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Sinistra imbrogliona sarda

Posted on 29 Giugno 202629 Giugno 2026 By Paolo Maninchedda 12 commenti su Sinistra imbrogliona sarda

Ho appena finito di leggere Difendere la libertà di Carlo Calenda. Un libro netto, duro, ricco di notizie, di storia e di libri, una lettura che conforta quanti, come me, non si rassegnano a essere della Destra o della Sinistra italiche. La minoranza autenticamente liberal, che non accetta l’obbligo dell’iscrizione a uno de due poli e che considera l’eredità di Mario Segni (elezione diretta, preferenza unica e bipolarismo) la più grande iattura che i tonti semplificatori siano riusciti a imporre all’Italia e alla Sardegna, minoranza che ancora sopravvive nella violenta e massificata cultura italiana e sarda ha una lettura con cui confortarsi.

Calenda sprona a riconsiderare la bellezza del senso eroico della vita.
Io ne ho uno tragico, acuitosi quando, a ventun anni, lessi per la prima volta la prima parte del Quijote, ma non nascondo a sorprendermi ancora a fantasticare eroicamente.
Un collega siciliano mi ha detto che sono l’ultimo hidalgo liberal-democratico. Non so se esserne orgoglioso, mi sembra una sottile presa per il culo.
Forse sono stato troppo segnato da alcune fughe fantastiche della mia infanzia.
Intanto, mia madre era una patita di Ettore e raccontava Achille come si può descrivere un assassino incontenibile, solo che a me il fatto che Ettore comunque venisse ucciso da Achille lasciava l’amaro in bocca.
Ulisse piaceva a tutti a casa (anche a mio padre, che era un patito di Patton, don Mazzolari, don Minzoni, insomma dei liberatori e dei martiri della Seconda Guerra Mondiale) e l’accecamento di Polifemo ebbe nella mia infanzia almeno una ventina di repliche.
Poi arrivarono gli eroi del Risorgimento come modelli di virtù, su tutti Maroncelli e il suo distaccato silenzio durante l’amputazione della gamba senza anestesia (veniva usato alla bisogna quando si piangeva per niente). Mio nonno, invece, mi ha riempito la testa con Garibaldi, col Maggiore Leggero, con Anita (che io immaginavo esattamente come la signora che aiutava mamma quando eravamo piccoli e che viveva con noi: per me bellissima, soda come il marmo, forte e che ogni sabato andava a ballare). Poi a casa era arrivato Stevenson e la sua Isola del tesoro. Poi Tex e quel vecchio satanasso di Carson. Poi, da liceale e universitario, le letture più impegnative, da Mann a Unamuno, da Garcia Marquez a Yourcenar, da Eco a Camilleri, da Roth al meridiano insanguinato di Cormac McCarthy. Ieri l’ho finita con l’ultimo di Manzini che sta diventando grande, la scrittura è più fluida, la profondità più curata, il non detto meglio scolpito, le facilonerie in progressiva diminuzione.
Non ho avuto la fortuna di incontrare eroi viventi: me li sono dovuti tutti ricostruire attraverso la letteratura e credo che si veda.

Credo di essere lontano dalla Sinistra egemone italiana proprio per due motivi: perché è tornata ad essere ideologica, dogmatica, saccente, e perché è ipocrita, imbrogliona, troppo attratta dal pratico, dal concreto, dal possibile piuttosto che dal giusto, fino a divenire un covo di barattieri scaltri e nulla più.
Un lettore mi ha invitato a mettere in fila le scelte della Sinistra sarda al potere con la Todde:
– la gestione privata dei tre aeroporti sardi col pubblico in posizione a dir poco ancillare;
– 243 milioni di euro di soldi pubblici affidati senza gara a un istituto di credito per non precisati investimenti finanziari;
– esenzione per Sua Grazia De Pascale dalla simultaneità della realizzazione delle urbanizzazioni primarie e secondarie nel Centro Commerciale a bocca di aeroporto;
– 23 milioni di euro l’anno in consulenze di dubbia giustificabilità e di certa inefficacia, diverse delle quali volte a compensare figure di secondo piano del partito nazionale e sardo dei Cinquetasche;
– predilezione per i ruoli apicali di non sardi di discutibile (dati i risultati) competenza, dalla sanità ai porti;
– 60 milioni di regalie comunali e regionali a Giulini per realizzare, non “uno stadio (quello è lo specchietto per le allodole), ma un mega centro alberghiero/commerciale”;
– un bando a Nuoro per la gestione a titolo gratuito della piscina che si trasforma, una volta conosciuto e identificato il vincitore, in un servizio a titolo oneroso per il Comune che ci mette 30mila euro per le ristrutturazioni non compresi nel bando;
– nomina di Direttori generali in palese e acclarato conflitto di interessi;
– revoca di Direttori generali legittimamente in carica;
– cantieri occupazionali negli ospedali in contrasto con le graduatorie dei concorsi;
– assunzioni all’Aspal mirate a coloro che avevano anche un solo giorno di lavoro interinale sempre all’Aspal;
ecc. ecc.

