Politica, Primarias, Sanità

Primarias: la nobiltà di una Nazione, la miseria sanitaria dei primariati elettorali

Oggi dalle 9 del mattino inizia un evento storico.
Fare la storia anziché subirla; questo significa votare per la Nazione Sarda.
Noi non siamo gente nata per caso.
Le nostre esistenze hanno il senso della nostra volontà di coesione.
Noi siamo una Nazione ovunque ci troviamo nel mondo.
Saremo come eravamo nell’antichità: un popolo che aveva/ha scelto un’isola per viverci e non per isolarsi; un popolo che vuole governare sul mare e sull’aria perché sono i mezzi che ci connettono col mondo; un popolo che vuole praticare la fatica della costruzione di sé.
Mentre facciamo cose così grandi, dobbiamo compatire e combattere i vertici della sanità sarda che senza alcun pudore stanno stendendo sui pazienti sardi una cappa di potere. Non una rete di efficienza, no, la solita, esecrabile, insopportabile cappa di potere, di incarichi e di sistemazioni.
L’ennesima espressione dell’ipocrisia del potere sanitario regionale che fa coincidere la presunta innocenza morale con l’apparenza giuridica, secondo il miglior copione dell’ipocrisia italiana.
Pochi giorni fa l’imperatore Moirano, quello che in Piemonte ha fatto 4o direttori di struttura complessa in dieci anni e in Sardegna ne ha fatto altrettanti ma in una settimana, quello che doveva essere il manager autonomo dalla politica e si è rivelato per essere il manager più politicizzato degli ultimi 30 anni, quello che non solo ha nominato due ex capi di gabinetto dell’Assessorato alla Sanità di questa legislatura direttori di struttura complessa, ma che ha anche bandito la selezione per i direttori dei presidi ospedalieri, cui ha partecipato ed è risultato idoneo l’attuale Direttore generale dell’Assessorato della sanità, e ancora non ha proceduto alle nomine (imbarazzo?), questo signore avant’ieri ha bandito la selezione interna per i primariati medici dell’Ats. In buona sostanza, una roulette di posti messi a concorso, in teoria una enorme possibilità di spostare uno qui e uno là, un grande valzer di cariche, promesse, rischi, chiacchiere, tutto fatto a 40 giorni dalla presentazione delle liste per le elezioni regionali. È ritenuto urgente bandire i primariati, ma non è ritenuto urgente nominare i direttori dei presidi ospedalieri, per quelli si può aspettare la fine della legislatura. Il tutto sulla base di un Atto aziendale non fondato sulla rete ospedaliera votata dal Consiglio. Un mostro di prepotenza su cui tutti, per timore e complicità, tacciono. Sul più grande piano di dominio e controllo politico della sanità mai realizzato nella storia, con la millimetrica collocazione di un’elite politico sanitaria in tutti i posti chiave, anche su quelli più ininfluenti, nessuna indagine, nessuna inchiesta, nessuna segnalazione anonima, nessun avvocato a cena con sostituti procuratori, nessun deputato a riferire a sostituti procuratori, niente. Tutto tace. Fuorché noi che, per l’appunto, volendo fare una Nazione non vogliamo partecipare a una volgare abbuffata di potere.
Voi sardi che state lontano da qui, aiutateci a prendere la scopa e a fare pulizia.