C’è molta agitazione nell’ambiente del turismo in Sardegna. Perché il turismo piace e se ne discute vivacemente anche se, a volte, in modo confuso. Eppure ci dev’essere un modo per ragionare seriamente. Proviamoci, almeno. Il modello di sviluppo. Siamo partiti dalla questione “DMO sì – DMO no” per denunciare lo smantellamento della legge regionale 16/2017 […]

Se l’assessore regionale al Turismo, Gianni Chessa, agita l’ambiente con le sue affermazioni sulla morte della DMO regionale e anteponendo il suo mantra alla Legge sul Turismo e evitando di spiegare come farà a svolgere quei compiti, la città di Cagliari deve decidere se è il momento di affrancarsi da queste scelte.

L’assessore al Turismo Chessa non applica la legge 16/2017. Il vuoto normativo è coperto non da una legge, ma dalla sua volontà. Chi la conosce? Chi la interpreta? Chi la attua?

Una delle leggi più stupide approvate durante il Governo Gentiloni è stata quella dedicata alle ferrovie turistiche, la celebre legge 182 del 2017 che di fatto ha chiuso il Trenino Verde e il Trenino per Bosa in Sardegna (…) Dal 15 aprile scorso, data fissata per la partenza della stagione turistica su queste linee, di rinvio in rinvio si sta arrivando alla fine dell’estate, con tutto un mondo di escursionisti, di B&B, di guide turistiche bloccate dalla pretesa italiana di sapere tutto di tutto e di disciplinare tutto sulla base di poche conoscenze su poche cose. Vorrei segnalare all’Assessore dei Trasporti e ai senatori sardi che oggi si riunisce ancora la Commissione Lavori Pubblici del Senato…
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Per il turismo in Sardegna non basta più il mare.
Noi dobbiamo essere consapevoli che dobbiamo competere sui mercati per orientare la destinazione delle persone.
Oggi non abbiamo una politica della destinazione. Questo è il nostro terreno di battaglia, la sfida del Partito dei Sardi.
Andare e competere per orientare la gente a venire in Sardegna. E per orientarla dobbiamo essere capaci di presentarci, di presentare le emozioni che la terra di Sardegna può suscitare.
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Non c’è futuro per il turismo in Sardegna se non è risolto il problema dei trasporti. Noi dobbiamo acquisire poteri sui trasporti per migliorare le nostre performance sul turismo.
Ora è evidente che se non controlliamo aerei e navi, la gente andrà in Croazia o in Africa piuttosto che venire in Sardegna.
Se venire in Sardegna costa più che starci, la gente non verrà in Sardegna. Poi è chiaro che dobbiamo anche vendere emozioni ma se le vendiamo a un prezzo troppo alto, nessuno le compra.
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Sono perché in Sardegna non si sprechi ciò che è avvenuto negli anni passati. Le tratte ferroviarie minori sono una grandissima occasione di sviluppo. Vanno utilizzate per brevi periodi dell’anno ma vanno valorizzate perché consentono la conoscenza della Sardegna, altrimenti inaccessibile, e oramai senza provocare alcun danno.
Le tratte ferroviarie minori non vanno considerate e trattate come reperti museali.
Sono una grande occasione di sviluppo dal punto di vista turistico e sotto il profilo della mobilità interno come collegamento di aree oggi accessibili solo via gomma.
Come accade nel resto del mondo, le strade ferrate non veloci sono il modo migliore per conoscere il territorio, creare occupazione e valorizzare la cultura delle comunità, soprattutto quelle delle zone interne e in via di spopolamento.
Non gettiamo via le cose migliori della nostra isola.
Il 24 febbraio abbiamo una grande occasione: votiamo sardo.
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Nuovi investimenti sulle ciclovie

Quando decisi, da assessore, di promuovere la più vasta pianificazione e progettazione mai avviata in Sardegna per realizzare una rete regionale di ciclovie, non mi trovai in grande compagnia. Aleggiava uno scetticismo diffuso e sopratttutto sentivo che in pochi capivano che lo sviluppo della Sardegna aveva bisogno di prospettive alternative all’Eni e all’Alcoa.
Adesso quel progetto è una grande realtà. (…) Stanno arrivando 16 milioni di euro per la dorsale sarda. Sono soldi dello Stato già stanziati che attendono adesso solo il decreto del Ministro delle infrastrutture. (LEGGI)

C’è una frase de I Viceré di Federico De Roberto che spiega l’Italia di ieri e di oggi: «Ora che l’Italia è fatta, dobbiamo fare gli affari nostri». Ecco, i Sardi devono diventare sempre più consapevoli che i fatti loro non sono i fatti nostri, cioè che i nostri interessi nazionali sono spesso in contrasto con quelli italiani. (…) Oggi segnalo ai neoeletti deputati e senatori, ma spero che l’informazione arrivi anche alle vette con aria rarefatta, fitrata e depurata di Villa Devoto – che recentemente ha definito amico della Sardegna l’attuale ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio – il danno grave subito dai Sardi per le follie normative e burocratiche dell’Italia.
Mi riferisco alla perdita delle prenotazioni sul Trenino verde nelle tratte di Macomer-Bosa e Mandas-Sorgono e al rischio incombente sulle prenotazioni e sulla stagione turistica del 2018 che inizia ora, subito dopo Pasqua.
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