Sta diventando faticoso informarsi, perché dilaga la militanza piuttosto che l’esercizio della critica. Non è un vezzo solo italiano: a leggere i giornali americani, inglesi, francesi e spagnoli, si può dire che ormai gli organi di informazione sono diventati, in forme più o meno paludate, tutti nipotini di Goebbels, tutti convinti che il loro compito sia convincere il lettore, piuttosto che informarlo.
In Italia, per capire la differenze, si può confrontare cos’era Report con la Gabanelli e cosa è diventato con Ranucci.
La Gabanelli ha sempre fatto e continua a fare fact checking; Ranucci fa Adversarial journalism.
A me piace il primo e trovo il secondo troppo a contatto con le barbe finte.
Ci sono lettori che hanno bisogno più di rassicurazioni che di informazioni. Sono quelli che ogni giorno cercano conferme di stare dalla parte giusta e quindi leggono il giornale della parte. Quelli di Sinistra snob oggi leggono Domani; quelli di Sinistra a prescindere leggono ancora Il Manifesto; quelli della Sinistra populista che non sanno di essere parenti stretti degli estremisti di Destra (cosa che, invece, è ben nota in Spagna) leggono Il Fatto Quotidiano; se sono cristiani confusi in cerca di confusione stabile leggono Avvenire, che non è più un buon giornale, ma una succursalina del Pd e un megafonino del cristianesimo sincretico della Comunità di Sant’Egidio.
Quelli di Destra leggono, nell’ordine: se sono di Destra per posizionamento e non per cultura, Il Giornale; se sono militanti a cavallo tra Forza Italia e la Lega, leggono Libero; se sono di Roma, leggono Il Tempo; se sono dell’Opus Dei leggono La Verità; se sono fascisti mascherati o con Dna politico attenuato leggono Il Secolo d’Italia.
Il Corriere della Sera segue le logiche di mercato di Cairo, il quale, essendo la Destra occupata, per vendere e guadagnare fa l’editore di Sinistra, ma non come lo faceva Feltrinelli, piuttosto con il convenientismo di Berlusconi. Un esempio? Guardate Di Martedì di Floris e confrontatelo con le sue prime trasmissioni, troverete la differenza tra chi raccontava la realtà e chi la produce.
Un tempo per i disincantati-cinici alla Jep Gambardella c’era Dagospia, col suo anarchismo erotico-finanziario e la sua Rassegna stampa gratuita, ma ora anche il sito chiappone ha virato a favore della polifonia piddina ed è diventato terribilmente noioso e in nulla eversivo (l’erotismo di un tempo si è trasformato in un eruditismo del porno che ha proprio preso all’anima).
In Sardegna abbiamo due anemici giornali.
La Nuova Sardegna non fa informazione, vende pagine, che è cosa diversa.
È l’house organ del nuovo vero potere dell’Isola, il Consiglio di Amministrazione dove siedono politici, costruttori, banche, monopolisti dei trasporti e degli aeroporti, manager, con un po’ di parassiti a corredo, che è sempre cosa buona e giusta per mostrare di essere democratici.
La Nuova è stata acquistata per essere venduta per parti e usata, nelle rimanenze, come cheerleader di questo nuovo gruppo di potere, il cui uomo più potente è Maurizio De Pascale, l’uomo uno e trino che a Cagliari otterrà a breve la licenza per costruire il sovrappasso ferroviario per collegare l’aeroporto di Elmas al suo Centro Commerciale, primo caso in Italia con il quale un aeroporto si connette direttamente a chi fa concorrenza ai suoi spazi commerciali. La Procura di Cagliari aprì un fascicolo per ciascuno dei centri commerciali costruiti (Le Vele, Pirri, Santa Gilla) per questo no, è progressista, è progresso.
L’Unione Sarda non sa né dov’è, né perché esiste, né cosa fa. Ha allontanato Mauro Pili e, a intermittenza, ne diventa il megafono.
Un giorno si sveglia e dà notizie scomode, il successivo le narcotizza.
Non è un giornale, è un caso.
È ottima la cronaca giudiziaria (da quando non passano più le veline della Procura), moscissima la cronaca politica (perché sedata), buona la pagina culturale, ma non accuratamente informata.
È una Ferrari cui hanno forato una ruota e un giorno sì e l’altro pure mettono acqua nel carburante: un leone morente per incapacità di comprendere che nella sua savana è arrivato un branco di iene e un giaguaro molto bancabile e bancato.
E dunque, come informarsi?
L’unico modo è essere critici verso tutto e leggere il più possibile per contrasto.
Per esempio: un giorno leggere Il Corriere della Sera e Il Giornale. Un altro Il Fatto Quotidiano e Il Secolo d’Italia ecc. ecc.
È questo l’unico espediente per evitare di essere manipolati.
In Sardegna è inutile leggere entrambi i giornali: molte volte non dicono nulla né l’uno né l’altro.
In Sardegna bisogna leggere i blog, guardare i tg (Rai 3 -cogli l’attimo, Videolina, Telesardegna -bim boh, ecc.) e, il più possibile, leggere carte e documenti originali.
