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Stadio del Cagliari: il project ha falle di diritto

Posted on 28 Giugno 202628 Giugno 2026 By Paolo Maninchedda 21 commenti su Stadio del Cagliari: il project ha falle di diritto

Ci si gira molto intorno, ma la questione dello stadio del Cagliari è tutt’altro che risolta e i fatti stanno dando ragione al capo dell’opposizione in Consiglio comunale, Giuseppe Farris (gli altri, i littorini e i centricoli, votano, ma politicamente non esistono).
Provo a far sintesi di migliaia di carte e di tante chiacchiere a vuoto.

Personalmente rimango dell’idea che il sommo errore di questa intricata vicenda sia politico.
Quando si vuol dotare una città di uno stadio ci sono due strade lineari percorribili: o lo si fa privato o lo si fa pubblico.
A Cagliari, invece, lo si è voluto misto e si è fatto un bel pasticcio.
La ragione è semplice: Zedda aveva bistrattato Cellino che lo voleva fare con i suoi soldi; la magistratura aveva poi aggredito Cellino fino a mandarlo in carcere a Buoncammino (lotta dura e senza paura a questi bastardi capitalisti!).
Risultato? Cagliari senza stadio, Cellino prudentemente all’estero (dopo la galera vera), Cagliari Calcio a Giulini.
Giulini ha capito subito che Zedda aveva le polveri bagnate dal precedente conflitto e ha tessuto la sua ragnatela: non mettere un soldo proprio e fare tutto tra contributo pubblico e finanza privata (la Fluorsid non ha mai avvallato alcuna operazione finanziaria del Cagliari, non ha mai messo a rischio neanche un centesimo, se non le azioni possedute nella società). Per combattere gli aspetti deleteri del capitalismo assistito (tra i quali il peggiore è usare la finanza pubblica per fini privati) bisogna conoscerne le astuzie e respingerne le lusinghe.
Non è da tutti!

Scegliere la strada mista, con 60 milioni di euro di regalo a Giulini più l’area, con la foglia di fico della concessione cinquantennale dopo la quale l’impianto diverrebbe di proprietà pubblica, comporta verifiche e obblighi.
Dopo essermi lessato i penduli ascoltando i 25 minuti di Macciotta e Farris a Videolina, sono giunto a queste conclusioni:
1) il Comune non va alla verifica del Mef del Piano economico finanziario del Project sullo stadio perché non è obbligatoria, ma soprattutto perché teme la bocciatura. Contenti loro, contenti tutti. Io mi sarei sottoposto all’esame e avrei messo Giulini di fronte ai risultati, soprattutto ora che è chiarissimo che gli americani stanno andando via dalla società o perché qualcosa non li ha convinti nell’affare-stadio o nella società. Ho incontrato una sola volta Giulini e nonostante i modi, gli abiti e quant’altro, l’ho iscritto, dalla “dentatura” simbolica, tra i carnivori attivi;
2) l’essersi rivolti all’avvocata Leone, anziché semplificare le cose, le ha complicate per il Comune. L’avvocata (con tanti nomi quanti possono averne solo discendenti diretti di Marco Aurelio Caro Claudio Quintilio Valerio Massimiano Erculio) ha scritto pagine di distillata e notevole competenza, ma non è riuscita a superare un ostacolo che Farris aveva sollevato, e Macciotta respinto con sorriso parrocchiale e sufficienza incantatorio-apotropaica, e cioè il fatto che i 60 milioni siano nient’altro che un clamorosissimo aiuto di Stato che richiederebbe la notifica all’Unione Europea (per tacere su ciò che ha scritto la Corte Europea  sulla legislazione italiano relativa ai project);
3) l’esenzione del Cagliari dalla Tosap (Tassa per l’Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche) prevista dal Pef del progetto dello Stadio è totalmente illegitima e varrebbe un regalo illegittimo alla società (e un minor gettito nelle casse del Comune) di 300.000 euro l’anno circa. Macciotta, su questo, ha fatto in trasmissione un mirevolissimo esercizio di seppismo (da “seppia che scappa e getta inchiostro”) per nascondere la serietà del tema sotto il velo vergineo della “necessità di approfondimenti”.
Insomma, la questione aiuti di Stato sommata all’impossibilità dell’esenzione dalla Tosap fanno vacillare seriamente il Piano Economico Finanziario del progetto.

