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La paura, la continuità territoriale e il ditino in bocca nel Porto Canale
Continuità territoriale Politica Porti

La paura, la continuità territoriale e il ditino in bocca nel Porto Canale

Non si può fare il Presidente della Regione avendo paura dei poteri italiani e europei. (…) Un conto è salire sul groppone di Salvini per vincere e tollerare (con la compiacenza degli apparati dello Stato) che le elezioni si svolgano in un clima di disordine permanente; altro è tradurre tutto questo in governo efficiente e efficace.
Ma la novità è il disinteresse generale con cui questa situazione kafkiana viene vissuta. Esso dà ragione al Presidente (…) Sul Porto Canale di Cagliari siamo agli effetti cinematografici speciali. Sembra che, a leggere le dichiarazioni di tanti, la crisi sia stata improvvisa e inattesa. Nessuno che chieda al Cacip, che siede nel Cda… (LEGGI)

Il porto canale di Cagliari: la Sardegna vista dal mare
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Il porto canale di Cagliari: la Sardegna vista dal mare

Se c’è una costante nella storia della libertà mancata della Sardegna questo è il mancato controllo dei mari. Per un’isola è fatale. Il Porto canale di Cagliari è drammaticamente in crisi per due motivi: il primo è l’obsolescenza della sua dotazione tecnologica. Oggi il porto di Tangeri è più o meno allo stesso livello, ma Gioia Tauro no, è un porto molto più avanzato. Il secondo è che Cagliari è pur sempre il porto di un’isola senza alcun potere su se stessa né sul mare, senza relazioni… (LEGGI)

Trieste è porto franco d’Europa. L’Italia esulta, la Sardegna non reagisce
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Trieste è porto franco d’Europa. L’Italia esulta, la Sardegna non reagisce

di Paolo Maninchedda
Ieri è stato dato solennemente l’annuncio che il porto di Trieste è porto franco, l’unico porto franco d’Europa.
Effetto della seconda guerra mondiale, si dice.
Fatto è che Trieste sarà, come ha dichiarato il presidente dell’autorità portuale «l’unico punto in Europa in cui si può fare attività industriale e punto franco. Non solo attività terminalistiche, quindi, ma anche logistiche e addirittura industriali di trasformazioni delle merci. Durante la recente missione in Cina abbiamo visto brillare gli occhi degli interlocutori quando si sentivano dire che siamo l’unico vero Punto franco esistente in Europa, in cui si può fare anche manifattura industriale».
Se c’è una cosa sommamente ingiusta è fare un vero punto franco a Trieste e non fare di tutta la Sardegna almeno altrettanto.
C’è da arrabbiarsi profondamente per una storica slealtà di Stato, per l’insipienza della politica autonomistica e per la debolezza del pensiero politico diffusa in molte forze politiche. (CONTINUA)