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Il nuovo stadio del Cagliari e la sabbia

Posted on 11 Giugno 202611 Giugno 2026 By Paolo Maninchedda 3 commenti su Il nuovo stadio del Cagliari e la sabbia

Prudenza o paura Nella giornata di ieri si sono succedute diverse dichiarazioni dell’opposizione nel Consiglio Comunale di Cagliari (avv. Giuseppe Farris) e dell’assessore allo Sport (avv. Giuseppe Macciotta). Il primo ha messo in evidenza un rallentamento della procedura autorizzativa dovuta agli accertamenti che l’Amministrazione comunale avrebbe dovuto fare prima della data odierna; il secondo ha risposto che sì, è vero che stanno facendo controlli, ma che è meglio prevenire l’errore che commetterlo. In sostanza, Macciotta ha dato ragione a Farris, ma ha messo in campo anche sue ragioni: meglio essere prudenti. Alla buon’ora!

Roccia o sabbia A leggere con attenzione gli indizi di questa procedura così sorvegliata e così protetta dalla giusta curiosità pubblica, emergono però una serie di domande.
È sempre più evidente che il Comune sta utilizzando consulenti attinti dal mondo professionale, ma anche che queste verifiche sono incompatibili col tempo necessario per la valutazione da parte del Mef dell’intero progetto.
Una possibile spiegazione sarebbe che il Comune abbia acquisito un parere pro veritate secondo cui il parere del Mef non sarebbe vincolante.
Però, in termini di prudenza, questa sarebbe una scelta molto imprudente al punto da sembrare una fuga da un opportuno e ipergarantista controllo pubblico.
Insomma, non sembra più un progetto costruito su un coriaceo accordo politico e amministrativo, ma un progetto politico che teme la natura sabbiosa del terreno che sta attraversando.

Rumors milanesi Che qualcosa nell’aria comunichi incertezza è confermato dal fatto che negli ambienti finanziari milanesi circolano voci circa possibili interlocuzioni del presidente Giulini alla ricerca di soggetti interessati al progetto. Non solo allo stadio, ma anche, e qui starebbe la novità, al Cagliari Calcio. Sono solo voci e come tali vanno prese, però quando girano a Milano pesano più di altre.
Il ragionamento di chi capisce di calcio e di finanza è il seguente.
Se Giulini sta cercando partner per la gestione del progetto dello Stadio la cosa è più che normale, si direbbe saggia quant’anche tardiva. Infatti, parte della credibilità del Pef è legata alla qualità della gestione dell’hotel a cinque stelle, della Spa, del centro congressi ecc., specie quando si va in Consiglio comunale a dire che i maggiori oneri derivanti dalla definizione in aumento (rispetto alla prima previsione) del canone saranno coperti da maggiori entrate dell’edificando hotel. Dedicarsi solo ora a queste partnership è un recupero, non una strategia.

Ma se Giulini sta cercando soci per il Cagliari (e dico “se”), qualcosa non tornerebbe, perché il suo partner ufficiale attuale è il fondo di investimento americano.
E allora i casi sono solo due: o Giulini vuole lasciare il Cagliari, cosa allo stato attuale delle cose un po’ improbabile, oppure potrebbe essersi aperta una riflessione anche da parte degli investitori americani, che erano quelli di cui si sapeva che avrebbero dovuto acquisire il controllo della società.
Se così fosse, perché gli americani potrebbero avere dei dubbi sull’operazione?
Non certo per ragioni legate al progetto dello Stadio, perché erano e sono al corrente di tutte le difficoltà che un progetto di questo tipo comporta e perché sono entrati nella società proprio quando il progetto è stato positivamente incardinato nella procedura. Inoltre, loro sono interessati alla società con lo stadio incluso, perché orami i ricavi commerciali delle società calcistiche hanno superato quelli derivanti dai diritti televisivi.
Un amico che fa il consulente di grandi imprese americane mi dice che, in termini generali, quando un fondo americano compra, fa una due diligence molto più accurata di quelle che ordinariamente si fanno in Europa.
Il problema sarebbe dunque, sempre che esista il problema di cui i rumors milanesi accreditano la presenza, capire la natura e i contenuti della due diligence degli americani. Non lo sapremo mai.
Naturalmente non vi è alcun elemento pubblico che consenta di affermare che gli investitori abbiano riscontrato criticità o abbiano delle perplessità; si tratta soltanto di un ragionamento teorico fondato sui rumors che circolano negli ambienti finanziari.
Ma la sabbia, sotto il nuovo Sant’Elia, sembra accumularsi.

Cagliari, Vetrina

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Comments (3) on “Il nuovo stadio del Cagliari e la sabbia”

  1. Enzo ha detto:
    11 Giugno 2026 alle 14:05

    Buongiorno

    La cosa più strana di questo progetto è che uno stadio di proprietà comunale, perché questo è e questo sarà, viene pagato da un privato con 158 milioni sui 218 del costo finale. Una cosa del genere non si vede da nessuna altra parte in Europa a livello di campionati di prima e seconda fascia. Ma non è escluso che la cosa sia da primato assoluto.
    ..
    A Bergamo, per dire, l’Atalanta ha acquistato lo stadio Atleti Azzurri d’Italia per circa 9 milioni. E ci ha speso di suo quel che è servito per ristrutturarlo. Come è giusto che sia.
    Juventus e Udinese sono proprietarie “delle mura” dei rispettivi impianti, nonché proprietarie per 99 anni delle superfici su sorgono cui gli impianti rinnovati o costruiti a proprie spese ovviamente. Possono quindi “patrimonializzare” le strutture. Non pagano canoni concessori. E non hanno problemi a gestire i parcheggi nei pressi degli impianti.
    ..
    A proposito: come mai a fronte di ripetuti panorami apocalittici di costi futuri per le pubbliche casse, nessuno ha mai fatto un conticino di previsione circa quanto possono rendere 5000 parcheggi in un’area che – nelle intenzioni di tutti – sarà aperta 7/7 dodici mesi all’anno?
    ..
    Non ci sono passi indietro degli americani. Il Cagliari, a breve, sarà proprietà azionaria Usa. Giulini resterà presidente per uno, forse due anni. A occhio direi che conserverà una piccola quota di azioni, per affetto. In tempo di calciomercato spuntano sempre voci fantasiose, e non di rado anche a proposito di equilibri societari per cui non presto granché credito a quelle che sto leggendo in giro per il web. Le fonti che conosco non segnalano anomalie.
    ..
    Resta la domanda: perché uno stadio comunale deve essere pagato da un privato? Non sarebbe stato meglio vendere il rudere e poi dire fate vobis?
    ..
    Grazie per lo spazio.

  2. Antonio ha detto:
    11 Giugno 2026 alle 14:03

    Prof. alcuni giorni fa non ricordo bene se su TV4 o Catalan TV nel programma condotto da Bruno Corda l’ex attaccante del Cagliari Gigi Piras in relazione alla costruzione dello stadio ha detto che negli uffici del comune di Cagliari sono finite le penne

  3. medardo di terralba ha detto:
    11 Giugno 2026 alle 09:12

    La sabbia, quella che si usa per allestire la lettiera del gatto

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