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Il furto è antiquato. Oggi si rubano le regole

Posted on 12 Luglio 202613 Luglio 2026 By Paolo Maninchedda 9 commenti su Il furto è antiquato. Oggi si rubano le regole

Oggi Marco Travaglio titola il suo fondo  Il campo Ladrov. Si tratta di una difesa d’ufficio della tesi di Giuseppe Conte (peraltro sempre più lontano da una candidatura a premier e insidiato a sinistra, come piaghere torrau, da Di Battista) secondo cui la Russia è buona, non sta aggredendo l’Europa (perché l’Ucraina è su Atlantide) e non intende aggredirla. Il titolo è una risposta all’affermazione della dem Picierno che ha accusato Conte di voler trasformare il Campo Largo in Campo Lavrov (nome del ministro degli esteri russo).

Secondo il ritratto che Travaglio ha tracciato ieri, in difesa di Ranucci, del perfetto giornalista, questi deve essere un grandissimo figlio di puttana animato solo dalla ricerca della verità. Ovviamente dissentiamo: chi cerca la verità deve essere libero sì dai riguardi, ma non dalla coscienza. Il figlio di puttana cerca un colpevole; il giornalista, i fatti. E infatti Travaglio e Ranucci sono solidali nel giornalismo dei colpevoli. L’ultimo e fulgido esempio di linciaggio da ricerca del colpevole è il caso Minetti, una porcata colossale (cui ha concorso anche il teflonato Mattarella) di cui sentiremo ancora parlare nei prossimi mesi, per i processi incardinati negli Stati Uniti contro Report e contro Il Fatto.

Tuttavia, nel mio piccolo, vorrei suggerire a Travaglio di guardare anche in provincia, perché qui in Sardegna è nato il Campo Scraffingiu.
Qui da noi si possono affidare 243 milioni (tre volte la tangente Enimont) di soldi pubblici a una banca senza gara e senza confronto tra preventivi.
Qui da noi si possono privatizzare gli aeroporti a dispetto di Dio e dei Santi, col parere contrario della Corte dei Conti che ha detto apertamente che non vi è alcun interesse pubblico in questa privatizzazione.
Qui da noi i corsi professionali non si fanno sulla base del fabbisogno del mondo del lavoro, ma in ragione di precise strategie elettorali che hanno reso prioritari i cantieri comunali nelle corsie degli ospedali, i corsi per gli equipaggi degli aerei (che le compagnie fanno già di loro) e, ultima trovata, corsi di formazione per l’esercito, nella terra con la più alta percentuale di servitù militari.
Qui da noi si fanno concorsi riservati a chi abbia fatto anche un solo giorno di lavoro interinale in un’agenzia regionale, compresi i parenti di chi stanzia le somme.
Qui da noi si possono fare le campagne elettorali e non presentare i rendiconti e non decadere dalle cariche.
Qui da noi si possono fare manifestazioni di interesse per le associazioni sportive che vogliano gestire una piscina senza oneri per il pubblico, e poi scegliere come gestore uno che non ce l’ha l’associazione sportiva e infine decidere di dargli anche i soldi pubblici.
Qui da noi puoi possedere una villa in un’area vincolata e poi vedere la stessa area divenire di espansione urbanistica e la villa trasformarsi in albergo.
Qui da noi puoi indebolire una società pubblica di capitali pur di renderla più controllabile polticamente.

Non è Ladrov, è Scraffingiu, molto più raffinato.

Giornalismo, Politica, Vetrina

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Comments (9) on “Il furto è antiquato. Oggi si rubano le regole”

  1. emanuele cogoni ha detto:
    14 Luglio 2026 alle 12:27

    “il teflonato Mattarella”.
    Applausi Prof!

  2. Antonio ha detto:
    12 Luglio 2026 alle 12:52

    prof. se le cose da lei elencate le fa la destra sarebbero tutti a Uta in ferie

  3. Mm ha detto:
    12 Luglio 2026 alle 12:08

    Si porcate tante. Felice chi ha sempre scelto di schierarsi dalla parte giusta. Intendevo dalla parte di chi subiva…

  4. Stefano Locci ha detto:
    12 Luglio 2026 alle 12:06

    Egregio, qui da noi ci sono comuni dove sbandati, spesso aggressivi, talvolta pusher, clandestini irregolari, usano le pubbliche piazze come vespasiani a cielo aperto ma vengono perdonati poiché definiti “sofferenti”; ed i cittadini che pagano fior di tasse devono sopportare questo schifo (magari qualche inutile pista ciclabile in meno e qualche bagno pubblico no?).
    Qui da noi si sprecano risorse (che la UE non ci regala ma che son finanziate da noi) per agevolare ciclisti su corsie che non utilizzano mentre il manto stradale è un percorso di guerra.
    Qui da noi si regalano decine di milioni di euro per finanziare centri alberghiero-commerciali alla speculazione.
    Qui da noi se non ti paghi le cure di tasca sei morto mentre anziché bandire concorsi per medici ed infermieri si occupano anche i posti liberi nei cessi (ma ben retribuiti).
    E non mi si parli di dignità del Popolo Sardo che mai è esistita: la prova risiede nella perpetua colonizzazione della Sardegna che oggi è porta il colore giallorosso della vergogna. Saluti.

