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Pollicino contro la Todde

Posted on 11 Luglio 202613 Luglio 2026 By Paolo Maninchedda 11 commenti su Pollicino contro la Todde

Pollicino è un dipendente della Regione che tendenzialmente mette i puntini sulle “i” e non si fa mettere i piedi in testa. Per questo è, inevitabilmente, un “divergente”.
Appena insediata, la Todde, ha costruito, con i dirigenti a lei più legati, le cohortes praetoriae, cioè un anello di responsabili amministrativi incaricati di due compiti: fare il volere del capo e colpire i dissenzienti. Mai come in questi anni, formulare un’obiezione ha significato condannarsi all’isolamento o alla marginalizzazione.

Fatto è che Pollicino si è beccato cinque provvedimenti disciplinari, rispetto ai quali si è puntualmente difeso.
La regola non scritta dei pretoriani è che non basta colpire i dissidenti, occorre anche che l’accerchiamento sia accompagnato dalla gogna.
E così è accaduto che mentre l’Assessorato al personale apriva l’ennesimo procedimento disciplinare, alcuni dipendenti di un altro assessorato, non coinvolto nella procedura, diffondessero ad aerosol la notizia del nuovo provvedimento, rendendolo noto a persone estranee all’intero processo.

Pollicino denuncia il fatto al Garante della Privacy. A questo punto si mette in moto la cinturazione relazionale dei Cinquetasche, che tanti bei frutti si impunità ha garantito in questi anni, e accade che frettolosamente il Garante comunichi al povero Pollicino che la denuncia è archiviata perché si è trattato di un mero “errore umano”.
“Errore umano” ‘sto cazzo, avrebbe detto l’avvocato di Pollicino, anche perché mentre in Sardegna arrivava la lettera dell'”errore umano”, a Roma la procedura rimaneva aperta.
Nel frattempo scoppia il caso Stanzione, cioè il caso dei rimborsi spese al Garante della Privacy, e le luci si accendono sull’intero operato della sua struttura. Pollicino, nel suo piccolo, si incazza ancor di più, e minaccia una causa per danni.
Poco dopo, la cinturazione si volatilizza e l’Autorità condanna la Regione a pagare 3000 euro di pura goduria (io ho aperto un Turriga 2015 alla pubblicazione dell’atto, e l’ho bevuta con quattro amici d’infanzia – tipo Brizio, Furio e Sebastiano – impegnati in sforzi creativi di auguri in sardo indirizzati al cerchio magico della Todde). Pollicino prepara la causa per danni.
Viva i Pollicini.

Amministrazione, Vetrina

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Comments (11) on “Pollicino contro la Todde”

  1. Pastore ha detto:
    11 Luglio 2026 alle 13:42

    Anche in Aspal, con l’era della virago guerriera, parecchi pollicino non intendono farsi sottomettere dai suoi scherani. Dal suo avvento, nel suo feudo, Sassari, per le sue scellerate manovre e l’incapacità del gruppo dirigente che dovrebbe contenerle, è divampato un incendio che non si è ancora estinto.

  2. Enrico ha detto:
    11 Luglio 2026 alle 12:25

    Ma siamo sicuri che nella vicenda c’entri la Todde? Io una controllatina la darei

  3. Roberto ha detto:
    11 Luglio 2026 alle 10:46

    Buongiorno professore.
    Per motivi di competenze lavorative e professionalità ho la presunzione anche io di fare parte della schiera dei purtroppo tanti “Pollicino”.
    Infatti, per avere cercato di prestare con scrupolo e osservanza delle regole la mia attività lavorativa negli Enti Locali, l’ultimo dei quali appunto in Sardegna, ed avere sempre cercato di garantire l’imparzialità ed il buon andamento della P. A., nonchè evitare rischi per l”interesse pubblico, mi sono ritrovato ora, per avere contrastato ed avversato decisioni assai poco trasparenti assunte da altri soggetti, a subire attacchi indegni, indecenti e vergognosi da parte di taluni ben individuati rappresentanti politici dell’amministrazione, ma anche purtroppo di ex colleghi di lavoro, i quali, per avere miracolosamente ottenuto promozioni assai poco trasparenti (e senza requisiti ed adeguato bagaglio culturale) ed altri privilegi, si adeguano senza vergogna al “corso della corrente”, prestandosi ad essere comandati a bacchetta ed obbedire alle volontà imposte dal proprio sindaco; gli attacchi subiti riguardo la mia persona sono stati attuati con progressive minacce disciplinari, pressioni indebite, isolamento e continui ostacoli nello svolgimento delle proprie mansioni, ritorsioni attuate con ripetute violazioni circa il trattamento, addirittura con la pubblicazione illecita dei dati personali, con modalità che non esito a definire calunniose e diffamatorie, ed infine con valutazioni sulla performance assurde ed illogiche, assegnate per mero dispetto, ma anche per una abissale ignoranza, per il compiacimento del capo dell’amministrazione.
    Ovviamente, tutto questo stato di cose è stato regolarmente documentato e segnalato alle competenti Autorità. Anche io ora aspetto che la giustizia faccia il suo corso in ogni ambito e spero che gli esiti mi daranno ragione: questa notizia è confortante e, a tempo debito, mi pregerò di informarLa degli sviluppi che mi riguardano.
    Mi limito a constatare che, come soleva dire mia nonna, “Tutto il mondo è paese”, ma, per fortuna, c’è un giudice a Berlino.

