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Il Pd e il Referendum: ieri per il Sì, oggi per il No

Posted on 14 Febbraio 202614 Febbraio 2026 By Paolo Maninchedda 17 commenti su Il Pd e il Referendum: ieri per il Sì, oggi per il No

Questo è il Programma del Pd alle ultime elezioni politiche (2022). Andate a pag. 30. Troverete questa frase, scolpita con lettere di fuoco (quanto mi lacera trovarmi così vicino a Montale da uomo maturo, se penso a quanto lo trovavo indigesto da ragazzo!):
«Proponiamo di istituire con legge di revisione costituzionale un’Alta Corte competente a giudicare le impugnazioni sugli addebiti disciplinari dei magistrati e sulle nomine contestate».

Cioè il Pd, all’inizio di questa legislatura, proponeva di fare ciò che ha fatto l’attuale riforma della Giustizia con l’istituzione (art.4 della legge) dell’Alta corte disciplinare.
Però, adesso, il Pd vota No.
Eppure, nel dettaglio, la proposta di riforma è perfettamente aderente all’indicazione programmatica piddina (lo dico anche a quella pattuglia di poltroni in sottana, nella quale si radunano i vescovi italiani e i vescovi sardi, reduci questi ultimi dalla bardana sulle casse della Regione per finanziare le Caritas. Becciu è a processo a Sassari per aver dato, di tasca sua, 50.000 euro alla Caritas di Ozieri; i vescovi sardi si bisticciano per prendere soldi pubblici da riversare nelle Caritas, che dovrebbero essere alimentate dal nostro 8 x mille. Chi dovremmo mandare a processo? Però loro, i vescovi, sazi di finanziamenti, cooperative e cantieri, invitano trappisticamente a votare No, loro, i campioni della democrazia – manco fossero eletti dai preti o dai fedeli – dell’inclusione -le donne fuori dai coglioni- della trasparenza, le regole dei processi si cambiano a seconda dell’imputato…).

Il Pd aveva indicato come strumento della riforma una legge di revisione costituzionale.
Così è stato.
Ma oggi il Pd dice che la riforma costituzionale della Meloni è avvenuta a maggioranza.
Oh bella.
E invece la riforma costituzionale del Titolo V, che, tra le altre cose, ha imposto la sciagura del presidenzialismo alla Sardegna, come venne assunta, all’unanimità?
No, a maggioranza, ma la fece il Pd, quindi, per i movimentisti in cachemire, fu buona e santa e ancora oggi, a chi la tocca, guarisce ragadi e psoriasi.

Il Pd aveva avvertito la necessità dell’Alta corte per giudicare le malefatte dei magistrati (impunite per circa il 90% dei casi, grazie al sistema delle correnti per il quale “io salvo il tuo se tu salvi il mio”) e, nei disegni di legge della scorsa legislatura, aveva previsto che a giudicare le toghe fosse un tribunale composto da quindici persone, di cui solo cinque magistrati. Ebbene, invece nella riforma Nordio, il peso dei magistrati nel tribunale che giudicherà i magistrati, è di 9 su quindici, cioè la riforma mette totalmente l’Alta corte di disciplina dei magistrati sotto il controllo dei magistrati, come è giusto che sia, cosa che non faceva il Pd. Chi è, dunque, che vuole il controllo politico della magistratura?
Voi che date del ‘fascista’ con estrema facilità, avete parentele strette con l’autoritarismo di Benito, perché siete convinti di possedere verità assolute (quanto vi avrebbe fatto bene leggere Dario Antiseri, il filosofo, grandissimo, morto proprio in questi giorni).

Ecco, adesso che vi ho posto dinanzi alla vostra inesauribile ipocrisia, potete andare a farvi benedire da Zuppi.

Politica, Referendum, Vetrina

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Comments (17) on “Il Pd e il Referendum: ieri per il Sì, oggi per il No”

  1. Michele ha detto:
    16 Febbraio 2026 alle 14:53

    Ma che dire, voto Si e, più convintamente, dopo aver letto un editoriale di Marcello Seddone su L’Ortobene.

