L’Italia chiude le ferrovie turistiche della Sardegna

Una delle leggi più stupide approvate durante il Governo Gentiloni è stata quella dedicata alle ferrovie turistiche, la celebre legge 182 del 2017 che di fatto ha chiuso il Trenino Verde e il Trenino per Bosa in Sardegna, cioè ha chiuso le linee ferroviarie tutelate da più tempo da una legge regionale. Ce ne eravamo già occupati, trovate tutto qui.
Dal 15 aprile scorso, data fissata per la partenza della stagione turistica su queste linee, di rinvio in rinvio si sta arrivando alla fine dell’estate, con tutto un mondo di escursionisti, di B&B, di guide turistiche bloccate dalla pretesa italiana di sapere tutto di tutto e di disciplinare tutto sulla base di poche conoscenze su poche cose.
Vorrei segnalare all’Assessore dei Trasporti e ai senatori sardi che oggi si riunisce ancora la Commissione Lavori Pubblici del Senato e che già domani sarebbe possibile disporre le modifiche alla legge che consentano all’Arst di continuare a poter gestire queste linee.
Vorrei ricordare a chi rappresenta i Sardi, che rappresentare significa anche interpretare gli interessi legittimi, non solo descriverli. Si può cercare di dimostrare che l’alternanza delle maggioranze non è inutile e che almeno gli errori si correggono? La grande stupidità italiana che ha voluto che l’esercizio di queste infrastrutture ferroviarie di grande pregio storico e turistico sia riservato alle sole imprese ferroviarie ai sensi del decreto legislativo 15 luglio 2015 n° 112 (relativo alle sole ferrovie interconnesse) ha per legge escluso questi percorsi sardi perché ignorava che esistono. Può il Governo del cambiamento rimediare rapidamente (visto che ormai governa da più di un anno) questa follia che conferma la coerenza italiana nel danneggiare i Sardi? Può qualcuno della Giunta battere un colpo, dimostrarsi informato e farsi sentire?