Conclusione: fossi nel Comune di Cagliari direi a Giulini: “Caro, ci abbiamo provato, ma nessuno di noi vuole mettere a rischio il proprio patrimonio per te. Per cui ti cediamo l’area a un euro (si fa per dire) e tu ti fai lo stadio. Prendere o lasciare, caro.”.

Cagliari, Politica, Vetrina

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Comments (21) on “Stadio del Cagliari: il project ha falle di diritto”

  1. PIERPAOLO MURGIA ha detto:
    2 Luglio 2026 alle 11:12

    Sul progetto stadio ho un punto di vista tecnico che viene da un’esperienza diretta: ho lavorato per Sport Five del gruppo Lagardère all’operazione dello stadio della Juventus, occupandomi di tutti i ricavi extra partita. So come funziona una concessione stadio quando è strutturata bene.
    Non è la prima volta che lo dico pubblicamente. L’Unione Sarda e Videolina mi hanno già chiesto un parere tecnico sul punto, e ho cercato di spiegare, con i numeri del PEF alla mano, dove stanno le criticità principali.
    Il problema centrale è la struttura a due livelli: una NewCo che costruisce e gestisce l’impianto, il Cagliari Calcio come semplice inquilino che paga un canone. Questa biforcazione non esiste né a Torino, né a Venezia, né in nessuna delle operazioni comparabili che conosco. E ha una conseguenza precisa: i ricavi più ricchi, quelli da matchday, biglietteria, abbonamenti, hospitality, che stimo tra i 20 e i 25 milioni l’anno, restano fuori dal perimetro finanziabile. La NewCo vede solo i canoni di locazione, che sono una frazione di quei ricavi. Ed è proprio per questo che il PEF non sta in piedi senza i 60 milioni pubblici.
    Ma se si guardasse l’operazione nel suo complesso, con tutti i ricavi che genera, quei 60 milioni probabilmente non sarebbero necessari. O lo sarebbero in misura molto minore.
    Aggiungo tre elementi che Maninchedda ha sollevato e che ritengo fondati: la mancata verifica del MEF, che non è obbligatoria ma che chi ha un piano solido non evita; il rischio che i 60 milioni configurino un aiuto di Stato soggetto a notifica europea; e l’esenzione dalla TOSAP prevista nel PEF, che mi appare illegittima per circa 300.000 euro l’anno.
    Sul naming rights dico solo questo: nel PEF ci sono 2,5 milioni l’anno di ricavo da cessione del nome dello stadio. E contemporaneamente l’amministrazione annuncia che lo stadio si chiamerà Gigi Riva. Le due cose non possono stare insieme. Nessuno sponsor compra un naming right per restare in secondo piano rispetto a un nome che per i sardi vale più di qualsiasi marchio al mondo. Quella voce di ricavo, così com’è, non esiste.
    Non ho mai detto che lo stadio non si deve fare. Ho detto che così non conviene alla città.

  2. Antonello ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 21:30

    Analisi acuta, giuridicamente ineccepibile. Chapeau.

  3. Paolo Maninchedda ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 16:27

    La ringrazio. Un solo appunto: io non sono più onorevole; sono guarito. Un caro saluto.

  4. Tony ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 12:57

    Cerchi dispetatamente decine di milioni pubblici per farti i tuoi profitti ed essere esentato dalla TOSAP? Un’amministrazione con la schiena dritta avrebbe rispedito le richieste di Giulini e soci, se sono queste, dove meritano. Tutti iSardi sono affezionati al Cagliari, ma si veda bene la situazione; si lotta per non retrocedere e basta. E negli ultimi due anni ci è andata pure bene, per non dimenticare di quando la promozione dalla B arrivò per fortuna all’ultimo secondo.
    Perché un mega-stadio? Solo una scusa per un hotel. La struttura ora in uso va bene.

