Quando i santi erano solo dei ragazzi linciati perché cristiani

Oggi Cagliari venera san Saturnino, un santo largamente dimenticato rispetto ad altri martiri ritenuti, dagli uomini, più gloriosi. A Cagliari, per esempio, sant’Efisio.
Tuttavia, Saturnino merita qualche attenzione, perché la sua Passio ha avuto cure recenti da parte di un grande filologo classico sardo, Antonio Piras, e dunque possiamo leggere la sua ‘storia’ con più sicurezza di altre.
Senza tediare nessuno, ciò che colpisce nella vicenda di Saturnino è che le fonti, pure con la distanza del latino del tempo (il testo viene ricondotto a un periodo compreso tra il VI e l’VIII secolo) dal latino coevo ai fatti, e forse, dal primissimo racconto dei fatti, dicono che la sua morte fu un volgare e ferocissimo linciaggio.
Imperavano Diocleziano e Massimiano, i quali avevano emanato i loro decreti di persecuzione verso i cristiani.
L’odio era divenuto un odio di Stato e, allora come oggi, l’odio di Stato è un grande raccoglitore di ogni risentimento sociale.
L’odio di Stato legittima la sentina di tutti i sentimenti negativi di cui l’uomo è capace.
Più o meno succedeva ai cristiani ciò che poi per secoli si fece patire agli ebrei fino allo sterminio nazista.
Si celebrava a Cagliari la festa di Giove e si consumava in suo onore il sacrificio di un toro (la via sacra era l’attuale via Roma e il tempio era nella zona dell’attuale via Sassari).
Gli auspici furono negativi e l’officiante si chiese se per caso nei paraggi non vi fossero cristiani.
Passava Saturnino, riconosciuto come cristiano. Era un puer, un ragazzo, potremmo pensarlo sedicenne.
Lo inseguirono, lo bloccarono, gli chiesero se era cristiano e, alla sua risposta affermativa, lo trafissero con una spada.
Un omicidio di piazza, un linciaggio, nient’altro, che la devozione dei secoli non cancella: il dolore e l’odore del sangue è sempre intenso per chi sa riconoscere nei tempo questa maledetta bestia che alberga nell’umanità e che non tollera nessuna distinzione, nessuna differenza, nessuna verità.
Oggi, che è la festa di Saturnino, quel maledetto odore di sangue e di odio è più intenso.


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