Skip to content
  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Cookie policy
  • Login
Sardegna e Libertà

Sardegna e Libertà

  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cultura
  • Lavoro e impresa
  • Cronaca
  • Salute
  • Ambiente
  • Stato sardo
  • Toggle search form

I prezzi drogati dei biglietti aerei da e per la Sardegna

Posted on 28 Settembre 202628 Settembre 2026 By Paolo Maninchedda 5 commenti su I prezzi drogati dei biglietti aerei da e per la Sardegna

Sulle tariffe aeree i Cinquestelle hanno realizzato in Sardegna uno dei loro consueti capolavori propagandistici: trasformare una promessa semplice e immediatamente spendibile in un costo nascosto destinato a riemergere più tardi.
È lo stesso metodo già sperimentato al Governo con il Reddito di cittadinanza e il Superbonus: distribuire subito il beneficio politico, rinviando la verifica della sostenibilità finanziaria. In Sardegna hanno imposto per due anni un prezzo del biglietto insensibile alle variazioni del carburante, come se un decreto potesse governare il mercato energetico (sono scelte indotte da consulenti più schematici che competenti). Ora l’aumento del jet fuel rende antieconomici i collegamenti e Aeroitalia minaccia di ridurre i voli. Dal suo punto di vista, lo fa a ragione: non si può pretendere che una compagnia assorba indefinitamente costi che il bando ha scelto ideologicamente di ignorare. Il capolavoro rischia così di concludersi con tariffe formalmente basse e aerei realmente fermi.

Il precedente sistema della continuità territoriale aerea sarda, disciplinato dal decreto ministeriale 466 del 2021, teneva conto di una realtà elementare: far volare un aereo costa e una delle principali componenti del costo è il carburante. Per questo le tariffe potevano essere aggiornate considerando sia l’indice ISTAT sia le variazioni del jet fuel FOB Mediterraneo. Non era una possibilità teorica: dal 2022 al 2025 il ministero ha emanato periodicamente i relativi decreti di adeguamento.

Il decreto 213 del 9 settembre 2025, sul quale è costruita la nuova continuità entrata in vigore il 29 marzo 2026, ha scelto diversamente. Le tariffe sono state ridotte e dichiarate fisse sino al marzo 2028. Soltanto dopo potranno essere aggiornate in relazione all’inflazione e al carburante.

È il prezzo ideologico del biglietto: stabilito per dimostrare che la politica aveva abbassato le tariffe, ma privato, per due anni, del meccanismo necessario a mantenerle economicamente sostenibili.

L’impennata del fuel ha presentato il conto. Aeroitalia sostiene che l’aumento abbia alterato radicalmente i costi sui quali aveva costruito la propria offerta e minaccia una riduzione dei voli. Regione e Governo hanno promesso di non scaricare l’extracosto sui passeggeri. La Regione ha stanziato dieci milioni; il Governo ne ha promessi altri dieci, dei quali ancora non si conoscono atto, tempi e copertura.

Ma trovare i soldi è soltanto metà del problema. Occorre trovare il modo legittimo di versarli.

Il vettore ha accettato gli oneri di servizio pubblico sulla base di condizioni economiche definite e, su diverse rotte, senza chiedere la compensazione prevista dalla gara. Aggiungere dopo l’affidamento un contributo non contemplato dal decreto e dai parametri originari significa modificare retroattivamente l’equilibrio economico sul quale si è svolto il confronto concorrenziale.

La normativa europea non vieta le compensazioni per gli obblighi di servizio pubblico, ma pretende che i criteri siano preventivi, trasparenti e proporzionati e che non producano sovracompensazioni. Un’erogazione costruita successivamente e destinata alle compagnie aggiudicatarie rischia quindi di assumere la natura di aiuto di Stato, oppure deve essere ricondotta a una procedura europea che ne dimostri necessità e compatibilità.

Ecco il vicolo cieco. Non si vuole aumentare il biglietto; non si possono diminuire i voli; non si può regalare denaro pubblico senza una base giuridica già incorporata nell’affidamento.

Il vecchio decreto aveva una valvola: se cambiava il carburante, cambiava la tariffa. Il nuovo ha sostituito quella regola con una promessa politica. Oggi si scopre che fissare un prezzo non significa governare un costo. Significa soltanto nasconderlo, finché qualcuno non è costretto a pagarlo.