  4. Alessandro ha detto:
    11 Luglio 2026 alle 10:33

    E’ vero i pollicini o i Davide (io preferisco quest’ultimo) nel loro piccolo tendono ad inca**arsi. Ma alla lunga può anche succedere che gettino la spugna ed il potente conta su questo che reputa una vittoria. Ciò che il potente non capisce, perché ebbro appunto di potere, è che questa è la sua peggiore sconfitta; i sudditi hanno perso fiducia e rispetto in te e, come recita recentemente la Corte dei conti, «questo approccio (n.d.r. che credo valga per qualunque ambito in cui hanno messo le mani questi 40 ladroni) […] genera instabilità gestionale […] impedisce la programmazione a medio/lungo termine, azzerando i piani strategici in corso e demotivando il personale sanitario»

  5. Gioele ha detto:
    11 Luglio 2026 alle 09:19

    Sono d’accordo con Paolo1. Nel festeggiamento vedo il trionfo di una parte sull’altra. Forse Pollicino è un Davide, la cui forza morale non si vuol vedere, che esercita il suo ruolo con rare doti. Ma in questo mondo alla rovescia nessuno lo vede per quel che è. Forse ne ridono tutti, chi lo celebra, perché sino ad ora non ha sottolineato le loro défaillances, chi è attaccato, ma pensa di avere il potere di cancellare le proprie orme.

  6. Paola ha detto:
    11 Luglio 2026 alle 08:30

    Chi lavora nella pubblica amministrazione deve poter esprimere rilievi tecnici, far valere le proprie ragioni e difendersi senza temere isolamento o delegittimazione.
    Se un’autorità indipendente accerta una violazione della privacy e sanziona l’amministrazione, significa che qualcosa non ha funzionato e che occorre correggere procedure e comportamenti.
    Le istituzioni si rafforzano quando garantiscono trasparenza, rispetto delle regole e tutela dei dipendenti, anche di quelli che esprimono posizioni scomode. Il dissenso se capace e rispettoso è una risorsa per una buona amministrazione.

  7. Victoria ha detto:
    11 Luglio 2026 alle 08:29

    Caro Paolo,
    bellissima la citazione cinematografico/letteraria di Schiavone. Quel richiamo ha reso immediatamente della festosità del tuo brindisi con i tuoi amici!
    Per Pollicino, che potrebbe aver pure scritto “Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano”, mille e mille complimenti. Conosciamo bene le dinamiche della RAS, recentemente oggetto di ulteriore recrudescenza. Non conosciamo altrettanto bene il potere che hanno i singoli dipendenti, i funzionari che istruiscono le pratiche, le leve che hanno a disposizione. Basterebbe, come dice Paolo 1, fa” non piegarsi a pressioni indebite” e svolgere con “senso del dovere” il proprio ruolo, ebbene basterebbe questo, per far saltare in aria un intero sistema di sottrazione di risorse pubbliche a favore di amici, parenti, associazioni più o meno esistenti, organizzatori di fiere ed eventi etc… costruito dalla Politica per finanziare il consenso, per letteralmente comprare voti senza costruire niente che sia diverso dalle loro carriere. Pollicino, che solleva il problema, diventa il problema. Somiglia molto al dirigente della città di Nuoro, così come a tante persone che conosco isolate perchè capaci di dire no, di esprimere un pensiero autonomo e di rimandare al mittente dossier, determinazioni o richieste prive degli elementare requisiti per poter essere considerati procedibili.
    Ai funzionari, ai dipendenti: studiate, istruite le pratiche avendo in mente i principi che ispirano il buon andamento della pubblica amministrazione e soprattutto scrivete, scrivete e scrivete. Lasciate traccia in ogni dove su quello che non vi torna, sulle regole che pensate siano state infrante. I dirigenti, che quando possono scaricare la responsabilità su voi firmano in 2 minuti 2, difficilmente si prenderebbero la responsabilità di contraddire le vostre conclusioni (da colpa lieve si passerebbe ad un livello diverso…), comincerebbero a bloccare, fermare, eccepire. A quel punto, per rimanere in tema, allora si che per loro sarebbe una rottura di coglioni di decimo livello. Altro che tabaccai chiusi o bambini che urlano.

  8. Alfio ha detto:
    11 Luglio 2026 alle 08:09

    Questi 5Tasche hanno clamorosamente preso i difetti della peggiore partitocrazia, adottando perfino metodi tipici dei OMISSIS.
    Si proponevano come gli “anti casta”, quelli che avrebbero viaggiato in autobus e treno rinunciando all’auto blu, che avrebbero fatto solo due mandati e dimessi in caso di condanna anche solo in primo grado invece si sono rimangiati tutto, compresa la famosa scatoletta di tonno. Meritano ampiamente la media del 3,76% raccolto alle ultime amministrative, sono destinati a diventare un cespuglietto tipo Renzi.
    Non parliamo poi della Todde massacrata dalla Corte dei Conti che ieri in TV dichiarava trionfante che il bilancio è stato approvato, una faccia di bronzo mai vista.

  9. Nugoresu ha detto:
    11 Luglio 2026 alle 08:08

    https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10262614

  10. Mm ha detto:
    11 Luglio 2026 alle 07:42

    Sempre soli, accerchiati, controllati, senza amici veri, ma resistenti

  11. Paolo1 ha detto:
    11 Luglio 2026 alle 07:34

    Eppure, mettere i puntini sulle “i”, far rispettare le regole, esercitare il proprio spirito critico e non piegarsi a pressioni indebite non significa essere un “divergente”: si chiama professionalità, senso del dovere e competenza nello svolgimento del proprio lavoro. Chi meglio di Lei professore, con la propria esperienza che si ritrova sia in Regione o anche in ambienti Universitari potrebbe sapere meglio. Ben vengano i tanti “pollicini” di turno a prescindere dai colori politici.

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