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Referendum: politici reietti, delinquenti ammessi?

Posted on 18 Febbraio 202618 Febbraio 2026 By Paolo Maninchedda 18 commenti su Referendum: politici reietti, delinquenti ammessi?

Mettiamo in fila due informazioni.
Che cos’è, da chi è composto e cosa fa il Comitato per il NO (più esattamente “Comitato Nazionale a difesa della Costituzione per il NO”, divenuto poi il più corrivo “Giusto dire No”)?
Siccome bisogna andare alle fonti, questo è lo Statuto.
Cosa vi si legge?
Vi si legge che il Comitato deve dare attuazione a ciò che decide l’Associazione Nazionale Magistrati: «A tali fini il Comitato darà attuazione alle direttive generali fissate dal Comitato Direttivo Centrale della Associazione Nazionale Magistrati (CDC), collaborerà con le Commissioni istituite dal CDC dell’Associazione Nazionale Magistrati e in particolare con la Commissione Riforme».

Dove ha sede il Comitato per il No? Nella stessa sede dell’Associazione Nazionale Magistrati: «Il Comitato ha sede legale in Roma, Palazzo di Giustizia, piazza Cavour, presso l’Associazione Nazionale Magistrati».

Chi siede nel Consiglio Direttivo del Comitato? Vi siede il Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati.

Il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, nonostante queste evidenze di sovrapposizione tra il comitato e l’ANM, ieri ha detto al Corriere della Sera che il Comitato è un’associazione privata distinta dall’ANM. In punta di diritto ha certamente ragione, sostanzialmente pensa che siamo tutti scemi e che non capiamo che si tratta di una lineare e diretta emanazione dell’ANM.

Detto tutto questo, il Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia ha chiesto al Comitato per il NO di pubblicare i nomi dei suoi finanziatori.
La Sinistra egemonico-casinista (cioè la Sinistra che ama più il potere della società, ma finge di amare la società per non svelare le proprie più profonde pulsioni autoritarie) è insorta e ha parlato di intimidazione.
Domanda: come mai se io partecipo a una competizione elettorale debbo dar conto di ogni euro che mi viene donato (a parte una persona, di cui non ricordo il nome, che può permettersi il lusso di non presentare il suo rendiconto elettorale) e invece se alla competizione elettorale partecipa un comitato di magistrati, i finanziatori debbono rimanere segreti?
Si è così tanto abituati ai privilegi di casta, che consentono di non essere uguali di fronte alla legge, da accampare, su una questione così delicata che richiederebbe il massimo della trasparenza, un diritto di segretezza?
A soccorrere i magistrati è intervenuto ieri il Corrierone della Sera che ha spiegato che i finanziamenti vengono raccolti attraverso un sito che consente solo donazioni da 10, 20, 50 e 100 euro, ma ha omesso di dire che niente vieta che una persona possa donare con un bonifico bancario, ma questa è un’altra partita di cui adesso non mi voglio occupare.

La cosa più bella è, infatti,  il format per l’autofinanziamento, che potete leggere qui a fianco. e che trovate in calce al sito del Comitato
Vi si legge questa dizione da flaggare: «Proseguendo con la donazione dichiaro di non ricoprire attualmente incarichi politici e di partecipare alla donazione in qualità di privato cittadino».
Capite, la rogna che occorre non avere per partecipare all’orgia di casta, versando l’obolo, è non ricoprire incarichi politici.
Tutti i membri degli organi dei partiti, tutti gli amministratori locali, tutti parlamentari ecc. non possono fare donazioni al Comitato per il NO, ma i delinquenti, sì, loro possono. Non c’è nel sito un’avvertenza del tipo: «Astenersi se ladri, corrotti, violenti, assassini, ecc. ecc». No, loro possono donare, i politici no. Lo dice chiaro anche lo Statuto dell’associazione: “in nessun caso possono diventare soci del Comitato persone che abbiano o abbiano avuto incarichi in partiti politici o in associazioni con esplicite finalità elettorali o di sostegno a partiti politici o abbiano svolto o svolgano in maniera non occasionale attività in partiti politici o associazioni con esplicite finalità elettorali o di sostegno a partiti politici “. Dedicarsi al bene pubblico è una colpa, una macchia, una infamia.

Vorrei farlo notare a quella persona di finissimo ingegno che cade sotto il nome di Nicola Gratteri, che ha sostenuto che voteranno Sì solo “massoni deviati, imputati e indagati”.
Vede, gentilissimo e intelligentissimo Nicola, il Comitato per il NO, fatto da magistrati, emanazione dell’Associazione Nazionale Magistrati, non inibisce le donazioni per la campagna per il NO ai delinquenti conclamati, magari con sentenze passate in giudicato, no, questi possono dare soldi al Comitato per il No. Come pure possono donare i massoni deviati; come pure possono donare gli indagati, eccome no!; tutta la delinquenza presunta e reale può dare soldi alla nobile causa del NO, solo i politici, gli appestati di passione civile, non possono donare. Capisci Nicola? I delinquenti non puzzano per voi; quei delinquenti che voi dovrete accusare e giudicare, adesso non li escludete come vostri finanziatori. I politici, invece, non li volete, e vuoi sapere il perché? Perché voi volete ciò che la Costituzione riserva loro: l’esercizio del potere.
Ite cacatum!

