C’è una linea sottile che separa l’empatia umana dall’esibizione di sé.
È la linea del pudore. Quando la si supera, tutto viene mercificato in strumento di comunicazione e di consenso.
L’assessore regionale Desirè Manca ha pubblicato la fotografia dell’incontro con Chiara, una donna malata di SLA, accompagnandola con un lungo racconto non dei disagi di chi vive questa patologia, non delle difficoltà delle famiglie di appartenenza, ma delle proprie emozioni.
La signora cui l’Assessora ha fatto visita è finita quasi subito sullo sfondo.
Al centro si è accampata l’assessora con il suo “dolore”, il suo “massacro”, la sua “forza di andare avanti”, la sua fortuna di essere stata scelta.
È qui che nasce il disagio.
Esistono momenti che acquistano valore proprio perché restano sottratti allo sguardo pubblico.
Un sorriso ricevuto non ha bisogno di diventare un contenuto social.
Alcune esperienze chiedono una sola cosa: essere custodite.
La politica, invece, sembra aver perso il senso del limite.
Ogni emozione deve essere raccontata, ogni incontro documentato, ogni gesto trasformato in racconto autobiografico. Il dolore diventa scenografia della propria sensibilità. La sofferenza degli altri diventa lo specchio nel quale mostrare la propria bontà.
Il pudore compie l’operazione opposta.
Tace.
Protegge.
Rinuncia persino al consenso, pur di cogliere e proteggere l’intensità di certi momenti.
Qui non è in discussione la sincerità dell’assessore. Può anche essere stata sinceramente commossa. Ma esiste una forma di impudenza che nasce proprio da uno smodato senso di sé. E quando chi lo interpreta è un rappresentante delle istituzioni, quella impudenza assume inevitabilmente una dimensione politica.
La signora aveva il desiderio di conoscere Desirè Manca.
Non risulta, invece, che avesse il desiderio di diventare il capitolo emotivo della narrazione pubblica di un assessore regionale.
Tra il bene fatto e il bene raccontato c’è la stessa differenza che passa tra l’amore e la pubblicità.

45′ di applausi a Paolo Maninchedda.
Ma mi aspetterei che altrettanto vigore egli ponesse nello spiegare a quelli che come me sono d’accordo con lei Paolo, come mai comunque l’evidenza sia faraonica, esista un esercito che persone che la amano e la voteranno nella prossima candidatura a Montecitorio del prossimo anno?
Mi ricordo che, commentando notizie, dicevano:
“Così è troppo
E il troppo storpia.”
Cosa significa?
Sarebbe interessante sceglierlo come traccia di un tema per il diploma.
Un mio amico in questi casi diceva che aveva ragione un certo sig. De Maistre che affermò: “ogni popolo ha il governo che si merita”. Quindi alla fine sono i cittadini che con il diritto di voto li eleggono a tutti i livelli (Comuni, Regione, Parlamento). Purtroppo il livello attuale della politica (con poche valide eccezioni) è questo e rispecchia la volontà degli degli elettori sardi e italiani. Ormai siamo alla frutta…
Il cielo stellato è sopra di me la legge morale è dentro di me. Che tristezza Assessora Manca……
L’aspetto più incredibile di quel modo di fare politica? Che, purtroppo, funziona. Le evidenze sono innumerevoli. Salvini, Dimaio, Meloni, Santanchè, Conte, solo a titolo di esempio, sono i migliori interpreti. Foto, selfie, social, un diluvio di commenti su qualunque cosa (clima, geopolitica, , calcio, volley, curling), partecipazione a funerali di persone famose, solidarietà alle famiglie nel bosco, contro la guerra ma pure a favore, fatti di cronaca e ancora interviste, presenze continue in TV, canti, nuotate, pedalate con squartarate in terra incluse. Si potrebbe andare avanti all’infinito. Con una sola conclusione: funziona! Le evidenze? Basta vedere dove sono arrivati.
Buonasera a tutti, concordo con l analisi iniziale del Sig. Maninchedda, condivido la quasi totalita delle considerazioni successive . Nel secolo scorso avrebbero reagito guidati da quel sano pragmatismo che abbiamo., anche noi , perso e le avrebbero detto ” si si brava , ma e la Regione Sardegna cosa sta facendo ora e cosa ha intenzione di fare nei prossimi anni , per queste persone? ” , ma probabilmente nel secolo passato foto del genere non le avrebbero neanche mai scattate, fotografo incluso. Questo siamo diventati. E vincera nuovamente..
Il pudore è merce rara.
l’ assessore Manca, mi fa pena x non dire altro. È vomitevole speculare sulla malattia di una persona, una OMISSIS umana OMISSIS, a questi livelli mai nessuno sì è abbassato soprattutto in politica, vergogna.
Carissimo professore, OMISSIS.
Ma la sostanza è tutta li?
Ho avuto la pazienza di leggere e rileggere il libro PADRE PADRONE, sono convinto che ci sono sardi e sardi e vittime incolpevoli.
Mi ricordo che durante il mio mandato di consigliere comunale un collega più lungimirante scelse di far parte della commissione assistenza alle famiglie bisognose.
Dopo alcuni anni mi resi conto che non serve correre, programmare progetti per opere pubbliche importanti,buttare fumo negli occhi paga e non costa niente,
come mostrare le finte OMISSIS.
prof. bisogna ricordare quando la grande assessora occupava gli ospedali gridando che loro avevano la soluzione per la sanità, sicuramente avrà letto i fans che la difendono a spada tratta sul suo profilo Facebook , chissà se sta cercando voti per la prossima candidatura al parlamento settembre si avvicina
D.M vuole passare alla storia politica come la B.V.del Monte (Rosello) ma un tempo si sarebbe parlato “semplicemente” di rozza ignoranza.