  5. Pierluigi Mannino ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 11:13

    Egregio On. Maninchedda,
    ho letto con attenzione le Sue parole. Prendo atto della Sua opinione e, pur non condividendola, la rispetto.
    Nel mio impegno pubblico ho sempre cercato di mettere al centro i contenuti e la coerenza, consapevole di non esservi riuscito sempre nella misura che avrei desiderato. Non credo nella politica urlata, né in quella che parla alla pancia delle persone. Credo invece che il compito della politica sia far crescere ed elevare la società in cui opera: non inseguirne gli umori, ma provare a guidarla, prima di tutto con l’esempio.
    Quanto al tema delle nostalgie, non si tratta solo di un’autocertificazione. La mia storia politica, certamente più breve della Sua, credo possa testimoniare con chiarezza la mia posizione. Resta naturalmente una Sua prerogativa dubitarne, così come è una mia prerogativa ribadirla con serenità.
    Le dico di più: la mia apertura al confronto è tale da consentirmi di leggere con interesse e, in più occasioni, di apprezzare molti dei Suoi interventi.
    Con immutata stima,
    Pierluigi Mannino

  6. Lello ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 09:12

    Esiste, secondo me, una soluzione ancora migliore di quella prospettata dal Prof. Maninchedda alla fine delle sue considerazioni, soluzione che qualcuno ha suggerito in rete, tra i commenti vari sui social, e che mi ha colpito per quanto ovvia: ripulire l’area e trasformarla in un parco verde urbano. Perché cederla a Giulini per un euro? Tutt’al più gli si potrebbe vendere a prezzo di mercato solo la superficie su cui sorge l’Unipol; è un uomo d’affari lui, capirà che i regalini non esistono. Perché dovremmo farglieli noi contribuenti?

    E il Comune potrebbe dire a Giulini che, se proprio vuole uno stadio, può realizzarlo altrove finanziandolo completamente e quindi incassando tutti i proventi. Dove sono finiti i grandi imprenditori? E il rischio d’impresa, dove è andato? Un pò comodo fare grandi progetti con capitali pubblici, e ottenere terreni vista mare a prezzi simbolici.

  7. Paolo1 ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 07:26

    Egregio signor Giovanni, non pensa che molte ragnatele spesso vengano cucite all’oscuro e solo dopo escono gli altarini, o per un opposizione che vada a chiedere accesso agli atti o per qualche società non contenta che mette in luce determinati fatti, il punto è che la legge sia abbastanza chiara. Si sta creando un progetto misto pubblico e privato, e quando si usano solti pubblici dei contribuenti è giusto e opportuno farsi qualche domanda, ma soprattutto che qualcuno metta garanzie.. Sarei curioso sapere cosa nè penserà tra un paio d’anni l’Unione Europea, perchè a mio avviso quei 60 milioni verranno considerati aiuti di stato a una società che molto probabilmente dovrebbe restituirli.

  8. Giovanni ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 03:19

    Mi scuso con chi si è sentito offeso per il termine saputello che non era riferito a chi inserisce il proprio commento ma ai politici e assessori in carica nel comune o in regione che conoscendo i vari iter burocratici se ne escono sempre all’ultimo a cose quasi fatte ….

  9. Enzo ha detto:
    28 Giugno 2026 alle 22:37

    I 60 milioni di euro pubblici, gentile professore, sono figli della colpa. Di chi? Del Comune di Cagliari e della Regione Autonoma della Sardegna, che nel 2019 pretesero di fermare un progetto già a iter il cui costo era allora di 70 milioni di euro più Iva, tutti del privato. Alle due istituzioni “serviva” un progetto più grande per infilare Cagliari nella corsa verso Euro 2032, evento di cui all’allora proponente fregava zero. Dunque, pretendendo quella modifica – corposa e complessa, le risparmio i dettagli – hanno innescato loro la parabola ascendente, secondo me ancora non giunta al culmine, dei costi. E così il privato che allora metteva 70 milioni oggi ne deve mettere 158: più del doppio. Il tutto per assecondare le ambizioni istituzionali. Dunque, i 60 milioni di cui si parla non possono essere usati per configurare una “colpa” o un “vantaggio” del privato, al quale sarebbe bastato portare avanti il suo progetto nel 2019: avrebbe risparmiato e oggi avrebbe lo stadio già aperto e funzionante.
    ..
    Ciò detto, rimane il fatto che i 60 milioni di denari pubblici sono meno della metà dei 158 che metterà il privato. Per uno stadio pubblico.
    ..
    La ringrazio sempre per lo spazio concesso.