Non è Sinistra. È imbroglio. Non è eroismo dell’esistere. È bottega dell’avidità e dell’assenza di intelligenza e di capacità.

Politica, Sinistra, Vetrina

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Comments (12) on “Sinistra imbrogliona sarda”

  1. RENATO ORRU' ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 23:31

    Boh …secondo ME la SinitraStellata sta facendo molto bene le cose fatte male. Infatti perderà le prox Elezioni. Se ci arrivano alle prox elezioni…nel senso che anche il PD lo ha capito e, probabilmente, sta cercando la scusa buona per staccare la spina. Come era buona l ‘ occasione della DECADENCE … se avessero staccato prima della sentenza: Silvio Lai avrebbe dovuto avere più coraggio e lucida velocità. Peccato. Adesso sarà tutto più difficile anche per loro. In alternativa devono trovare l ‘ accordo ( in corso d’ opera – ndR) con Christian Solinas e i resti del Psdaz in Fiera… che quelli di Orgosolo se li sono giocati. Fermo restando per TUTTI l’ incognita del Terzo Polo Identitario. Detto ciò resta il problema principale : lo capiranno i Sardi che il bipolarismo ItaGlian Style non risolve i problemi del Paese figuriamoci se risolve quelli della Sardegna ? ..troviamo il modo di esser capiti ? Intanto mi compro il libro di Calenda e ci studio sopra … mentre continuo a leggermi LUIGI Marattin .
    PS : “Dar retta a Tex è puro buonsenso!”

  2. Antonio ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 14:05

    Aiutoooo,……non siete ma…., siamo circondati

  3. Stefano Locci ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 12:38

    Egregio, gran bell’argomento, meritevole Invero di specifico simposio. Non disponendo di ciò (interessante è rileggere I saggi di Giorgio Galli sulla storia di PCI e DC) ed allargando l’orizzonte a livello nazionale, oso dire che, a fronte di una destra che i conti col proprio passato li ha fatti da parecchio tempo (e ciò al netto di qualche inevitabile imbecille nostalgico), la sinistra, viceversa, non ha mai fatto i conti col proprio. Caduto il Muro e venuta meno la confort zone in cui visse per svariati decenni (grazie ai rubli sovietici contrapposti ai dollari statunitensi della controparte) la sinistra italiana è caduta vittima pirandelliana della perdita identitaria. Unica decisione unitaria (dopo la condanna a morte di Aldo Moro appoggiata dalla maggioranza DC) è stata la svendita dei più importanti asset nazionali (spesso a favore di amici/fans) ma, sopratutto, ha capito che pecunia non olet (ed il potere con sé). Il problema è che non ha mai trovato la via di mezzo tra legittime ambizioni e realismo politico. Da qui la delega a personaggi quali Prodi, Monti e Draghi. In ambito sardo la sinistra è in sedicesimo quella nazionale.. E qui mi fermo. Saluti.

  4. emanuele cogoni ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 12:00

    E’ la sinistra dei furbi, dei borghesi che snobbano le persone, che fingono di essere vicini alle istanze sociali ma ben poco ne conoscono dinamiche e fatti, perché la sola urgenza che inseguono è foritificare il loro sistema di potere.
    E’ la sinistra dei cortiletti cagliaritani, della cultura del facile da comprendere, del trendy da imitare, dell’arroganza innervata nel peggiore dei linguaggi, dei tranelli di chi governa (vedi Quartu), del sistema piramidale che sta sventrando i territori costieri di Terra Mala (svenduta a Terna), dello scempio (permesso nel totale silenzio) del Parco di Molentargius (una infrastruttura mastodontica all’ingresso come biglietto da visita della sostenibilità). E’ la sinistra della memoria assente, dei giovani asserviti ai capi bastone (il consiglio Comunale di Cagliari ne è un esempio), o dei Sindaci che si permettono di sfumare i loro effetti post serata in Aula Consiliare.
    E’ la sinistra di un Pride ormai in mano ai borgesi del PD, dei carri in festa che non spostano una virgola della lotta per i diritti sociali. E’ la sinistra delle piazze facili (Priode, Palestina) ma ben lontana dalle Piazze difficili (vedi il capitalismo energetico, vedi Cala Finanza): E’ la sinistra che finge di togliere i simboli dai partiti (grave, gravissimo) per vincere con la minoranza degli elettori (vedi Quartu). E’ la sinistra della loggia. Una sinistra che è riuscita, in Sardegna come in Italia, nella grande opera di sostituzione della peggior destra mai esistita negli ultimi 30 anni.

