Politica

Sardegna, deserto d’Italia

1304601551145_img_0110_chia_In Consiglio regionale l’esponente del Partito dei Sardi Piermario Manca è intervenuto nel dibattito sulle 5 mozioni presentate da maggioranza e opposizione per contrastare il rischio che lo Stato, per contenere le spese, smantelli l’apparato di pubblica sicurezza nell’isola.

“Presidente, colleghi. Io vorrei partire un po’ dalla dotta e anche esaustiva relazione che ha fatto l’onorevole Pittalis, perché da quella si evince come, a ricaduta su tutto il territorio, ci sono dei fatti che colpiscono le popolazioni. Ci sono dei singoli fatti che colpiscono i comuni, Pula, quindi Elmas e quant’altro. Ma quello che vorrei mettere in evidenza, cari colleghi, è anche il tipo di impostazione che vogliamo dare.

È evidente che lo Stato in questo caso non sta arretrando, lo Stato è assente. Lo Stato, di fatto, permettetemi questo tipo di termine, è quasi delinquenziale nei confronti della Sardegna.

Perché dico questo? Ma, signori, quasi ci vergogniamo di dire all’interno di quest’Aula, quasi fosse avulsa dalle situazioni esterne, che la criminalità è altissima. Credo che, se ricordo bene, solamente nel nuorese ci sono stati dall’inizio dell’anno in quelle zone 5 omicidi. Riferito a una popolazione abbastanza modesta è un numero considerevole.

Benissimo. E lo Stato come risponde a un aumento di criminalità? Demolendo le poche strutture che ci sono. E’ il paradosso questo!

Ma, signori, non possiamo solamente interpretare questo fenomeno. Questo è un fenomeno generalizzato. Abbiamo una serie di fatti concatenati a queste situazioni.

La scuola, ma signori, la scuola. Aumenta la dispersione, diminuisce il numero dei laureati, il numero di persone che vanno a scuola. Lo Stato come risponde? Sempre allo stesso modo: “Cerchiamo di creare il deserto, eliminiamo le scuole, oppure facciamo una razionalizzazione che non va bene per questo territorio, per la nostra Isola”.

Ma potrei continuare, potrei continuare con gli incendi, come giustamente ha messo in evidenza un altro sindaco. Aumentano gli incendi e invece di potenziare i mezzi, è il paradosso questo, lo Stato cosa dice? Quasi che non siamo suoi figli, crea il deserto, elimina le poche strutture che ci sono.

Ma se continuiamo così, signori, questa specialità che ci contraddistingue, questa specialità che abbiamo difeso la settimana scorsa, non esiste più. Stiamo arrivando veramente a costruire una Sardegna, una ciambella: non esisterà più il problema delle zone interne, esisterà il deserto. Avremo solamente in questo caso le zone esterne, le zone costiere; ma questa non è la Sardegna.

Signori, se ci vogliamo salvare, ci salviamo tutti assieme, sia le zone interne, sia le zone esterne. Quindi, quello che vi chiedo è non solo di accettare queste mozioni e farle proprie, ma di essere più incisivi, perché quello che si sta delineando non è un arretramento dello Stato, è un’assenza totale dello Stato che non vuole riconoscere le peculiarità di quest’Isola.

Quindi, io chiedo non solo di unificare e di avere quindi l’assenso unanime a queste mozioni, ma di dare un’interpretazione più ampia, che è quella dell’assenza dello Stato. Noi non ci possiamo, cari consiglieri e colleghi, sostituire allo Stato. Lo Stato ha dei doveri. Non si deve sognare nessun comune di sostituirsi allo Stato. Lo Stato deve portare avanti le sue politiche e noi dobbiamo portare le nostre politiche verso le nostre popolazioni, a tutela delle nostre popolazioni. Grazie”.

Il dibattito si è concluso con l’approvazione di un ordine del giorno unitario per il mantenimento, semmai rafforzandoli, dei presidi di carabinieri, polizia e vigili del fuoco.

Il testo dell’ordine del giorno approvato