Referendum, Vetrina

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Comments (18) on “Referendum: politici reietti, delinquenti ammessi?”

  1. Francesco Pinna ha detto:
    26 Febbraio 2026 alle 20:30

    Anche Previti oltre una sequela di condannati è per il SÌ al referendum.
    Non credo di omologarmi ad una massa di personaggi equivoci per far vincere il SÌ.
    Qua gatta ci codda anche entrando nel
    merito.

  2. Francesco Masia ha detto:
    20 Febbraio 2026 alle 16:42

    Azzardo la risposta più semplice:
    lo statuto del comitato mira a preservare l’immagine di indipendenza della magistratura, evitando possano intendersi legami con entità partitiche che potrebbero delegittimare la campagna referendaria (finanziamenti riconducibili a partiti provocherebbero accuse immediate di politicizzazione della magistratura).
    Siccome lei a questa risposta sa arrivarci ben prima di me, chiedo cosa ci sarebbe che non va.

  3. Marco Casu ha detto:
    19 Febbraio 2026 alle 08:20

    Boh! Ma sono veri i commenti che sto leggendo?

    No perché a parte l’agitazione ma, si può dire che l’istituto Refenderario è un dispositivo giuridico atto a consentire l’espressione di un “consenso” (mettiamo a parte un diritto). Sono preoccupato, ..ci stiamo pericolosamente avvicinando a una condizione di Guerra Civile e non ci rendiamo conto.
    È grave , da parte di chicchessia, attribuire una patente delinquenziale a priori su non già un comportamento ma a un atto riconosciuto di Libertà.
    Sorvegliate le parole e fatevi curare se la sofferenza per non essere forza di governo arrivate a tanto.

  4. Paolo ha detto:
    19 Febbraio 2026 alle 08:01

    Ciò che preoccupa di più è il PD, diversi anni fà era per la separazione delle carriere e quindi per il SI, oggi che il centrodestra ha fatto la riforma sono loro che cercano di sabotare il referendum, ma hanno una piccola frangia di indecisi dentro il partito che per ideale vorrebbero votare SI ma per questione di colore non lo fanno. Idem Italia Viva.
    Siamo alla frutta, qua non si pensa per il bene dei cittadini ma solo ed esclusivamente i propri interessi di partito.
    Io voto SI, e farò di tutto anche per spiegare il perchè a tutti, non per colore ma per validi motivi.

  5. Paolo Maninchedda ha detto:
    19 Febbraio 2026 alle 06:36

    Io, invece, dopo aver osservato voi, completamente indifferenti al merito della questione, e solo faziosamente, come nella migliore tradizione italiana, schierati per un voto contro il governo e non sul merito, voterò SI.

  6. Enea ha detto:
    19 Febbraio 2026 alle 05:55

    Dopo aver sentito le spudorate parole della signorina Meloni, senza più dubbio alcuno, voto NO.

  7. Antonio ha detto:
    18 Febbraio 2026 alle 17:06

    per i sotenitori del NO nel 2022 l’unico partito che ha messo nel programma la separazione delle carriere dei magistrati è stato il PD coerenza zero

  8. Antonio ha detto:
    18 Febbraio 2026 alle 16:34

    per i sostenitori del NO nella legge pubblicata sulla G.U. non c’è scritto da nessuna parte che i Magistrati verranno sottomessi alla Politica perlomeno io non l’ho letto e non credo che le separazioni influiscano sul processo penale, ai signori magistrati da fastidio la separazione del Csm ma in particolare la Corte disciplinare ed il fatto che chi sbaglia pagherà di tasca sua Non sono un delinquente, ma un cittadino onesto e vorerò SI

  9. Alberto M. ha detto:
    18 Febbraio 2026 alle 14:39

    Tranquilli tutti amici, più parla Nordio e più aumentano i sostenitori del No.

  10. luca ha detto:
    18 Febbraio 2026 alle 14:37

    Prof., ma è evidente che chi gestisce davvero potere è per il no, e come se si volesse, con giuste e ottime ragioni(…), cambiare qualche dannoso e brutto costume da parte del clero (vescovi cardinali etc),la risposta è retorica.

