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E adesso la lezioncina di D’Alema

Posted on 15 Febbraio 202615 Febbraio 2026 By Paolo Maninchedda 7 commenti su E adesso la lezioncina di D’Alema

Quando una persona di notevole intelligenza e cultura come Massimo D’Alema (è un “Normalista” mancato) parla, bisogna prestare attenzione, perché è tutto, ma proprio tutto, fuorché scemo.
Oggi abbiamo la sua lezioncina sul Corriere della Sera, ovviamente a favore del No al referendum “perché la Destra è forcaiola e autoritaria”. E invece la Sinistra?
No, la Sinistra no, e infatti D’Alema, memore del comportamento del Pci verso gli estremisti di piazza degli anni Settanta prima del brigatismo, dice che oggi la Destra è forcaiola per le misure contro gli incappucciati di piazza, contro i sabotatori di treni, insomma contro i prepotenti del casino che per D’Alema, invece, sono espressioni altissime della democrazia.
È questa parola, democrazia, che D’Alema usa in senso comunista, cioè antiliberale. Lui considera la democrazia lo scontro regolato tra corpi sociali, lo svolgersi del celebre “rapporto di forze” di gramsciana memoria.
Lo Stato, per un liberale di sinistra, è invece il luogo dell’esercizio regolato delle libertà individuali; per D’Alema è il terreno di scontro per l’esercizio del potere.
La piazza è giusta se è a favore della parte giusta; ha torto se accade il contrario.
In questo, i nipotini di Stalin e quelli del Duce, sono parenti stretti: per entrambi i diritti dei singoli, la libertà di iniziativa, i limiti di legge ai poteri dello Stato sono fastidi. E ancora una volta, in Italia, sulla Giustizia, la Destra nazionalista e la Sinistra casinista, che ragionano solo ed esclusivamente di potere, stanno stritolando la possibilità di scelte ragionate sulla libertà dei singoli.

A D’Alema dà fastidio il Csm diviso in due.
Peccato che, quando era presidente della Bicamerale abbia proposto il CSM diviso in due sezioni, che ne è solo un pallido antecedente, tuttavia congruo a mostrare la necessità della separazione dei luoghi e dei giudizi. Ma quando il giornalista glielo fa notare, D’Alema applica la scuola dipartito e scarta e ricorda che la loro riforma della giustizia non era allora accompagnata dal premierato e dalla riforma della legge elettorale.
Ma qualcuno vuole ricordare che fu la sinistra a varare una delle più schifose riforme elettorali, chiamata Mattarellum, dal nome di chi la propose e fece approvare, lo stesso ieri osannato monarchicamente a Nuoro (sia chiaro, a mio avviso Mattarella sta interpretando bene il ruolo di Nonno d’Italia, ma personalmente l’ho sempre vissuto come un uomo di potere per il potere, che ho sempre rispettato solo per il dolore immenso per l’omicidio del fratello, su cui, detto per inciso, Gotor col suo libro, non ha aggiunto nulla). E poi, ma come si fa a non capire che la Meloni vuole una legge elettorale proporzionale (e finalmente!) perché ha capito che in Italia il muro contro muro disintegra lo Stato?

D’Alema preferiva le correnti al sorteggio.
Giustissimo, perfettamente comunista. In una logica nella quale la storia è scontro di gruppi sociali, meglio che, in barba alla Costituzione, la Magistratura si politicizzi e si autogoverni per accordi politici piuttosto che per equilibrio e giustizia.
Devo ricordare al mediatore di elicotteri che Magistratura Democratica si astenne (al netto di Caselli) nel voto tra Meli e Falcone, consentendo a Meli di vincere, e che lo fece per calcoli brutalissimi di potere? Questa è la magistratura delle correnti: la logica di parte sopra ogni cosa, sopra il merito e sopra la verità.

Ma attenzione, e qui D’Alemix mostra tutta la sua abilità di farsi concavo e convesso per sopravvivere comodamente dando battaglia: non fanno parte della Destra forcaiola Marina Berlusconi e Nordio (ma tu guarda! Due debolucci, due veramente senza potere! Da bravo comunista realista, D’Alema non contesta coloro che sono troppo più forti di lui); però, prendiamolo sul serio, vuol dire che non è forcaiola l’area liberale della società italiana, guarda a caso quella più odiata dalla Sinistra perché ha cultura di governo, perché parla alla libertà personale e non all’abilità gruppettara, perché non è dogmatica, anzi è relativista, parolaccia nel mondo ferrigno e geometrico dei post-comunisti; perché è libertaria e individualista, cioè non manipolabile. D’Alema carezza chi invidia, ma è pronto ad annichilire la parte avversa, solo che abbassi la guardia e perda forza.
Insomma, è sempre la solita solfa: prima la parte poi l’intelligenza e, detto da un uomo intelligente, è veramente insopportabile.

Referendum, Vetrina

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Comments (7) on “E adesso la lezioncina di D’Alema”

  1. Salvatore ha detto:
    16 Febbraio 2026 alle 15:40

    D’Alema il comunista borghese, ha contribuito a rovinare le casse dello Stato e non le sue, impoverendo le persone perbene, io voterò siiiii.

  2. Alessandro ha detto:
    16 Febbraio 2026 alle 09:49

    Caro Antonio il fatto che i giovani voteranno NO (ed è vero anche perché la stragrande maggioranza ahi noi non ha adeguata cultura, tantomeno politica, annichiliti da social media vari) è una buona notizia.
    Perché, purtroppo, in Italia di giovani ce ne sono veramente pochi, spariti per politiche decennali che li hanno traditi, marginalizzati, privati di prospettive, in sostanza privati di gioia.

  3. Stefano Locci ha detto:
    15 Febbraio 2026 alle 15:03

    Egregio, intelligente e colto? In cagliaritano lo definirei briogu arricchiu. Diventato PdC con un colpo di mano a danno del compare Prodi, è ricordato (oltre che per averci portato in guerra nella ex Jugoslavia) per la definizione che diede del suo governo Guido Rossi (ex parlamentare PCI che lo conosceva bene): la più grande banca d’affari dove non si parla inglese. Che dire di più? Saluti.

  4. Antonio ha detto:
    15 Febbraio 2026 alle 11:15

    prof lo sa che i Giovani sono per il NO perchè si stanno facendo incantare da persone come D’Alema, Gratteri e la Schlein la sinistra si accorge dei problemi quando non Governa

  5. Stefano ha detto:
    15 Febbraio 2026 alle 10:30

    Quando la dittatura della maggioranza (di qualsivoglia colore politico sia) avrà cessato di opprimere anche la più piccola delle minoranze, che è l’individuo, anche le enormità del velista con residenza romana a spese del contribuente volente o nolente saranno relegate alla non notiziabilità che io ritengo meritino.

  6. grillotalpa ha detto:
    15 Febbraio 2026 alle 09:49

    Il classico cappotto per tutte le stagioni.
    Grazie, ma anche SI.

  7. Raimondo Mameli ha detto:
    15 Febbraio 2026 alle 08:57

    Da che pulpito…boria e prepotenza nelle parole di chi da Premier ha fatto bombardare la ex Jugoslavia. Bravo Paolo a parlare di questa intervista perché le persone devono capire chi e’ che propaganda il NO dopo che anni prima era favorevole a quanto proposto dall’attuale governo nazionale. Dunque votare SI e’ doveroso. Buona domenica.

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