Infine: non sempre i nostri governanti danno il buon esempio. A Sassari, ad esempio, in un momento in cui emana misure ferree per chiudere in casa la popolazione, il sindaco di Sassari Nanni Campus convoca le conferenze stampa all’aperto. Perché non le fa da casa sua, o nel suo studio, usando internet? Naturalmente, ogni riferimento a Giuseppe Gioachino Belli è puramente casuale.

A inizio marzo, ad es., il sindaco di Genuri denunciava sull’Unione Sarda che nel suo Comune la didattica online deve fare i conti con una rete internet da terzo mondo. O ancora: parlavo con uno studente di una scuola superiore di Sassari che mi diceva che alle lezioni in videoconferenza della sua classe gli studenti che partecipano sono in media meno del 50%.

Evidentemente, non siamo in guerra e, grazie a Dio, non ci sono eserciti alle porte che minacciano le nostre vite e la nostra libertà, ma «giornali e tv non si trattengono: linguaggio bellico a volontà e non solo come metafora. Alimentati da leader modesti che cercano una statura che non hanno, adesso sono diventati i cecchini del runner. (…)

Prevedibilmente, stamattina c’erano lunghe file nei market (nella foto, la fila alla Conad di via Gramsci che arrivava in via De Gasperi, alle 10:00): io sono tornato indietro, ho rinunciato. Mi domando, allora: se lo scopo è evitare gli assembramenti in luoghi pubblici, quanto è razionale ridurre i tempi di apertura dei negozi piccoli e grandi che vendono alimentari? O si tratta soltanto di un’autocertificazione di esistenza in vita del sindaco Nanni Campus? Come a dire: «Guardate che io ci sono e sto facendo qualcosa» […]

Sono convinto che, per comprendere cosa è stato davvero l’Olocausto, bisogna conoscere delle storie che riguardano singole persone, con le loro vite devastate, e lasciarsi condurre all’inferno. Due libri e due storie, una tragicamente italiana […]

E mi domando se in una società laica e moderna non si possa ammettere che dietro un suicidio, qualche volta, possa esserci un atto di libertà individuale e di dignità che merita, come minimo, rispetto e non giudizi morali o religiosi (taciti o espliciti che siano). Con la morte (solo dei personaggi “famosi”, però) e con il rispetto per la morte hanno a che fare pure i cosiddetti “coccodrilli”……