Elezioni, Informazione, Politica

Sesso raccontato e politica praticata

Breve riepilogo.
Il Partito dei Sardi sta organizzando le prime primarie aperte mai realizzate in un territorio della Repubblica italiana.
Il Partito dei Sardi sta organizzando il primo referendum della storia della Sardegna che chiede ai sardi se si sentano o no una nazione.
Ovviamente nei giornali sardi queste sono notizie da taglio basso o da spalla. Pazienza, ci sta, può essere che noi non sappiamo spiegarci o che loro non sappiano uscire dal ripetere sempre e solo ciò che hanno già detto. A ciascuno il suo e amici come prima.
Il Pd della Gallura scrive il primo documento della storia recente della sinistra sarda in cui afferma che la Sardegna è una nazione, e il documento non viene pubblicato da alcuno dei due giornali sardi (per non parlare della Rai). E anche in questo caso ci sta: ormai si comunica attraverso più strumenti, loro sono per fortuna liberi di scrivere e noi siamo liberi di dissentire.
Poi accade che giornalisti distratti chiamino qualcuno di noi e gli chiedano se noi stiamo aspettando il Pd. Boh! Un partito che fissa una data, realizza la più ampia consultazione democratica della storia viene interrogato su una cosa inesistente che riguarda un altro partito. E pazienza, però….
Poi, a fine serata, mi propongono una riflessione sulla fake news dei sindaci sostenitori.
Spiego in due parole la differenza tra ciò che è accaduto ad Abbasanta, da noi, e ciò di cui si parla da mesi senza poter vedere di che cosa si tratta.
Ad Abbasanta noi e i sindaci presenti abbiamo stretto un patto per le Primarie nazionali sarde. Io ho poi chiesto loro di candidarsi, cioè di scendere in campo non per me o per il mio partito, ma per loro stessi, per rappresentare ciò che sono e ciò che fanno.
Viceversa, come è noto, vi sono diverse decine di sindaci che militano nel Pd e che legittimamente sosterranno questo o quel candidato, ma che non faranno mai una loro lista concorrente con quella del Pd, perché se lo facessero matematicamente alcuni candidati del Pd non verrebbero eletti (e questo è anche il problema che il Pd ha rispetto a una coalizione ampia con soggetti con forza elettorale adeguata ad eleggere). Ne consegue, come ha scritto Roich sulla Nuova, che non vi sarà alcuna lista dei sindaci (Pizzarotti è una lista della sinistra italiana), ma vi saranno forse comitati elettorali con la presenza di alcuni o numerosi sindaci.
Tra le Primarias e l’investitura per fascia tricolore o per designazione prefettizia della Lega vi è la differenza che passa tra un processo democratico (e dunque a esito incerto), che crea una coalizione su valori, contenuti e programmi (per esempio: che si fa della sanità sarda?) corroborati da una legittimazione popolare e una nomina o sovrana o collegiale, ma pur sempre nomina.
Questa la normale e grigia verità che nessuno racconta. Tante chiacchiere, tanti retroscena che occupano pagine e pagine di giornale da questa estate, tante illazioni usate per occultare i fatti, tanto sottopotere cagliaritano a inventare un clima che non c’è.
Ma l’unico fatto nuovo è che mentre altrove si chiacchiera, noi organizziamo le Primarias e organizziamo il primo referendum sulla coscienza che i sardi hanno di se stessi. Ben altro che pettegolezzi, attese e comitati elettorali.
Spiegavo a alcuni giovani ieri che tra la fatica dei fatti e la manipolazione delle chiacchiere passa la stessa differenza che corre tra la dignità del sesso praticato e la volgarità del sesso raccontato.