In Sardegna prevale la vulgata sul vero, il si dice sul certo ed è molto facile rimananerne vittime e passare tutti per cornuti.

Io Non Sono né della Sinistra né della Destra italiane. Sono un azionista, cioè un senza patria politica. Se questo è astio, faccia e dica pure.
Un parere su
OPEN (Mentana)
AGI (Eni)
ANSA
SOLE 24 ORE
Egr. Professore
Da molto tempo cerco di fare quello che Lei consiglia e dopo aver letto online e cartaceo a manca e a dx cerco di tirare le somme delle varie notizie per provare a capire dove sta (ove esista) la verità
Un appunto se mi permette: non faccia diventare questo blog “Sardegna& Astiosità”, ogni tanto qualcosa di Sinistra la dica!
Grazie
Bisognerebbe parlare di più di come ci si può informare e di cosa manca al panorama informativo sardo affinché ciascuno sia messo nelle condizioni di formulare opinioni critiche. La ringrazio per questo stimolo.
Io da qualche giorno, complice un abbonamento a una meravigliosa nuova rivista di fumetti (si chiama “La fine del mondo” e la consiglio), ricevo a casa una copia cartacea de Il manifesto. Ricevo le mie copie il giorno dopo, perchè il manifesto, così come molti altri quotidiani, per via degli alti costi distributivi non arriva in Sardegna. Nonostante questo assurdo differimento temporale, trovo la maggior parte degli articoli ancora attualissimi e ben meritevoli di essere letti. Il mio sguardo si sta facendo più approfondito e sento di avere più spunti per interpretare l’attualità. Ricordavo una lettura più pesante, per “iniziati”, e per me respingente. Ogni tanto, una gioia.
Egr Prof.,
Quando ho letto il titolo della Sua conversazione odierna, ho sorriso. Come informarsi? Non certo con i quotidiani! Metodi di informazione moderni e superiori ai tam-tam africani o ai segnali di fumo degli indiani d’America, pre stelle e strisce. Ma ora per rispondere alla sua domanda ritengo ci siano metodi più moderni di propagare le notizie e le idee! Ricordo i tempi di un infanzia ormai lontana che avendo unico interesse alle notizie sportive, mi abituai a sfogliate il giornale iniziando dall’ultima pagina, che mantenni fino a quando non mi posi il magico irrisolto problema giovanile se fosse possibile mantenere l’amicizia tra un ragazzo ed una ragazza che mi portò a sfogliare settimanali e libri sul tema. Poi arrivò quel tema distruttivo che fu ed è la politica. Ritornai ai giornali e libri che, col genio creativo degli squattrinati, ci arrivavano gratuitamente perchè fondammo un circolo giovanile e il pomeriggio,dopo la mattina scolastica e prima di dedicarci nuovamente allo studio, ci si incontrava e si discuteva tra democrazia più o meno cristiana filo statunitense e assolutismo comunista filo sovietico. Così fino all’arrivo della TV! Prima i telegiornali, poi le seguitissime tribune politiche fino ad arrivare ad oggi all’ invasione dei talk show settimanali, poi quotidiani. All’inizio serali, poi pomeridiani e infine anche mattutini! In una parola: SEMPRE!! Ed i giornali? Roba vecchia, con notizie ormai già acquisite e per avere un’ informazione completa occorre acquistarne ogni giorno due,quattro testate diverse! Mentre in tv cambi canale con un clic e senti altre campane. Tutto ciò per fermarmi alla TV. Ma analogo discorso sui cellulari, attrezzi nati per sostituire i telefoni fissi,ma diventati universo di informazioni e di coinvolgente partecipazione alla diatriba politica e non solo! Ed i giornali? È sufficiente fermarsi all’ ingresso di un edicola per pochi minuti: sempre maggiore la maggioranza degli acquirenti di età avanzata, di chi, forse, vuol tenersi giovane ripetendo il gesto fatto per decenni in età giovanile più che ricercare notizie! Io stesso mi sento di appartenere ogni giorno che passa a questa categoria! Ed allora, ci sarà un domani per la carta stampata? Mi auguro di sì, ma certo solo la qualità dell’analisi dei fatti quotidiani, ne potrà garantire la certa sopravvivenza!
Cordialmente La saluto.
Signor Lorenzo Travaglio dice di non ricevere nessun aiuto pubblico
Caro prof. Paolo,
Mi faccia leggere tutto ma non il Fango Quotidiano.
Fra quelli finanziati dal pubblico è il più merdoso
Con la crisi che morde, e gli stipendi son quelli che sono, che dovrebbe fare un Cittadino con voglia di ricevere un’informazione corretta e completa? Non può certamente acquistare un’infinità di quotidiani e poi provvedere a spulciare per sceverare il grano dal loglio!