  5. Paolo1 ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 10:25

    Situazione veramente allucinante ciò che si sta vivendo in questi ultimi 24/30 mesi in Sardegna. Una sinistra caduta ai piedi dei 5Stelle, in particolare il PD, che proprio in queste ore stanno “contrattando” la maxi variazione di bilancio con nuovi emendamenti e leggine ad oc, pur di restare a galla, il tutto sotto gli occhi di un’opposizione che si accontenta delle briciole che cadono per terra. Abbiamo una sanità a pezzi, una continuità territoriale pessima, una situazione dei lavori pubblici senza regole (vedi SS 131), Abbanoa converrebbe neanche prenderlo in considerazione, leggi bocciate dalla corte costituzionale, senza contare emendamenti per associazioni e gruppi culturali amici di amici, consulenze (si criticava Solinas per la spesa ma siamo sopra soglia massima), il tutto sotto gli occhi di tutti. In normale paese si sarebbe andati nuovamente a votazioni e sarebbe anche l’ora di finire questo sistema basato sui due poli, abbiamo bisogno di una classe politica snella, leale, onesta e interessata ai problemi dei sardi non ai mal di pancia degli imprenditori.

  6. Rosa ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 10:15

    E la OMISSIS delle aree idonee, ne vogliamo parlare? Che pensavano di poter pianificare l’offshore e di cambiare l’iter istruttorio delle conferenze di servizio da Cagliari… 😂

  7. Alessandro ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 09:40

    Io ho sempre sognato ma non ho conosciuto eroi in carne e ossa, se non quelli umili e semplici che è facile incontrare nella vita di tutti i giorni. Per loro sarebbe bello che il prossimo anno il PD prendesse una sonora batosta, ma con netto distacco su cinque amici al bar e arbusti vari. E sarebbe ancora meglio se questo risultato fosse eclatante in Sardegna. E sarebbe ancora meglio se finalmente fossero eletti in tutti gli schieramenti non scappati di casa arrivisti e senza scrupoli, ma persone che finalmente hanno a cuore la società, ma io sono un sognatore.

  8. Pastore ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 09:07

    Sul tema della dirigenza carente di competenze l’Aspal è in prima linea a dare il buon esempio:
    – DG che proviene da un frigo macello e con un passaggio fugace in un’Agenzia Formativa (i suoi interventi pubblici lasciano sempre a desiderare, ad essere gentili)
    – ultimi direttori di servizio del settore governance (quello che, per intenderci, regge i centri per l’impiego) completamente estranei alla materia delle potiche attive (come mettere un burocrate al posto di un primario in ospedale).
    – a tirare le fila di questa ‘macchina’ c’è l’Assessorato al Lavoro: la virago a capo della struttura conciona di sanità quando le conviene (per i suoi sobri interventi in tema di cantieri sanitari, bonus sanitari, malati gravi da esibire alla propria fan base come prova di umanità), la ignora quando le cose vanno male (sempre e d ogniqualvolta glielo si fa notare).

  9. mauro canu ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 08:47

    Tutto ha inizio con una bellissima e trasparente gestione di un banale rendiconto elettorale.

  10. Mm ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 08:45

    Io invece ho conosciuto eroi: persone che si opponevano all’ imbroglio sempre e continuavano la loro vita secondo i propri valori. Non sono sui fumetti, nei libri di storia, ma mi sforzo di seguirli. C’ è anche questa forma di coraggio costante, non fatto per i grandi titoli.

  11. A ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 08:45

    Dovevano aprire il parlamento come una scatoletta di tonno invece si sono mangiati il tonno e anche la scatoletta, per carità…

  12. Aimone ha detto:
    29 Giugno 2026 alle 07:50

    è la nuova sinistra targata 5 stelle

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