è un ceto che ha tradito lo spirito della Costituzione, questo è quello togato, divorando come Kronos tutti i suoi figli non allineati alla logica del privilegio di casta (uno su tutti, Falcone, devitalizzato dal Csm che gli preferì Giammanco per logiche di correntismo politico).
In secondo luogo, vorrei segnalare questo articolo di Ermes Antonucci: negli ultimi sette anni lo Stato ha sborsato 220 milioni di euro per indennizzare i cittadini vittime di ingiusta detenzione, cioè che sono stati arrestati per poi essere prosciolti o assolti. Il 35 per cento dei casi, 78 milioni di euro, in Calabria, terra di maxi operazioni con decine di arresti, poi finite in un flop, la gran parte delle quali, condotte o coordinate da Nicola Gratteri. Nicola Gratteri non è mai stato chiamato, come altri, a rispondere dei suoi errori.

Domandó della Valle (l’avvocato di Tortora) agli inquirenti:”avete riscontri sull’ipotetico incontro del mio indagato in un noto ristorante di Milano con Turatello ed Angelo Epaminonda (lì, si sarebbe svolt0, così dicevano allora i pentiti, lo scambio di droga tra il noto conduttore e i boss della mala)? Avete chiesto ai camerieri, ai baristi, al personale di servizio?” Risposta degli inquirenti:”il ristorante esiste!”
Hanno fatto tutti carriera (quei magistrati), eccetto uno: quello che assolse il povero Tortora.
Disgraziatamente questo referendum è diventato un voto politico quando questa maggioranza afferma tramite un deputato calabrese che è necessario che vinca il SI anche “….. con il SOLITO sistema clienterale… “
Mi dispiace, ero deciso a votare SI ma dopo che mario monti ha detto che voterà no cambio idea anch’io.
Come non ascoltare questo grandissimo.. leader?
Sono molto contraria al sorteggio perché so come si pilotano tutti i sorteggi. Di fondo, se non c’ è onestà tutto è inutile.
Con amarezza
Signor medardo di terralba chieda pure a un indagato: sei contento che chi ti accusa sia collega di chi ti giudica?
Signor Lorenzo lei dice “Invece il fatto che si rimandi a legge ordinaria il dettaglio sul funzionamento dei nuovo organi, questo sí è il pericolo che la magistratura sia posta sotto il controllo /guida del governo (come nel ventennio) “ io sto leggendo la legge pubblicata sulla G.U. non trovo nulla sulla magistratura posta sotto il controllo Politico non c’è scritto può indicarmi l’articolo oppure ho la legge sbagliata
Che strano Paese che è l’Italia. Non sento altro che riferimenti al ventennio del secolo scorso (esperienza disastrosa di 100 anni fa) ma non una parola di critica sul ventennio di terrorismo ben più recente (occhio che stiamo ricadendo nella trappola dei cattivi maestri), non una parola sullo stallo economico e sociale che ha fatto seguito all’immeritato ingresso nell’euro (causa per cui oggi non abbiamo più un walfare né sanitario ne’ di istruzione), non un fiato sul disastroso ventennio in cui la Merkel ha imposto alla UE una politica di austerity che ha portato a fallimento mezza Europa (ricordate quando, da Monti a Renzi da Letta a Gentiloni fino a Conte, il primo atto era il bacio della pantofola alla crucca?). Ma neanche un refolo sulla guerra in Libia voluta da Sarkozy (che ha destabilizzato il nord Africa), sulle guerre in Iraq (ricordate Powell con la falsa provetta all’Onu?) ed Afghanistan volute da Bush e proseguite da Clinton, Obama (premio Nobel per la pace!), Trump e Biden. Oggi i fan di costoro pontificano sulla mancanza di sicurezza nelle nostre città (dopo aver predicato per un ventennio la politica dei porti aperti a chiunque), pontificano sulla sanità che non c’è (chi ha voluto il federalismo sanitario modificando la immodificabile Costituzione nel 2000?), pontificano sui costi dell’energia legata al vecchio e caro petrolio dopo la irresponsabile ed intempestiva corsa al green deal (mentre il resto del mondo se ne fotte).
Con la vittoria del no al referendum verrebbe messa la pietra tombale su una democrazia mai compiutamente realizzata. Agli italiani (secondo storica abitudine) piace farsi male da soli e ci regalerebbero l’autocrazia in toga (altro che Putin, Ciccio Kim ed Ayatollah!). Prepariamoci al nuovo ventennio, quello del fascismo rosso in toga nera, perché in quel caso ne vedremo di ogni.
E ce lo saremo meritato. Saluti.
Medardo, in teoria non conosciamo gli effetti di nessuna riforma. Potevamo ipotizzare l’uso dell’aborto come contraccettivo? No, eppure io che da cristiano votai a favore dell’aborto lo rifarei. Potevamo prevedere gli effetti del divorzio? No, ma se io avessi potuto votare, avrei votato a favore perché il matrimonio, checché ne diciamo noi cattolici, è un fatto sociale e storico, non sacro. Non si può usare la possibilità dell’errore per questa pedagogia della paura che tutto blocca e tutto frena. Quanto a riforme fatte in fretta e male, forse potremmo ricordare quella del titolo V della Costituzione di dalemiana memoria? Eppure, nessuno allora parlò di attentato alla Costituzione. Infine: io dall’età di 16 anni mi oppongo a coloro che tacciano di fascismo e di possibilità di fascismo tutto ciò che dissente dalle loro convinzioni. Un tempo eravamo in tanti ad opporci a queste forzose e forzate semplificazioni, oggi siamo in pochi a non farci schiacciare e intimorire da questa caccia alle streghe. Infine, per me, come sai, resta un punto non negoziabile: il giusto processo non si è compiuto, pur previsto dalla Costituzione, per le continue resistenze della magistratura. Ora è tempo di cambiare e di restituire spazio alla libertà delle persone.