La democrazia del voto d’oggi conduce a questa roba impudica qui che pur dispone di popolo e folla adorante.
A me personalmente l’assessora fa letteralmente OMISSIS o addirittura pena , andare là e farsi fare il solito servizio video grafico e poi immetterlo in rete e solo per attirare voti e consensi, invece dopo che si stacca dalla sua poltrona doveva andare in incognito a vedere tutte le situazioni che ci sono nei vari ospedali e case di riposo,, e darsi da fare per migliorare le condizioni dei pazienti, invece dopo questo servizio chi l’ha rivista? facci sapere( cara ) assessora
Perché non sensibilizzare la nostra Governatrice, a far funzionare il servizio Ascot di Macomer, siamo più di 5000 pazienti senza medico di famiglia, e come se non bastasse continuiamo a leggere laconici comunicati di chiusura quasi giornalmente…. Help!
C’è da rimanere basiti di cotanta pochezza a favore di telecamera.
Cito a tal proposito il Vangelo secondo Matteo 6:3-4 NR06: …”ma quando tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra, affinché la tua elemosina sia fatta in segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa” chi ha orecchie da intendere intenda! Che dire di tutti gli OSS che fanno il loro dovere lontano dalle telecamere, perché credono nella loro missione (fantastica la citazione di “Assistente Sociale Anonima”), un forte abbraccio a loro, guai se non ci fossero! Della protagonista del presente articolo non oso esprimermi. Ad maiora!
Ieri ho scritto un post fb sull’argomento, sono esterefatta, detesto queste forme di pietismo e detesto l’abilismo, la politica che si alimenta di pietà, autocompiacimento, di emozione è francamente vergognosa, andare di casa in casa a rassicurare o a farsi rendere onore non è politica, il linguaggio poi, parliamone del linguaggio che, me lo insegni tu, Prof, è l’espressione del pensiero, che pensieri frullano in testa a persone che con sfrontatezza esibiscono corpi non conformi al pubblico social solo per suscitate consenso? La mia sintesi? Un caloroso FOTTETEVI
Nulla di nuovo all’orizzonte, un modus operandi che si sta allargando anche tra i sindaci che cercano di esibirsi, non riuscendo a fare altro. Ultima news i caschetti dei sindaci che cercano, a loro modo, di spegnere gli incendi
Egregio, questa è la cifra della scelta di numerosi elettori sardi (forse sin troppi) di farsi rappresentare da influencer che non distinguono la politica dall’apparire. La stessa differenza che intercorre tra la capacità di amministrare la cosa pubblica e la miseria umana. Saluti.
Mi ero preparato un discorso scritto x fare capire alla “nostra” assessora il significato della parola VOLONTARIATO,,,, ma se non lo ha ancora capito a questa età,, sarebbe tempo sprecato. Mi limito solo a dire: Volontariato= agire in silenzio. il suo? Solo squallore
Che OMISSIS questo personaggio.
Non basta lo OMISSIS che fa per come appare e come si atteggia, adesso vuole apparire con persone che già soffrono del loro male. Sono quasi certo che quella povera Donna non sa nemmeno chi sia questo fantomatico personaggio.
Che vomito
Lei ha già detto tutto, ma è meglio ricordare che è una linea che l’Assessora ha oltrepassato da un pezzo. Non c’è momento con malati gravi, terminali, bambini, anziani, che non abbia usato per l’economia dell’attenzione, quella degli altri. Credo che neanche il sommo Pontefice possa fare mostra di sé accanto a persone sofferenti, che tutto cercano fuorché visibilità, nelle proporzioni in cui si concede l’Assessora al lavoro della Regione Sardegna.
Dott.Maninchedda Lei ha proprio ragione, faccio l’assistente sociale in una Asl , la cara Manca se proprio vuole capire e non esibire la sofferenza, dovrebbe “farsi un giro”in uno qualsiasi dei nostri servizi per la non autosufficienza per comprendere cosa vuol dire il dramma che vivono i malati e le loro famiglie, le difficoltà degli operatori che quotidianamente provano( IN SILENZIO E SENZA PUBBLICITÀ ) a supportarli tra le mille inefficienze di questo nostro pazzo sistema sanitario,!che parlasse con la sua cara zarina che non molla l’assessorato alla sanità visto che con la sua gestione alternativa lo sta facendo precipitare ancora di più nel baratro , pensavamo che al peggio non ci sarebbe stata fine , invece ogni giorno scopriamo di essere in un pozzo senza fondo! E sa quando proviamo a parlare con i responsabili sa cosa ci viene detto? Bisogna legare l’asino dove vuole il padrone! D’altronde con i 5Stalle cosa ci si poteva aspettare?
Apprezzo molto il suo giornale Dottore, e trovo giusto firmarsi , ma Le chiedo di non volermene se mantengo l’anonimato le ritorsioni sono pane quotidiano nel nostro ambiente…
La saluto con stima.
Assolutamente condivisibile. D’ altro canto, meglio questo che ridere di chi soffre … La vita sociale ci sta facendo vedere senza schermi ciò che è dentro le persone, la politica pure. Ed essere stato vittima pare non aiuti ad essere migliori. L’ empatia non si impara.
Con questi mangiatori di tonno in scatola propaganda e politica sono in un rapporto di 10 a 1 se non di più.
Egr. professore, È ciò che accade quando la voglia di apparire prende il sopravvento sulla discrezione e quando il dolore, la solidarietà o le emozioni diventano occasioni di propaganda. È una tentazione che attraversa la politica, a prescindere dal colore degli schieramenti: l’urgenza di esserci davanti alle telecamere finisce talvolta per contare più del valore dei gesti compiuti lontano dai riflettori.
Ma perché non si limita a ballare?
Non c’è davvero nessun limite al peggio, per carità.