Continuità territoriale, Trasporti, Vetrina

Navigazione articoli

Previous Post: Alla fine, sotto sotto è sempre odio
Next Post: Onore a te, Nasrin

Comments (5) on “I prezzi drogati dei biglietti aerei da e per la Sardegna”

  1. Marco Casu ha detto:
    29 Settembre 2026 alle 16:05

    Non so , Purtroppo, in politica è quasi un tabù ammetterlo apertamente, davanti a questa perpetua sostituzione della realtà con la propaganda a termine non resta che essere assaliti da un’inaggirabile, profonda tristezza.

    Non è qualunquismo

  2. Renato Orrù ha detto:
    29 Settembre 2026 alle 10:42

    … come per la povertà …un decreto e Via !

  3. Mike ha detto:
    28 Settembre 2026 alle 17:40

    Nel contesto ho la vaga sensazione che si sia di fronte al gioco delle tre carte (Napoli insegna: questa vince e questa perde e l’ultimo si trova col cerino in mano. Riepilogando la questione dei dieci milioni di euro messi a bilancio per la bisogna,: non esiste un caxxo di regolamento su come metterli immediatamente a disposizione dei vettori per le evenienze delle evoluzioni delle crisi in corso e, quindi, sui ristori da mettere in campo. Analogamente si parla di dieci milioni promessi dal governo centrale; detto questo, perché a bilancio non sono stati dichiarati disponibili venti milioni piuttosto che dieci? Gli addendi sarebbero 10k(regione)+10k(stato)=20k! Perché a bilancio si dichiara 10k e non 20k? Per poi sentire i lai di Lai che dichiara che lo stato è inadempiente perché non mette a disposizione i suoi 10k promessi. Domanda: ma i 10k , messi a bilancio, a favore dei vettori di chi caspita sono?: Insomma, unu casinu! Un’ulteriore domanda: perché caxxo sono stati messi a bilancio solo 10k per i ristori vettoriali ma, di contro sono stati messi a bilancio milioni di euro per le varie sagre itineranti? Forse che spostarci dalla Sardegna ce la dobbiamo fare a nuoto?

  4. Gio ha detto:
    28 Settembre 2026 alle 09:18

    Un’altra misera figura di questi pseudo politicanti privi di visione della realtà, che si sono fatti votare a furor di popolo per dover rivoltare la regione e farne un paese all’avanguardia. Ecco un altro infimo risultato degno della totale insipienza, che pagheranno tutti i sardi. In altri tempi sarebbero usciti tutti dal palazzo “a caddu e Ainu”

  5. Alfio ha detto:
    28 Settembre 2026 alle 08:58

    La domanda sorge spontanea: qualora si tornasse al vecchio sistema se il prezzo del Jet fuel dovesse invece diminuire, si adeguerebbero anche i biglietti?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cerchiamo collaboratori. No perditempo (leggere bene)

Il tuo testamento parla di te

Ti prometto che crescerai

Cagliari, 27-30 aprile 2025

Racconta una storia sarda

Racconta una storia sarda

Vent’anni di Sardegna e Libertà, Nuoro, 21 luglio, ore 18:30

Racconta una storia sarda

Ultimi commenti

  • Bruno su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Ariovisto su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Mario Pudhu su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Paolo Maninchedda su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Alessandro su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Ariovisto su Corrado Augias e Machiavelli: quando la politica dimentica la giustizia
  • Giuseppe+Aresu su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Alessio Marcus su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Tatanu su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Augusto Cerina su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Paolo Maninchedda su Corrado Augias e Machiavelli: quando la politica dimentica la giustizia
  • Giuseppe Vignolo su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Ariovisto su Corrado Augias e Machiavelli: quando la politica dimentica la giustizia
  • silvano freschi su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Giovanni piras su Consiglio regionale, l’AI parla sassarese: otto+franchi tiratori contro Desirè Manca

Nuove province per nuovi disoccupati eccellenti

Nuove province per nuovi disoccupati

Sardegna e Libertà si ispira culturalmente ai valori di libertà, giustizia, sostenibilità, solidarietà e non violenza, così come essi sono maturati nella migliore tradizione politica europea.

Sardegna e Libertà – Quotidiano indipendente di informazione online

Registrato il 7 novembre 2011 presso il Tribunale di Cagliari. Num. R.G. 2320/2011 – Num. Reg Stampa 8
Direttore responsabile Paolo Maninchedda

Copyright © 2022 || Sardegna e Libertà ||

Powered by PressBook Blog WordPress theme

AUTORIZZAZIONE ALL'USO DEI COOKIE. La legislazione europea in materia di privacy e protezione dei dati personali richiede il tuo consenso per l'uso dei cookie. Acconsenti? Per ulteriori informazioni visualizza la Cookie Policy.