Professore, la seguo sempre e anche se ideologicamente non sto con Lei, mi ritrovo spesso ad essere d’accordo con quello che scrive.
Io voto SI.
Caro Paolo, il prossimo 22 marzo siamo chiamati ad esprimerci a favore o contro una riforma di cui non conosciamo gli effetti poichè l’attuazione delle modifiche costituzionali è affidata alle leggi e ai decreti attuativi. Non mi fido. Piuttosto che stravolgere 7 articoli della Costituzione alla cieca preferisco votare NO. Se poi scorro l’elenco dei nuovi costituenti mi sale la febbre, se ripenso a come questa riforma è stata approvata in parlamento, senza che un solo emendamento dei 1300 circa presentati, sia stato approvato, arrivo agilmente alla conclusione che la “riforma” procederebbe con gli scarponi chiodati di una maggioranza sorda a qualsiasi proposta di modifica correttiva. Lo ripeto, non mi fido e voterò NO
Egregio Professore, condivido in toto il suo articolo ed aggiungo che Conte ,con le sue bugie,si sta comportando in un modo semplicemente vergognoso.
Egregio Paolo, il punto vero, alla fine, è uno solo: la terzietà del giudice.
In uno Stato di diritto chi giudica deve essere terzo — non soltanto indipendente sul piano formale, ma percepito come tale. È un principio quasi di diritto naturale, ancora prima che costituzionale: chi decide della libertà di una persona deve stare a distanza eguale da entrambe le parti.
Per questo il referendum merita di essere letto nel merito, sottraendolo alla contesa politica contingente — ai governi, alle opposizioni, alle figure di Giorgia Meloni o Giuseppe Conte. Quella contesa distrae; il tema è più antico e più profondo.
Votare Sì, in questa prospettiva, significa rafforzare quella terzietà. Non è un voto contro la magistratura. È un voto per una giustizia più equilibrata, in cui l’arbitro non possa mai essere scambiato per uno dei giocatori.
Il principio, in fondo, è elementare: la giustizia è credibile solo quando chi giudica non appartiene (nemmeno culturalmente, nemmeno per inclinazione) alla stessa parte che accusa. È lì che si radica la fiducia dei cittadini nello Stato.
Non gli frega niente a questi personaggi del merito della riforma ma è solamente l’occasione della chiamata della propria tifoseria contro chi l’ha proposta perché hanno il terrore che vincendo il SI il centrodestra abbia più possibilità di vincere le prossime politiche e scegliere dopo tanto un presidente non di sx come sempre..
Ormai il conte considera la Sardegna un suo feudo🥴
Il Parlamento ha approvato la riforma della giustizia! Se poi la gente deciderà di non farla entrare in vigore, peste li colga! Abbiamo l’occasione storica di creare i presupposti perché il sistema giustizia inizi a funzionare. Le nomine e gli incarichi saranno attribuiti per merito e non per spartizione correntizia. Chi sbaglia pagherà per gli errori commessi. Sempre a menarla con la Costituzione antifascista e poi si stracciano le vesti per mantenere l’assetto ordinamentale voluto da Mussolini. Come cittadini bisogna fare un salto di qualità superando la logica del tifoso ed iniziare a valutare il merito delle riforme senza pregiudizi ideologici!
Decidere per convenienza e non per coscienza e competenza, è nel DNA Italiano.
Le correnti si formerebbero il giorno dopo il sorteggio dei componenti dei CSM e Alta Corte probabilmente intorno ai medesimi centri di influenza/potere.
Quindi la nuova formulazione non garantisce affatto che venga meno l’effetto distorsivo delle correnti.
Invece il fatto che si rimandi a legge ordinaria il dettaglio sul funzionamento dei nuovo organi, questo sí è il pericolo che la magistratura sia posta sotto il controllo /guida del governo (come nel ventennio).
Quindi, se l’obiettivo era di responsabilizzare la magistratura, non ci si può affidare a teste pensanti come Demastro e Montarli.
su HBO max e’ in corso la serie Tv PORTOBELLO sulla ingiusta carcerazione Enzo Tortora
merita di essere vista
Buongiorno gli sbagli li paga sempre lo stato poi dovrebbe richiedere i soldi al magistrato che ha sbagliato chissà perché nessuno gli richiede con detrazione dallo stipendio, non è vero che la riforma incide sul processo penale riguarda le carriere
Perché finalmente chi commette errori ne risponderebbe e non farebbe carriera a dispetto dei suoi errori e delle pene ingiustamente procurate o inflitte.
Egr. professore, io la penso esattamente come lei, ma ciò che mi preoccupa maggiormente è: che molti partiti che ne hanno chiesto la separazione delle carriere diversi anni fa, ora ritrattano e ne fanno una causa di colore politico, contro la Meloni o la destra. Un campo largo allo sbaraglio, che non riesce a cogliere l’occasione per essere ridicolizzato anche presso gli organi di stampa, che non ricorda neanche le proprie interviste o pensieri espressi in pubblico e cerca di sminuire è veramente deprimente. Allora io mi chiedo, come dovremo comportarci noi elettori che per anni abbiamo votato al centrosinistra ora vederci essere trattati cosi? Una classe politica pessima priva di ideali e qui taccio, rischierei di essere querelato.
Perché votare sì farebbe finire le condanne ingiuste e le ostracizzazioni di magistrati di valore? Questo continua ad essermi oscuro