  10. Paolo Maninchedda ha detto:
    28 Giugno 2026 alle 21:35

    Mi scusi Giovanni, perché io sarei un saputello e lei non un superficiale frettoloso?

  11. Paolo Maninchedda ha detto:
    28 Giugno 2026 alle 21:34

    Egregio Enzo,
    Non mi sfugge chi è il proprietario e chi il titolare di una concessione cinquantenne, però mi pare che a lei sfugga che ci sono di mezzo 60 milioni di euro pubblici. Tutto qui.

  12. Enzo ha detto:
    28 Giugno 2026 alle 21:15

    Ci sarebbero molte cose da (ri)spiegare: non lo faccio contando sulla benevola memoria di chi mi/ci ospita su questo spazio. Ma una cosa va ribadita comunque:
    Lo stadio è. e sarà sempre e senza soluzione di continuità, di proprietà del Comune di Cagliari. Una prova (delle tante)? Se così non fosse, chi vincerà il bando di gara europea non pagherebbe un canone annuale. Che invece verrà corrisposto.
    ..
    Tralasciando altri dettagli – sistematicamente sottolineate in passato, tipo l’incongruenza di pagare una tassa di occupazione al proprietario dell’immobile – faccio soltanto questo confronto. Di chi è il mercato di San Benedetto? Del Comune di Cagliari. Chi lo sta ristrutturando? Il Comune di Cagliari. I titolari dei box pagano in quota, in percentuale, i lavori di ristrutturazione? No. Con lo stadio (comunale ora, comunale sempre) invece la soluzione geniale: facciamo tirare fuori 158 milioni a X (Giulini, gli americani, uno qualsiasi) e noi restiamo proprietari. A Torino, a Udine, a Bergamo non hanno fatto così.
    ..
    Per chiudere: gli americani ove desiderassero sfilarsi immagino che vorrebbero essere pagati per il 49% del capitale azionario nelle loro mani. Chi detiene il 51% non ha un obbligo di recompra. Resto dell’idea che stiano aspettando la fine di questo ventennale tormento per fare il successivo passo in società. L’operatività sul calciomercato è un buon indizio sulle strategie, non vedo aria di dismissioni.
    ..
    Grazie per lo spazio.

  13. Giovanni ha detto:
    28 Giugno 2026 alle 19:58

    Non sono né di destra né di sinistra, ma questi signori saputelli perché se ne escono sempre e solo quando tutto sta per partire e non all’inizio dei progetti?
    Perché conoscendo i meandri della burocrazia non parlano subito ma solo quando ormai tutto l’iter è in via di conclusione?
    Mi pare una storia che va avanti da 10 anni chiunque governi.
    Una considerazione, lo stato mette 60 milioni il resto lo mette il privato, nel contempo il Cagliari paga un affitto di 100 mila euro per 50 anni e poi lo stadio ritorna interamente di proprietà del comune, mi sembra una procedura equa che dovrebbe accontentare le parti.
    Poi non si escluda anche quanta gente troverà lavoro sia durante la costruzione che dopo in particolare dopo con la gestione dello stadio e un albergo con 120 stanze di lusso dove non penso che metteranno dei robot ……..

  14. Paolo Maninchedda ha detto:
    28 Giugno 2026 alle 17:51

    Egregio Mannino, lei è sicuramente il capo in termini di forza, ma la sua forza non è una forza in termini di contenuti. Farris vi surclassa. Quanto all’assenza di nostalgie, lei può legittimamente autocertificarla, ma io altrettanto legittimamente posso continuare a considerarla falsa.

