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Belle notizie di giustizia, letteratura e politica

Posted on 10 Marzo 202610 Marzo 2026 By Paolo Maninchedda 3 commenti su Belle notizie di giustizia, letteratura e politica

Oggi c’è una congiunzione astrale che ci porta a parlare di cose interessanti, non belle in sé, ma importanti per la libertà di ciascuno.

Iniziamo dalla più importante: la vicenda di Mario Olianas, raccontata da Andrea Busia sull’Unione Sarda. Olianas è affetto da una grave e dolorosa malattia che gli procura forti dolori muscolari; il medico gli ha prescritto l’assunzione di 60 grammi di marijuana al mese con i quali riesce ad alleviare e sopportare il dolore. Anziché andare a rifornirsi da uno spacciatore o spendere una fortuna con i preparati commerciali (il Sativex costa oltre 700 euro a confezione, dura un mese e con effetti inferiori rispetto all’assunzione diretta) ha scelto di coltivarsi la marijuana nell’orto. Ieri è stato assolto dal Tribunale di Tempio per la sesta volta.
È una vicenda emblematica di un quadro normativo che va riformato. Non si può decidere sulla cannabis solo ragionando nei termini del contrasto al traffico di stupefacenti (e, secondo me, in Sardegna si è sbagliato grandemente nell’approccio alla coltivazione della cannabis con contenuto di THC inferiore allo 0,3%, perché la si è di fatto assimilata alla coltivazione della marijuana stupefacente, privando l’isola di un’attività industriale legittima e redditizia). Il Decreto del Ministro della Salute del 9 novembre 2015, il quale, tra l’altro, riguarda anche le Regioni e le quote di coltivazione da definire per ciascuna in ragione del numero dei pazienti in trattamento (art. 3) non è né efficiente né efficace.
La notizia è buona perché l’assoluzione rivela che la magistratura sta comprendendo come il perimetro normativo sia insufficiente e lacunoso rispetto alla realtà e come violi l’esercizio legittimo della libertà. Un piccolo caso di “eversione” delle consuetudini di apparato a favore del concreto e responsabile uso della libertà.

La seconda bella notizia è sulla Nuova Sardegna.
Si tratta della recensione del libro di Michela Murgia Lezioni sull’odio, a firma di Alessandro Marongiu, dottore di ricerca in Letteratura italiana, allievo di Massimo Onofri a Sassari. Non è una recensione qualunque; mi sembra la ripresa di quella sana e giusta critica letteraria non celebrativa e/o militante che manca da tempo in Sardegna. Marongiu smaschera diversi errori del testo della polemista scomparsa, mette a nudo la sua indifferenza verso gli studi, svela, se mai ve ne fosse stato bisogno, l’impianto ideologico dell’argomentazione cui tutto viene subordinato, anche la verità e le buone ricerche. Per un giornalaccio à la page come La Nuova, che ha promosso al rango di celebrati scrittori dei poverissimi bricoleurs della scrittura, purché inseriti nei salotti giusti, ospitare questo articolo è un grande evento e forse è, anche, la ripresa di un genere, la recensione seria, il quale, se praticato senza invidia (cosa difficilissima in Sardegna, si pensi al silenzio viola con cui è stato accolto il successo di Offeddu) e senza sarcasmo, è utilissimo al miglioramento della qualità dei testi.

La terza notizia è ridicola.
Il giornalista di punta della giudiziaria oristanese della Nuova, oggi promosso in redazione centrale a Sassari, firma un articolo di indignazione perché la Digos di Oristano è andata a ficcare il naso in un convegno promosso dentro il palazzo di Giustizia di Oristano da un’associazione; lo stesso redattore, però, non si indignava quando la Digos veniva alle riunioni del Partito dei Sardi, fotografava tutto e tutti, schedava tutto e tutti, né quando a Sassari partecipavano alle nostre riunioni di sezione esponenti dei Servizi. perché non meritavamo indignazione? Perché noi eravamo l’alternativa sia alla Destra che alla Sinistra italiane e, di conseguenza, eravamo sospettabili d’ufficio di nefandezze varie.
Spiare il Partito dei Sardi (quello per il quale in diversi andarono a parlare con magistrati, perché si stava allargando troppo, minacciando la naturale alternanza tra i gemelli diversi della Destra e della Sinistra), l’unico che è riuscito nella storia a far funzionare la sanità nell’Oristanese e nel Nuorese, quello che ha finanziato tutte le opere che adesso l’assessore Piu sta inaugurando, a cara manna, e senza alcun merito, se non quello fortunato di essere nel posto giusto al momento giusto, l’unico che ha avuto le palle di mandare nel porto delle nebbie della Procura la revoca dell’incarico di collaudo dei un lotto della Sassari-Olbia di cui era titolare l’attuale potentissimo presidente della Federtennis, ecco, per l’appunto, schedare come separatisti i militanti del Partito dei Sardi dopo che un grandissimo coglione (parlo di tipi sociali, non di persone reali) li aveva epitetati come tali per accendere gli animi del sacro e patrio fuoco nei Carabinieri, tutto questo a Carta, allora, non diede fastidio. Adesso, solo perché la Digos è andata a curiosare nei salotti “buoni” per definizione, si straccia le vesti. Ma per favore!

La quarta notizia è seria.
Si è svolta ieri un’udienza del processo che oppone l’ex presidente Solinas (che quando non gioca con i congressi del Psd’az fa cose anche intelligenti, ma sempre luciferine) a un noto giornalista, che lo avrebbe diffamato.
L’avvocato della difesa, Toto Casula, ha chiamato sul banco dei testimoni, un esponente del backstage sia della Giunta Solinas che di quella Todde, con un passaggio negli apparati di supporto dei parlamentari leghisti. Ne è venuto fuori uno squarcio del terribile mondo della scorsa legislatura e della presente. Mi riservo di acquisire il verbale d’udienza e di pubblicarlo perché è utile alla democrazia della Sardegna. Ovviamente, oggi, i due giornaloni non ne parlano, ma l’udienza pubblica c’è stata. Se ne potrà parlare.

Informazione, Letteratura, Libertà, Politica, Vetrina

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Comments (3) on “Belle notizie di giustizia, letteratura e politica”

  1. grillotalpa ha detto:
    10 Marzo 2026 alle 19:08

    Non ho mai capito il livore della Murgia per la Deledda..
    Perché non era una suffragetta? Troppo Nuorese?
    Il Nobel?
    Mah!

  2. Mundicu ha detto:
    10 Marzo 2026 alle 13:31

    Grazie Paolo, Prof. Maninchedda,
    di queste tutte belle notizie, in particolare la prima, che ieri ho seguito con tanta attenzione sul TGR Sardegna …. ma soprattutto la terza che ha suscitato nel mio animo un tumulto di ricordi ed emozioni, perché ho ben seguito e vissuto, tra passione e amarezze, le vicende del Partito dei Sardi, dal 2014 al 2019. Non dimenticherò mai l’incontro pubblico al centro Servizi di Losa / Abbasanta, nel quale migliaia di Sardi unirono le loro mani per dichiarare “sempre uniti mai divisi”

  3. Antonello Gregorini ha detto:
    10 Marzo 2026 alle 08:16

    Anche oggi ti ho letto con piacere.
    Non avevo percepito “il silenzio viola con cui è stato accolto il successo di Offeddu”.
    Il libro ultimo di Ciriaco, a mio avviso, si pone tra i migliori della letteratura sarda degli ultimi decenni. Sempre sul filo, però, della tendenza alla truce depressività che si dice ci pervada.

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