Skip to content
  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Cookie policy
  • Login
Sardegna e Libertà

Sardegna e Libertà

  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cultura
  • Lavoro e impresa
  • Cronaca
  • Salute
  • Ambiente
  • Stato sardo
  • Toggle search form

Dermatiti bovine e asinine

Posted on 27 Luglio 202527 Luglio 2025 By Mimmia de Zappone 11 commenti su Dermatiti bovine e asinine

Buongiorno Professore, spero stia bene e  si ricordi di me, il suo affezionato lettore allevatore e contadino (ma ex liceale profittoso), con le mani molto callose, che però sa leggere e far di conto e che, ogni tanto, si permette di portare alla sua attenzione qualche bella prodezza dei nostri governanti regionali.

Ricorderà le grandi risate che ci siamo fatti, commentando gli atti delle due ultime Assessore all’Agricoltura, sotto la fantasmagorica regia del Circo Solinas: tempi che credevamo superati e che invece, riviviamo con la Compagnia di giro della Todde.
Legga questa bella Delibera (n.39/38 del 24/07/2025), che rettifica la Delibera n.13/26 del 7/03/2025, relativa “alla ridefinizione delle competenze e della composizione dell’Unità di Progetto per il contrasto e la eradicazione della Peste Suina Africana (PSA”. Da semplice uomo di campagna, nel leggere il titolo, mi ero fatto l’idea che, finalmente, volessero modificare l’Unità di Progetto per darle compiti coerenti con la realtà attuale e non tenerla in vita come un simulacro, vuoto.
Mi spiego meglio.
La PSA in Sardegna è stata, di fatto, eradicata dal febbraio 2019, anche se ufficialmente riconosciuta dal settembre 2024 (magari, un giorno, cerchiamo di capire il perché di questo grande ritardo): quindi mantenere un soggetto preposto a “contrastarla ed eradicarla”, non serve assolutamente a niente.
I
nvece, dato che la PSA (genotipo II) è presente nel resto d’Italia ed Europa, magari sarebbe stato utile:
– cambiare la missione e i compiti dell’Unità di Progetto, finalizzando l’attività “alla vigilanza attiva e monitoraggio per prevenire l’introduzione di animali o carni infette di provenienza extraregione” e, soprattutto, attribuendole le risorse umane e professionali necessarie (evitando elenchi pletorici, tanto per fare numero);
– individuare una/un Responsabile con competenze specifiche ed esperienza in materia e “liberare” l’attuale incaricata che vive la responsabilità dell’UdP PSA come una, ingiustificata, punizione.
Credo che la mia aspettativa fosse più che legittima, giusto?
Invece, caro Professore, la Delibera di ieri impiega ben due pagine di giri di parole (cortina fumogena o fuffa, scelga lei) per mettere rimedio ad uno strafalcione giuridico amministrativo (si figuri che lo capisco anch’io!) con cui avevano attribuito al Direttore Generale della Presidenza i poteri di indirizzo e controllo sulla Responsabile della Unità di Progetto (mentre la legge li attribuisce alla direzione politica e quindi alla Presidente), dimenticandosi, anche, che il DG della Presidenza facendo parte della stessa UdP, è, di fatto, subordinato alla Responsabile!!

Bete casinu!

Insomma, siamo tornati ai bei tempi del Kamasutra giuridico amministrativo del Circo Solinas che tanto ci fece ridere: solo che adesso, dopo tanti proclami di cambiamento e grandi “prime volte”, non diverte più. Anzi!

C’è da chiedersi, piuttosto, quanto tempo impiegheranno per affrontare l’emergenza della dermatite nodulare dei bovini (altra piaga biblica che ci è caduta addosso), in modo razionale e logico, evitando gli isterismi e le dichiarazioni altisonanti.
Si può sperare che prevalga il buon senso e attingano all’esperienza della lotta alla PSA, per affrontare questa straordinaria emergenza?
Se non si offendono, tra scienziati, super manager e super consulenti giuridici, anche un uomo di campagna come me può elencare quello che si dovrebbe fare (o meglio, si sarebbe già dovuto fare):