  2. Victoria ha detto:
    15 Febbraio 2026 alle 10:22

    Professore, Antonio, sia chiaro: io ho solo fatto una foto di quello che vedo e di quello che leggo. Non ho espresso alcun consenso rispetto a quelli che, oggi come ieri, considerano il referendum l’arena dove si maggioranza e opposizione si conteranno per dire (oh se lo faranno!) che il governo stia facendo bene o male. Dico solo che è così. Ora lo fa la sinistra come ieri lo ha fatto la destra. La lotta per il potere non ammette eccezioni o distrazioni, neppure per il bene del Paese. Per nessuno. Gli altri passaggi del mio post aiutavano, si fa per dire, a capire quale fosse lo stato di confusione in cui versa lo stesso ministro (ex magistrato) che oggi dice una cosa e ieri ne diceva un’altra. E, di rimando, la confusione che questa canna al vento possa creare in chi lo ha ascoltato prima e dopo. Ultimo, ma non ultimo. Oggi la destra chiede aiuto agli altri. Lo fa invocando principi alti. Sono felice per loro che abbiano iniziato un percorso di crescita culturale assente fino a ieri. E’ la strada giusta per arrivare, un giorno, ad un confronto vero sui temi. Non so come sia meglio arrivarci. Una lezione su come ci si debba comportare quando gli scranni su cui siedono non sono quelli che occupano oggi? Oppure vincendo a mani basse? Non ho risposte.
    Un cordiale saluto

  3. Antonio ha detto:
    15 Febbraio 2026 alle 07:50

    Victoria sono pochissimi quelli che leggono i programmi elettorali si fidano di quello che si dice nei comizi

  4. Paolo Maninchedda ha detto:
    14 Febbraio 2026 alle 23:22

    Appunto, lei ha un altro obiettivo. Io vorrei una giustizia diversa, nella quale la mia libertà non sia umiliata e esposta.

  5. Paolo Maninchedda ha detto:
    14 Febbraio 2026 alle 23:21

    In verità, chi ha chiesto di trasformare il referendum in un voto contro il governo è il Pd….

  6. Paolo Maninchedda ha detto:
    14 Febbraio 2026 alle 23:21

    Ne ho scritto nei giorni scorsi.

  7. Victoria ha detto:
    14 Febbraio 2026 alle 20:17

    Professore, ha senza dubbio ragione sul fatto che il PD abbia scritto nel proprio programma elettorale cose diverse da quelle che oggi dice di voler fare in tema di ‘riforma’ della giustizia. Tuttavia, faccio notare: 1) con il suo programma il PD ha perso le elezioni, cosa che giustifica anche un’idea diversa oggi; 2) che il ministro che oggi propone la separazione delle carriere, in altri tempi era contrario; 3) che una vittoria del sì, data la scelta della destra di rendere il referendum un voto per o contro il governo, avrebbe il significato di rafforzarla; 4) su riforme decisamente più rilevanti la destra non ci ha pensato due volte a votare no pur di mandare a casa altri governi. Ora, mi sarà detto che così non si fa il bene del Paese e che non si farà mai nessuna riforma. Forse un pó tardi invocare la solidarietà nazionale

  8. Federico Morelli ha detto:
    14 Febbraio 2026 alle 19:15

    Questa repubblica nata dai brogli (per decenni, i monarchici furono canzonati quando lo dicevano, ed invece erano da sempre nel giusto) sta facendo declinare, affondare l’Italia. Con orrore, vediamo tutto ciò e ci sentiamo come se fossimo legati mani e piedi. Abbiamo dato fiducia a tutte le forze politiche in campo. Risultati? Molto modesti. Solo il centrodestra sta facendo qualcosina in più. Della sinistra e del NO al referendum Giustizia solo perché promosso dal Governo Meloni, che dire? Non hanno mai veramente avuto Senso dello Stato ed Amor di Patria. Quello che invece ebbero i monarchici fin dal 1946. Perché nonostante i brogli, su impulso del Re Umberto II, collaborarono con i repubblicani per ricostruire il Paese. A parti inverse, i compagni non avrebbero collaborato per nulla ed anzi avrebbero messo certamente i bastoni tra le ruote. Scommettiamo? Povera Italia e poveri noi!

  9. Max ha detto:
    14 Febbraio 2026 alle 18:13

    … le malefatte dei magistrati (impunite per circa il 90% dei casi, grazie al sistema delle correnti per il quale “io salvo il tuo se tu salvi il mio”) …
    Fonte?

  10. Antonello Sgarangella ha detto:
    14 Febbraio 2026 alle 17:53

    Però è anche vero che il titolo quinto fu discusso ed emendato in parlamento e poi si andò al referendum.
    Questa riforma è arrivata blindata nonostante ci fosse volontà di confividerla da parte di parti del csx. Questo ha politicizzato il referendum non nel merito ma nell’atto politico . Allora è legittimo per una persona dare valore all ‘atto politico e porsi una domanda.? Rinunciare ad una riforma anche se potrebbe servire o mandare a casa o almeno colpire chi è amica di Trump e ha preso in giro gli elettori raccontando balle e trattando i poveri migranti come strumento demagogico?

