Elezioni, Politica

Un’altra Sardegna: vinciamo se siamo differenti

La vittoria dei Verdi in Assia dimostra che non è vero che alle elezioni vincono sempre i marchi politici alla moda.
La stessa cosa sta capitando a noi del Partito dei Sardi. Più manteniamo la nostra differenza, più cresciamo nei sondaggi. Più rimaniamo l’unica forza politica che realizza processi autenticamente democratici e trasparenti, più veniamo riconosciuti. Oggi questa differenza consiste anche nell’avere un programma di governo diverso, fondato sull’unità dei sardi e sulla loro capacità di assumersi nuove e più importanti responsabilità anziché affidarsi alla solita richiesta di grazia al governo italiano ‘amico’.
Noi chiediamo ai sardi di scegliere i propri candidati alla presidenza. Altri aspettano la designazione da Salvini e si fanno governare da suo proconsole Zoffili: pensavamo che queste forme di minorità politica fossero archiviate, e invece no.
La differenza consiste anche nell’aver dimostrato di saper governare (Pil in aumento, occupati in aumento, debiti in diminuzione, enti inutili in diminuzione, nessuna inchiesta giudiziaria attiva, infrastrutture realizzate e/o sbloccate ecc.) senza diventare complici di errori macroscopici: l’Ats, il ritiro dei ricorsi sugli accantonamenti, l’atteggiamento arrendevole verso i governi italiani, il sostegno ai referendum istituzionali di Renzi, la follia del sostegno alla ‘Buona scuola’ che invece ha definitivamente sfasciato la scuola, la lottizzazione burocratico-sanitaria, il burocratismo centralista urbanistico, il privilegio finanziario e burocratico garantito al capoluogo di regione ecc.
Noi conosciamo i numeri e i nostri sono numeri molto lusinghieri. Ma soprattutto stiamo monitorando i temi e gli orientamenti della società sarda. Dobbiamo riuscire a rappresentare un’apertura, una proposta non egemonizzata né egemonizzabile, un luogo di alleanze e di diversità non governata da consumati perimetri ideologici o da consumate strutture di potere. Se riusciremo a tenere alta la differenza che ci contraddistingue, allora manterremo le prossime elezioni su scenari veramente innovativi come sembrano presentarsi alla luce di sondaggi di queste settimane.
Una piccola riflessione sui giornali di oggi: sono pieni, stracolmi, di inesattezze, semplificazioni, notizie vecchie mal date, di attribuzioni di meriti inesistenti, insomma un tripudio di chiacchiere spacciate per notizie. Che fare? Niente. Anche in questo caso bisogna mettere in atto processi alternativi: continuare e informare in rete, smentire, rettificare, contestare. Alla fine, si vince.