  • predisporre un disegno di legge (è sufficiente anche un articolo da inserire nell’assestamento di bilancio che assegna le risorse per gli interventi contro la dermatite) che attribuisce al Responsabile dell’UdP (ne basta una per affrontare la dermatite e vigilare sulla PSA) i poteri necessari per intervenire unitariamente su tutto il territorio regionale (sarebbero gli stessi che aveva per la lotta alla peste suina);
  • predisporre un Piano di azione complessivo (non solo quello vaccinale di cui si è parlato sino ad oggi) che stabilisca in modo trasparente e chiaro i protocolli d’intervento in tutto il territorio regionale nelle diverse situazioni (istituzione e revoca aree di sorveglianza, organizzazione delle vaccinazioni in tutte le ASL, come agire in caso di rifiuto delle vaccinazioni, necessità di abbattimenti e possibili opposizioni, con relativo potere di ordinanza, etc): tutto questo dovrebbe essere oggetto di confronto con il mondo allevatoriale e poi diventare un piano ufficiale, con Delibera della Giunta regionale, che impegni tutti;
  • un piano di informazione e comunicazione che sia in grado di “parlare” agli allevatori in modo chiaro e pragmatico sulle reali prospettive degli interventi necessari: sono imprenditori che devono avere informazioni corrette, anche quando sono spiacevoli e contrastano con le loro convinzioni. Solo in questo modo, e non con dichiarazioni astratte, si può combattere il rigurgito di complottismo che sta invadendo le campagne della Sardegna;
  • predisporre, in contradditorio con le rappresentanze degli allevatori, una griglia di valori degli indennizzi da riconoscere in caso di abbattimento degli animali (non tutti i bovini sono uguali: un toro Limousine o Charolaise selezionato, non vale come quanto un toro di seconda o terza generazione); così come devono essere previsti e valutati gli indennizzi da corrispondere in caso di mancata produzione a seguito della vaccinazione o in caso di danno economico per la mancata movimentazione (se uno alleva vitelli e poi è costretto a tenerseli e a vendere manzi, il danno è consistente).È chiaro che non sarà possibile, nella totalità dei casi, arrivare ad azzerare le perdite economiche derivate dalla presenza della malattia, ma è necessario che gli allevatori sappiano esattamente cosa potranno ricevere come aiuto a fronte della loro attiva partecipazione alla eradicazione della malattia.Ripetuto che, tutto questo, lo si sarebbe dovuto già fare, adesso è importante non perdere altro tempo ed essere immediatamente operativi: la malattia, che già si diffonde in modo preoccupante, non deve essere “inseguita” (cioè intervenire dopo che si è manifestata), ma deve essere “anticipata” intervenendo con le vaccinazioni su tutto il territorio regionale. Lo schema di intervento è chiaro, basta leggere e informarsi su cosa è stato fatto nelle regioni europee dove si è manifestata (Grecia, Croazia e altri paesi dei Balcani) e dove sono già riusciti a eradicarla.

Caro Professore, non bi cheret unu premiu Nobel per affrontare questa brutta emergenza, però è necessario essere umili (studiare e applicare quello che hanno fatto gli altri), essere pragmatici e trasparenti nelle scelte operative e poi, soprattutto, avere il coraggio di essere coerenti sino in fondo (ohi, ohi…) senza cercare l’applauso, cioè per dirla a quella maniera a lassare sos porcos in giubba a currere  e a furriare a domo sos boes fuidos da su ‘achile.

A nos bidere sanos Professo’

Agricoltura, Allevamento, Politica, Vetrina

Navigazione articoli

Previous Post: Desi, non è la prima volta
Next Post: Poetto di Quartu: il bello e l’orrido

Comments (11) on “Dermatiti bovine e asinine”

