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Se il Governo italiano va dai vescovi, portatelo prima a Villa Devoto
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Se il Governo italiano va dai vescovi, portatelo prima a Villa Devoto

Gira voce che importanti esponenti del Governo italiano, forse lo stesso premier Gentiloni, saranno presenti alla 48esima settimana sociale della Conferenza Episcopale Italiana che si aprirà domani a Cagliari.
Se così dovesse essere, sarebbe opportuno che la Giunta esigesse di essere la prima destinataria della visita e non la seconda e parlasse col Governo di alcune questioni: Agenzia delle Entrate e ritiro del ricorso, poteri straordinari per rimettere a posto La Maddalena, trasferimento in Sardegna del controllo del portafoglio Anas (che vale 2 miliardi e rotti), chiusura della vertenza con l’Enel sulle centrali Tirso 1 e Tirso 2, restituzione degli accantonamenti, ecc. ecc.
(…)(Domani dirò di chi è questa foto presa nell’ambiente acquatico del Liscia, oggi godetevela)

La dignità della Sardegna: procurarsi meriti e glorie proprie. Meglio il video di Gigi Riva
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La dignità della Sardegna: procurarsi meriti e glorie proprie. Meglio il video di Gigi Riva

Ieri è stata una giornata di dichiarazioni di tutte le forze politiche sarde a favore dei referendum consultivi della Lombardia e del Veneto.
Ogni volta che qualcuno vince, accade che in Sardegna si corra dietro al suo carro a dire che aveva ragione; lo si fa nel modo ingenuo dei bambini che pensano di diventare Gigi Riva semplicemente indossandone la maglia e non patendone le fatiche (e infatti questo video di eroica debolezza trasformata in profondissima forza spirituale, girato da alcuni ragazzi con Gigi Riva ieri mi ha ripagato di tante tensioni). Tutti vogliono replicare il referndum del Veneto per poi pensare di egemonizzarlo per vincere le elezioni politiche e regionali. C’è un eccesso di strumentalità che fa male alla Sardegna. Una cosa però è certa (l’ha detta bene ieri il nostro Segretario Franciscu Sedda): i fatti catalani e i fatti lombardo-veneti, pur con significati opposti, insegnano a tutti noi che il soggetto principale che muove la storia è il popolo. Averne paura, non frequentarlo, non accettare il rischio del dialogo educativo, non accenderne le migliori intenzioni, non interpretarne le legittime attese, non combattere nei momenti giusti per le sue legittime aspettative, disprezzarne esplicitamente le risorse umane, temere il compito di difesa del popolo e dei suoi rappresentanti che l’esercizio del potere comporta, tutto questo consuma i rapporti, svilisce la politica a pratica burocratica e la candida all’inefficacia).
Stiamo sempre, tutti i Sardi, concentrati su di noi.