  15. Paolo Maninchedda ha detto:
    28 Giugno 2026 alle 17:46

    Egregio Mossa, vede, lei è il classico tipo che anziché fare lo sforzo di capire, dà la colpa agli altri, evocati indistintamente, mettendo insieme chi ha responsabilità di governo, e che quindi potrebbe fare, e chi, come me, non conta assolutamente nulla e esercita il semplice ruolo di raccontare ciò che capisce. Faccia uno sforzo lei, una volta, e non dia la colpa sempre agli altri.

  16. Stefano Mossa ha detto:
    28 Giugno 2026 alle 16:51

    Invece che continuare a dire DOVE SONO le falle, vedete di fare funzionare INSIEME la macchina e regalare uno Stadio a Cagliari con impianto multifunzionale, altrimenti stiamo sempre a sfakularci a vicenda tra destre e sinistre…tutti uguali siete. Lavorate INSIEME per la città e i cittadini, non contro l’avversario politico.

  17. Alessio Grazietti ha detto:
    28 Giugno 2026 alle 14:42

    Perché non usiamo quei soldi per fare un impianto tennistico di livello internazionale e mettere in piedi un “500”, provando ad avere un certo “Jannik” a battezzarlo?

  18. Pierluigi Mannino ha detto:
    28 Giugno 2026 alle 14:22

    Precisazione sull’articolo sullo stadio.
    Primo: Giuseppe Farris non è il capo dell’opposizione. Nei resoconti viene definito “consigliere civico Giuseppe Farris, che invita la Giunta alla prudenza”. Il capogruppo della principale forza di opposizione sono io, come ricorda CagliariNews: “il capogruppo della principale forza di opposizione, Pierluigi Mannino”, “capogruppo di Fratelli d’Italia”. 
    Secondo: respingo l’etichetta di “opposizione di Destra, pigra, tragicamente parassitaria”. Littorini non ce ne sono. Facciamo opposizione con atti e voti, non con nostalgie.
    Terzo: il mio scetticismo sullo stadio non è tattico. Come ha scritto Sardegna Notizie, “sulla stessa linea il consigliere di Fratelli d’Italia, Pierluigi Mannino, che sottolinea come, a distanza di oltre un decennio, le criticità continuino a ripresentarsi, mentre i costi sono aumentati in modo significativo”.
    Favorevole all’impianto, contrario a un affare dove il pubblico rischia e il privato incassa. L’ho sempre detto, e continuo a dirlo.
    Pierluigi Mannino

  19. Paolo ha detto:
    28 Giugno 2026 alle 12:02

    Semplicemente vergognoso, solo in Sardegna queste telenovelas possono esistere,basta vedere da chi siamo governati!

  20. Stefano Locci ha detto:
    28 Giugno 2026 alle 11:33

    Egregio, parafrasando Gianni Agnelli (le riforme di destra le può fare solo la sinistra) ci voleva la rivoluzionaria PD-M5S-AVS per regalare un mare di soldi nostri al privato. Che si tratti di asset aeroportuali, case e ospedali di comunità (vedrete, vedrete …. che regalo per i privati sarà anche quello), di capitali di Enti Pubblici da investire (!!!!) o di regalie comunali e regionali per realizzare, non lo stadio (quello è lo specchietto per le allodole) , ma un mega centro alberghiero/commerciale) una politica miserabile sta facendo strame di tutto.
    Ovviamente chi dovrebbe quantomeno monitorare la liceita’ dei comportamenti della PA è troppo impegnato in altre cosette per pensare di inserire trojan nei sistemi che non siano quelli dei ladri di polli. Sanno mooooolto bene che, dopo, sarebbe impossibile fare gli gnorri. Saluti.

  21. Renato Orrù ha detto:
    28 Giugno 2026 alle 08:16

    … l area ad un Euro e TE ti fai lo Stadio …oppure Addio ….
    Mi pare una onorevole via d uscita per Tutti.

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