  1. Mimmia 'e Zappone ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 17:08

    Caro Mario Nieddu,
    anche io che sono uomo di campagna, ma leggo e ho buoni amici che studiano, mi chiedo: se i test sierologici (parlo dei casi del 2022 da lei citati) erano indicatori veri della circolazione del virus, perché dopo pochi mesi non sono stati più effettuati?
    Se fossero stati indicatori probanti, si dovrebbe continuare a svolgerli anche adesso, o no?
    In limba si narat: o est faula o est balla.
    MI spiace, ma mi viene difficile rispondere in nome e per conto del Presidente Pigliaru e dell’Assessore Arru (magari lo facessero loro) però che avessero ragione a temere che il lavoro così faticosamente portato avanti, potesse essere disperso, lo dimostra il focolaio di PSA (genotipo II) registrato a Dorgali nel settembre 2023.
    Certo, lei non era più Assessore, ma la Giunta era la stessa e la scarsa attenzione al fenomeno è dimostrata dal fatto che, dato che il virus “sardo” (genotipo I) era eradicato, il focolaio è riuscito ad arrivare dal continente……
    Ad altera borta a nos bidere sanos

  2. Mario Nieddu ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 07:47

    Caro Mimmia, la cosa che sarebbe sicuramente degna di pubblicazione, sarebbe la comparsa di anticorpi in assenza di contatto col virus. Se la virologia fosse una religione, questo potrebbe sicuramente assurgere a dogma. E’ vero che il Web è una miniera,ma non credo vi sia alcuno che abbia mai affermato qualcosa di simile, nemmeno sul Web.Ma se fosse vero quello che lei afferma, come mai il Presidente Pigliaru e l’Assessore Arru, affermavano che con le nostre azioni avremmo compromesso il loro lavoro? Cosa potevamo compromettere se il virus in Sardegna era già scomparso. Strano che nessuno abbia mai fatto queste affermazioni all’epoca, forse perchè erano irrealistiche?

  3. Mimmia 'e Zappone ha detto:
    30 Luglio 2025 alle 06:33

    Caro Dott. Nieddu, quello che lei scrive, sulla certa circolazione virale nel 2022 (pensi che lo so
    pure io che sono uomo di campagna!) contrasta con le conoscenze condivise dalle comunità
    scientifiche sulla PSA.
    Lei asserisce che il riscontro di alcuni capi sieropositivi (due maiali bradi illegali e un cinghiale, di
    età inferiore ai 34 mesi) nel 2022, a distanza di oltre tre anni dagli ultimi riscontri del virus,
    confermerebbe che in realtà il virus della PSA avrebbe ancora circolato dopo il 2019.
    E' una tesi interessante, che però si scontra con le conoscenze scientifiche attuali relative a questa
    malattia (il web è una miniera meravigliosa)
    Sarebbe del tutto singolare, infatti che questo virus – uno dei più letali tra i virus animali – possa
    essere circolato tra i suini bradi e i cinghiali per la bellezza di tre anni in Sardegna, senza causare
    nient'altro che la comparsa di anticorpi in qualche sporadico capo, riscontrato sieropositivo.
    Niente virus, niente capi malati, niente morti, nonostante la sorveglianza in atto, solo qualche
    rarissima sieropositività. Sarebbe una scoperta straordinaria, degna di pubblicazione sulle migliori
    riviste scientifiche internazionali: però ho chiesto agli amici “studiati” e nessuno ha mai letto
    niente in proposto.
    E se questi pochissimi capi ritrovati positivi alla ricerca degli anticorpi nel 2022 erano indicatori di
    attiva circolazione del virus, come mai, pochi mesi dopo (cioè alla fine del 2022) è stata decisa la
    interruzione dei test relativi?
    Invece, frugando tra le pubblicazioni dell’Istituto Zooprofilatico della Sardegna, se ne trova
    qualcuna che conferma il fatto che già nel 2021 erano disponibili dati sufficienti per affermare che
    la PSA fosse stata eradicata (la troverà senza difficoltà).
    Che la Commissione europea abbia assunto un atteggiamento molto diffidente e circospetto nei
    confronti della Sardegna negli anni successivi alla visita del Commissario Andriukaitis, è invece
    dovuto agli atteggiamenti incerti della Giunta Solinas e all'aperto supporto di alcuni esponenti
    della maggioranza nei confronti dei detentori dei maiali bradi illegali, vero serbatoio del virus per
    oltre quarant'anni; questione che la Giunta Pigliaru aveva invece affrontato con la massima
    determinazione, con il risultato straordinario di azzerare ogni presenza del virus tra gli maiali bradi
    già nel febbraio 2019, dato inconfutabile.
    Ricordo benissimo le foto che la ritraevano con il Commissario Andrukaitis a margine dell’incontro,
    ma ricordo anche le dichiarazioni dello stesso su quanto restasse da fare.
    Il controllo sul selvatico, grazie alla collaborazione, faticosamente, messa in atto con i cacciatori
    sardi molto prima che lei diventasse Assessore, rese possibile, negli anni dal 2015 al 2020, la
    raccolta, per ogni annata venatoria, di oltre 10.000 campioni di sangue e milza dei cinghiali cacciati
    (numeri che non si realizzavano n tutto il resto del mondo), grazie ai quali l’Osservatorio
    epidemiologico dell’Istituto Zooprofilatico della Sardegna, poteva verificare e rappresentare
    puntualmente la circolazione del virus della PSA nel selvatico.