  11. Antonio ha detto:
    14 Febbraio 2026 alle 14:28

    prof. basta leggere le dichiarazioni di Vendola e Bettini ” la riforma è giusta ma voto NO perchè la propone la Meloni ” questa è la sinistra

  12. Mm ha detto:
    14 Febbraio 2026 alle 12:46

    Considerate le idee, non estendete il cattivo giudizio su di esse alle persone. Così si avrà terreno per costruire insieme nel futuro. I cattivi modi non si dimenticano.
    In più, come diceva Lowell, solo i morti e gli sciocchi non cambiano mai idea.
    Perché non ascoltare il perché sono giunti a cambiare idea?

  13. Stefano Locci ha detto:
    14 Febbraio 2026 alle 11:55

    Ineccepibile Caro Watson. Purtroppo questo povero Paese (citazione da De Gaulle), la cui forma repubblicana poggia sul primo, grande broglio referendario, è destinato ad una fine miserrima a causa dell’imbarbarimento dei costumi italici. Come Lei ben sa la modifica del titolo V fatta a suo tempo da una sinistra inguardabile ci ha regalato ben di peggio che il presidenzialismo: la fine di una sanità che funzionava e la fine del mondo della istruzione che ha determinato la fine delle nostre università pubbliche ed il proliferare di quelle private. La stessa differenza che intercorreva tra un rinomato liceo pubblico ed un istituto di recupero anni. Saluti.

  14. A ha detto:
    14 Febbraio 2026 alle 09:03

    La memoria dei 5Stelle non è migliore:
    Nella versione della riforma proposta nel 2019 da Bonafede a Salvini, c’era il sorteggio integrale dei candidabili. Non ci si poteva proporre come consiglieri superiori se non si faceva parte di una ristretta cerchia di magistrati estratti a sorte: 100 per ciascuno dei 19 collegi. Solo lo scorso autunno (2020), mesi dopo la nascita del Conte 2, Bonafede ha iniziato a concedere le prime aperture: «Se si trova una soluzione altrettanto efficace per limitare il potere delle correnti, sono disponibile a discuterne».
    Continuano ad arrivare conferme della imprevista mutazione anti- toghe compiuta dal Movimento. E la vicepresidente della commissione Elvira Evangelista va giù dura: «Il protagonismo resti fuori dalle porte della giustizia».
    https://www.ildubbio.news/news/carcere/16310/sorpresa-adesso-sono-i-5-stelle-il-vero-partito-anti-magistrati.html

  15. Mario Pudhu ha detto:
    14 Febbraio 2026 alle 08:50

    … però, e chie est cussu chi zughet occhi per leggere e orecchi per intendere, o nessi mente per ricordare?
    Su ‘programma’ l’at ‘istudiadu’ bene chie l’at iscritu e mancari l’ammentat solu su «hard disk» e fit fatu pro prenare s’isterzu de votos. Tzertu, si binchet a votos, ma bae e busca proite a zente meda li faghet sempre prus a ganamala…
    E su bentu, a donzi modu, no tenet programma (e lassamus de nois Sardos chi nos fragassant totu sos bentos, peus pro nois chi ndhe semus “confinati” in Sardigna, e fossis est pro cussu chi nos bàrriant de unu muntone de totu sas argas, dae sas indùstrias ca che at logu a si che pinnigare sos milliardos de sa “rinascita” nachi della Sardegna, a sas galeras, a sos polìgonos militares de addestramentu a sa gherra, a s’invasione ‘eolica’ e a sa burrumballa de totu sos partidos e cambaradas de ‘politici’!)

  16. A ha detto:
    14 Febbraio 2026 alle 08:46

    Il PD ha la memoria selettiva, se la legge la propongono loro va bene, se sono gli altri, apriti cielo!
    Congresso PD 2019, Serracchiani, resp. giustizia: “Un processo basato sulla parità delle parti e la terzietà del giudice è il nostro progetto in materia di giustizia penale. Il tema della separazione delle carriere appare ineludibile per garantire un giudice terzo ed imparziale”
    Oggi la signora e kompagni sbraitano per votare No. Ridicoli come sempre.

  17. Paolo ha detto:
    14 Febbraio 2026 alle 08:11

    Egr. professore il PD ha veramente perso la faccia in tutti i sensi, il loro finto perbenismo ha stancato gli elettori sia a livello nazionale ma anche regionale. Il continuo fare da stampella al campo largo penso sia il più grande sbaglio che verrà pagato a caro prezzo alle prossime tornate elettorali.

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