  11. Enrico Mauri ha detto:
    18 Febbraio 2026 alle 13:46

    La schizofrenia di chi ieri era favorevole a ciò che propone oggi il Governo Meloni, e quindi dichiara di essere per il NO solo per spirito di contraddizione! Gratteri, Di Matteo, ma anche nel pd sono numerosi coloro che volevano questa riforma, ma ora la rifiutano perché proposta dal centrodestra. Domanda: la sinistra ha mai avuto a cuore gli interessi dell’Italia e degli Italiani?
    Direi proprio di no, come riscontriamo anche sul problema migranti. Ormai Schlein e compagnia cantante si sveglieranno solo quando un extracomunitario li rapinerà o li aggredirà selvaggiamente. Sono intellettuali senza intelletto, non ci piove!

  12. Stefano Locci ha detto:
    18 Febbraio 2026 alle 12:28

    Egregio, resto basito nel rilevare che alcuni per me deliranti, ma legittimi giudizi, sono a firma di chi non ha neanche il coraggio di sottoscriverli con nome e cognome (il che la dice lunga). Nel rinnovare il mio augurio che questi soggetti debbano ricorrere a questo sistema giudiziario per un qualsiasi diritto alla giustizia, tengo a rimarcare che proprio stamattina (e finalmente!) il nostro Presidente della Repubblica delle Banane si è è deciso a presenziare l’organo di cui non si è preoccupato per ben 11 anni. Saluti.

  13. Paolo Maninchedda ha detto:
    18 Febbraio 2026 alle 11:31

    Auguri!

  14. Arturo ha detto:
    18 Febbraio 2026 alle 11:07

    Non sono un delinquente, ma il contrario e voterò per il No !

  15. Paolo Maninchedda ha detto:
    18 Febbraio 2026 alle 10:09

    Egregio Pietrochiodo (aver il coraggio del proprio nome è troppo arduo) tutti leggiamo i sondaggi e francamente non capisco il suo entusiasmo. Evidentemente lei non mi conosce: io non faccio scommesse sulla vittoria, cerco di battermi sempre per la verità. Quanto poi a tutta l’attività che lei vede per il Sì, in realtà è niente rispetto a quella per il No. Se l’attività è proporzionale alla paura, come lei sostiene, allora è certo che il No ha molta paura di perdere.

  16. Paolo Maninchedda ha detto:
    18 Febbraio 2026 alle 10:03

    Caro amico ogliastrino, io non trovo da nessuna parte il virgolettato e mi sembra una semplificazione e una attribuzione di intenzione dal sen fuggita. Che la riforma della Giustizia necessiti di altre leggi è indubitabile, che saranno quelle con cui si sta spaventando l’elettorato, non è vero. Io sono perché tutto sia trasparente, per il Sì e per il No, ma la notizia di oggi che ho voluto dare, e che Lei non commenta, è che il comitato per il No inibisce il sostegno ai politici e lo lascia libero per i delinquenti. Questo è il tema di oggi.

  17. Pietrochiodo ha detto:
    18 Febbraio 2026 alle 09:37

    Tutto questo attivismo a favore del SÌ puzza di paura
    La rimonta dal NO sta provocando orticaria e strani disagi in chi ha problemi con la magistratura e in chi è convinto a torto che quella proposta sia una riforma della giustizia

  18. Un amico ogliastrino ha detto:
    18 Febbraio 2026 alle 09:00

    Caro professore, mi creda, nonostante abbia tentato di resistere, non riesco a non commentare il suo generoso e ormai quasi quotidiano soccorso a quel grande, raffinatissimo ” padre della patria” che risponde al nome di Nordio, ma che in casa e tra gli amici è affettuosamente chiamato “In vino veritas” per la sua incapacità a non raccontare ciò che la Meloni gli ha raccomandato di tenere segreto sino al 24 marzo. Nell’ordine: ” questa riforma non risolverà i problemi della giustizia, il potere giudiziario dovrà passare sotto il controllo del potere esecutivo, la polizia giudiziaria non risponderà più al magistrato ma al ministero degli interni”. Ho virgolettato non a caso. Sono parole che il nostro Nordio ha detto a favore di telecamera e possono quindi facilmente essere recuperate da chi ha interesse a informarsi. Insomma, caro professore, perché non spiega, con la sua indiscutibile onestà intellettuale, che la vera riforma della Giustizia sarà fatta con le leggi di attuazione, dopo il referendum , nel caso dovesse vincere il si.
    Mi pare oggettivamente un tema di riflessione un tantino più importante dei finanziamenti da parte dei cittadini di 5,10 o 50 euro, tutti tracciati, al Comitato per il no.
    E il Comitato per il si chi lo finanzia? Per ora sappiamo che Forza Italia ha fatto un bonifico di 30 mila euro. Ma forse è solo un acconto. La famiglia Berlusconi, quando ne vale la pena, sa essere generosa.
    Alla prossima , caro professore.
    Il solito amico ogliastrino .

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