    Ma c’era qualche ben pensante continentale, che partecipava all’UdP in quota ministeriale,
    ossessionato dall’idea che il monitoraggio sul selvatico (ribadisco: oltre 10.000 campioni raccolti
    ogni anno) doveva essere integrato dalla “ricerca” di carcasse di cinghiali nella stagione estiva
    perché i protocolli ministeriali e le raccomandazioni comunitarie così esigevano.
    Un inutile ricerca del “pelo nell’uovo” solo per dimostrare di esistere, cattafottendosene della
    realtà della Sardegna e dell’esigenza di uscire dalle sanzioni.
    Per altro, lo stesso esperto, supportato da qualche altro esperto continentale, cercarono in tutti i
    modi, di impedire l’esercizio della caccia nelle così dette Zone rosse della Sardegna: ovviamente,
    data la profonda conoscenza della realtà sarda e forti del supporto scientifico di veri esperti, l’UdP
    di allora tirò dritto e la caccia venne esercitata in tutta la regione, anzi vennero raddoppiate le
    giornate di caccia, proprio per avere un controllo più esteso e capillare della fauna selvatica.
    Forse non è elegante ricordarlo, ma come lei ben sa, gli esperti continentali sono gli stessi che oggi
    partecipano alla lotta contro la PSA (tipo II) nel resto d’Italia, con i risultati che tutti conosciamo.
    A nos bidere sanos

  4. Mario Nieddu ha detto:
    29 Luglio 2025 alle 08:47

    Caro Mimmia, ho letto con attenzione il suo commento. Quello che lei richiama è solo in parte vero. IL fatto che siano stati trovati animali positivi agli anticorpi della PSA non sarebbe stato un problema se tali animali avessero avuto una età superiore ai 34 mesi, cioè la data in cui lei afferma esssere stata eradicata la malattia.Ma i suini di Talana e Orgosolo avevano solo 24 mesi ed il cinghiale solo sei mesi. Ora, poichè l’unica causa di sviluppo di un corredo anticorpale nei confronti della PSA è il contatto col virus, ne discende che tali positività erano un chiaro segnale di circolazione virale ancora nel 2022.
    Quanto poi alle dichiarazioni del Commissario Andrukatis, le ricordo che sono stato io a riceverlo ed a partecipare all’Audit del 2019, ed anche ai successivi. Ci furono segnali di apertura, ma ci vennero fatte delle richieste precise che non riguardavano solo l’abbattimento dei capi allo stato brado. Tali segnalazioni di criticità nella gestione della problematica sono continuate anche negli Audit successivi, riguardando soprattutto un controllo carente del selvatico. A tale proposito ricordo che lo potenziammo grazie ad accordi con le compagnie di caccia e che ci fu contemporaneamente una regolarizzazione di molti allevamenti che decisero, dandoci fiducia di abbandonare la pratica del brado. Peraltro, mi preme segnalare che proprio grazie ad un nuovo approccio nei confronti delle comunità locali, fu possibile continuare gli abbattimenti a carico di quei capi i cui possessori rifiutavano la regolarizzazione. La vera svolta ci fu quando elaborammo una Dashboard che consentiva alle strutture della Commissione UE di monitorare direttamente tutte le nostre attività, in qualsiasi momento. Fu un segnale che ci fece guadagnare la fiducia della Commissione e che insieme alle mie due visite a Bruxelles col Viceministro Costa, diede la misura della forte volontà politica di arrivare ad una soluzione definitiva da parte della Regione Sardegna.Il resto è cronaca.