Siamo onesti fino in fondo. Il giornalismo (pseudo-giornalismo) di oggi fa pena. Si è giustamente fatto il paragone tra la Gabanelli e Ranucci per la stessa trasmissione, ma lo stesso si potrebbe fare per i quotidiani. Com’era l’Unione Sarda ad esempio all’epoca di Fabio Maria Crivelli e come è diventato negli ultimi 20-25 anni, con sempre maggiori “infornate” di giornalisti schierati a sinistra in maniera evidente anche ad un bambino. Con tutto il rispetto, ne abbiamo piene le tasche di sentire un giorno si e l’altro pure parlare di Gramsci e di Berlinguer. Su Berlinguer sarebbe interessante sapere qualcosa sui fondi illeciti che il pci ricevette da Mosca anche all’epoca della sua segreteria. Ma siccome ne hanno fatto un santino, non si può. Che conformismo di stampa!
Trovo che il problema su chi informa e chi subisce la “forma” sia piu’ originario e non riguarda tanto gli operatori della Comunicazione quanto la disposizione dell’individuo a non cadere in trappola del Psicologismo. Questo accade perche’ molti di noi non sanno distinguere tra “atto psichico” , assolutamente Personale e di propria esperienza e “Contenuto LOGICO” , riconducibile a idea astratta e di ordine umiversale.
Rendere reversibile l’uno su l’altro, e’ una via che conduce alle esperienze totalitarie piu’ abominevoli; quelle in cui , attraverso i dispositivi di coercizione piu’ sottili per pervasivita’ è possibile fare passare 2+2 =4 a 2+2 = 5
Noi in anni recenti , nella nostra attualità, ne possiamo scorgere un esempio in un soggetto assolutamente in-politico che non è ne’ il PD né Fratelli d’Italia (pur con tutte le loro criticità).
Ci si può informare? Si, a condizione di sapere leggere situazioni e cose come Maestri del sospetto.
purtroppo la colpa è nostra crediamo solo a quello che scrivono i giornali ed i siti Internet eppure basta andare nei siti istituzionali e leggere cosi possiamo vedere la differenza delle notizie
Egregio, condivido in toto le sue riflessioni su quanto possa essere difficile informarsi in modo obiettivo. Mi permetto di allargare l’orizzonte: stanno cadendo, uno ad uno, tutto un insieme di valori, principi educativi e di rispetto, regole di comportamento in cui le nostre generazioni, post belliche, sono cresciute. L’odio è ormai la pulsione imperante in quasi ogni ambito e ciò che vedo fa paura. Non è informarsi correttamente il problema maggiore ma vivere questo verminaio politico, sociale, economico e di convivenza civile. Io cerco di sopravvivere cercando rifugio negli affetti famigliari ed amicali che mi sono rimasti. Saluti.
Stefano, divento più esplicito: io non sono un estremista.
Egregio Professore,
La ringrazio per avere dato spazio anche all’espressione del mio pensiero.
Per quanto concerne l’accostamento tra estremismo e violenza che leggo nella sua replica alla mia domanda, non posso fare altro che ricordare a me stesso quanto estremamente tassassina e violentemente prevaricatrice della vita, della libertà e della proprietà, sia stata ogni dittatura della maggioranza che ha legiferato, nella lingua dello stato ladro, assassino, tassassino e menzognero oltretutto, sull’Isola e riguardo all’Isola nella quale i corsi d’acqua sono denominati rius e/o rios e non fiumi. Sbaglio?
Gentilissima signora Levi, quando vorrà incroceremo le spade della dialettica per verificare i giudizi “temerari” e “stereotipati”. Se dovesse, però, risultare che essi sono solo “critici”, allora potremmo catalogare la sua reazione come stizzita?
E grazie a Sardegna e libertà (senza l odiosa pubblicità) senza il quale soprattutto qui in Sardegna sarebbe davvero buio completo,grazie per il lavoro civile quotidiano.
giudizi temerari e stereotipati. sono in una delle “categorie” che indica e non leggo affatto il giornale che secondo lei corrisponde.
Esattamente, inoltre repubblica qualche anno fa era leggibile,ora si sa(…). purtroppo anche l informazione più strettamente locale spesso fatta da giovani (siti online cittadini) sono al soldo di chi li tiene in vita.”Bianca Berlinguer è la nuova Barbara D’urso di rete4”( a.grasso).
Penso che l’unica strada dell’estremismo sia la violenza, e io non sono violento.
Egregio Professore,
se a Badu ‘e Carros ci si fanno alloggiare i componenti dell’attuale giunta e consiglio regionali, insieme a quelli delle precedenti, che si sono abbondatemente guadagnati il soggiorno-premio per avere significativamente contribuito ad affamare i residenti in Sardegna in nome e per conto dello stato ladro, assassino, tassassino e menzognero, non resteranno giacigli liberi che possano essere utilizzati per accomodarvi individui alloctoni in regime 41-bis.
Dopodiché, Sardenya de nou lliure dal giogo italiano e taglio netto ed irreversibile dei finanziamenti tassassini alla stampa tutta, con quella incapace di reggersi sul mercato con le proprie vendite che dovrà reinventarsi o accettare di sparire..
Che ne pensa?