  5. Paolo Maninchedda ha detto:
    12 Luglio 2026 alle 12:05

    Che la Picierno abbia clamorosamente sbagliato a ricevere l’IDSF è un fatto, ma lo è simmetricamente anche il tuo nel non volere riconoscere l’aggressione russa e le stragi di ucraini che avvengono ogni giorno. Io cerco di stare nella scomoda posizione di chi sa che la verità non è né sua né di una parte. Tu stai prima dalla parte e poi guardi al reale. Unicuique suum.

  6. Giovanni ha detto:
    12 Luglio 2026 alle 11:23

    Tutte porcate che non interessano a Ranucci e Travaglio.

  7. Alessandro ha detto:
    12 Luglio 2026 alle 11:11

    Travaglio & Co. non possono (vogliono) disturbare il manovratore e mi è stato detto chiaramente a suo tempo “il tema non è di interesse nazionale” (ovviamente non posso dichiarare né il tema né il giornalista che fece questa affermazione).. Del resto con tutti gli omaggi in pecuniae che gli ha fatto sua (dis)grazia.

  8. Giovanni Galistu ha detto:
    12 Luglio 2026 alle 10:57

    Caro Paolo, la Picerno è la Signora che ha ricevuto al Parlamento Europeo i nuovi genocidari “democratici” , perciò meritevoli di una corsia preferenziale perché uccidono e affamano cio’ che resta di una popolazione palestinese già estinta dal punto di vista dell’anima e dello spirito. Per il corpo non c’è fretta, basta aspettare che sorella fame, sorella sete ed i morsi dei topi, facciano il resto.
    La colpa di Conte, al netto della candidatura di un campo già sfilacciato e’ dire ciò che pensano il 70-75% degli Italiani, trattare e finire una guerra evitabile dall’inizio. Ma la piciermo eletta PD, ma passata all’armata armiamoci e partite (calenda docet) , rappresenta altri interessi.. Io oggi, in solidarietà ai tanti, miloni di Russi onesti e interdetti dalle relazioni umane, sportive, letterarie ecc, leggerò’ un breve testo di Tolstoj sulla condizione contadina.. molto attuale… soprattutto nel mondo occidentale.. altro che Russia! Buona domenica!

  9. Per chi se lo fosse perso. ha detto:
    12 Luglio 2026 alle 10:50

    12 Luglio 2026

    Il Campo Ladrov
    Di Marco Travaglio
    Direttore del Fatto Quotidiano
    ******”******
    I soliti idioti parlano di “Campo Lavrov” perché Conte, dal palco di Napoli, ha osato dire che “stanno costruendo una minaccia russa per convincerci ad armarci fino ai denti, ma persino il comandante delle forze Nato ha detto al FT che la Russia non minaccia l’Europa”. Tutti gli analisti seri sanno che Putin non vuole né potrebbe invadere l’Europa, cioè la Nato (ha invaso l’Ucraina proprio perché non ci entrasse, infatti non se ne parla più). E tantomeno l’Italia, che non ha nemici, salvo quelli che ci impongono di volta in volta gli “amici” yankee. È semmai il fronte più oltranzista della Nato (le repubblichette baltiche e – a giorni alterni – Varsavia, Berlino e Londra) che usa il riarmo per minacciare Putin, così magari agisce prima dell’“attacco preventivo alla Russia” auspicato da quell’altro genio Nato del generale Cavo Dragone. Siccome ai tossici di Fentanyl bellicista pare brutto dire la verità, Conte s’è beccato del “putiniano” che nega “l’aggressività di Putin, dal fronte orientale alla guerra ibrida che combatte da noi arruolando spioni” (questo è De Angelis, teneramente convinto che in Italia le uniche spie in circolo siano russe).

    Purtroppo Conte non ha citato né Putin né Lavrov, ma il generale Usa Alexus G. Grynkewich, comandante supremo delle forze Nato in Europa, che citando “le informazioni di intelligence” dichiara (e il FT riporta): “La Russia non cerca un conflitto con la Nato. Capisce il concetto di ‘alleanza difensiva’, comprende che abbiamo una serie di vantaggi asimmetrici”. I poveretti del Foglio, affranti, han cercato un portavoce per fargli “smentire le balle di Conte”. Ma invano: Putin non ha interesse ad attaccarci e comunque un conto è battere l’Ucraina armata fino ai denti ma scarsa di soldati, un altro è fronteggiare l’Europa, che spende il triplo della Russia in armamenti ed è alleata con gli Usa che spendono sette volte, senz’alcun bisogno di aumentare le spese militari. Dire poi che da tre anni i russi avanzano e gli ucraini arretrano non è putinismo: è realismo. Sennò dovremmo dare dell’antibrasiliano e antitedesco a chi dice che Brasile e Germania sono fuori dai Mondiali. Può dispiacere, ma è così. Invece pare che la Schlein sia irritata con Conte perché certe cose “non si dicono dal palco”. E dove si dicono? L’analisi del conflitto russo-ucraino, delle cause e delle soluzioni, riguarda il futuro dell’Italia come vettore di una nuova cooperazione euro-russa contro chi fomenta sempre più guerre per comprare sempre più armi. E non è una delle tante questioni: è “la” questione, perché il riarmo – se non viene fermato subito – rapinerà le future generazioni di ogni speranza su una sanità, una scuola, un welfare e un salario decenti. Chi vaneggia di Campo Lavrov sta imbandendo la tavola del Campo Ladrov.

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