Ieri abbiamo cominciato la nostra raccolta firme per i 6 referendum sulla Giustizia Giusta.
Lo abbiamo fatto senza fanfare e in forma distinta e nettamente separata dalle iniziative della Lega.
Il motivo è semplice: non abbiamo niente a che fare con la Lega (ancor più ora che ha firmato un manifesto nazionalista che è nettamente contrario all’idea dell’Europa delle nazioni e dei popoli e non degli stati nazionali ottocenteschi che abbiamo sempre preconizzato e voluto, e che prevede con impudenza una sorta di non ingerenza nella politica interna degli Stati, che è la stessa che ha permesso all’Europa di girarsi dall’altra parte quando in tanti stati europei sono stati violati i diritti civili più elementari, dal diritto alla libertà di espressione – vedi Ungheria – al diritto alla libertà tout court come accaduto in Catalogna).
Abbiamo stabilito il rapporto con il Comitato referendario attraverso il Partito Radicale.
Non ci interessa in alcun modo lucrare politicamente dai referendum: ci interessa riformare la Giustizia e con i Radicali lo facciamo volentieri per il loro costante impegno per i diritti di tutti, non solo per le proprie idee.
Anche altre forze politiche che condividono questo spirito civico stanno dialogando con noi. Ne daremo compiuta notizia (…)