  5. Mimmia 'e Zappone ha detto:
    28 Luglio 2025 alle 12:43

    Caro Dott. Nieddu, ricambio la simpatia (lei ha conquistato la mia, quando ha lasciato la Lega), ma devo a mia volta contraddire la sua ricostruzione della eradicazione della PSA. Aver vinto quella battaglia quarantennale è un bene per tutta la Sardegna e per tutti i sardi e forse non varrebbe la pena di andare a stabilire meriti e demeriti, ma evidentemente è necessario richiamare i fatti che, piaccia o non piaccia, non si cambiano a posteriori.
    Il virus della PSA in Sardegna è stato rinvenuto nei suini domestici per l’ultima volta nel febbraio 2019 e nei cinghiali nell’aprile 2019, pochi giorni dopo che il Presidente Pigliaru passò le consegne al Presidente Solinas a Villa Devoto.
    Dopo quelle date non fu più rinvenuto un solo maiale o cinghiale morto, ammalato o positivo al virus della PSA. Furono ritrovati solo maiali o cinghiali che presentavano anticorpi contro la PSA, non virus attivo.
    Per una decisione sciagurata, nel 2021, dopo che l’UdP perse i suoi rappresentanti originari (per dimissioni volontarie), fu stabilito che anche la presenza di un solo capo positivo alla ricerca degli anticorpi contro la PSA comportasse la notifica ufficiale di “focolaio di PSA” anche in assenza di malattia, morte o del virus PSA.
    In questo modo la presenza della PSA in Sardegna fu artificialmente prolungata e questo, piaccia o non piaccia, è diventato utile per sminuire lo straordinario lavoro della Giunta Pigliaru.
    La strumentalità e l’inutilità di questa misura, cioè considerare “focolaio” il riscontro di soli anticorpi alla PSA, è dimostrata dal fatto che nel 2022 intervenne la decisione di non attuare test per la ricerca degli anticorpi per la PSA nella penisola, dove nel frattempo la PSA si era diffusa (genotipo II) e, subito dopo, di interrompere tali test anche in Sardegna, in quanto palesemente inutili ai fini della eradicazione della malattia.
    Vede, il più grande merito dell’UdP formata dalla Giunta Pigliaru è stato proprio quello di non accettare supinamente i diktat ministeriali o della Commissione europea, ma di portare avanti il proprio Piano di eradicazione con determinazione: questo è un esempio concreto di come si esercita l’autonomia.
    Quindi, l’affermazione di far risalire la eradicazione (di fatto) a febbraio 2019 non è confutabile.
    Ma le vorrei anche ricordare (i giornali ne parlarono per almeno tre giorni) che a novembre del 2019, l’allora Commissario Europeo per la Salute Andrukaitis (per mantenere fede all’impegno assunto con Pigliaru) venne in Sardegna, confortato dai report degli uffici della Commissione, per dare atto del grande lavoro fatto negli ultimi quattro anni per eradicare la PSA.
    E in quella occasione, Andrukaitis, dichiarò che, nella prima metà del 2020, si sarebbe potuto portare all’attenzione della Commissione, la revoca delle sanzioni per la gran parte delle produzioni suinicole regionali: chiedeva solo che si concludesse l’attività di repressione contro il pascolo brado illegale (si valutava la necessità di depopolare tra i 500 e 1000 maiali presentii nei Supramonti).
    Devo ricordarle che, invece, l’azione richiesta non venne portata avanti (imperava allora, a livello nazionale, il duo Salvini-Conte e, improvvisamente, Questori e Prefetti trovavano enormi difficoltà e problemi a garantire l’ordine pubblico durante le attività di depopolamento), alcuni Consiglieri regionali della maggioranza alla quale lei stesso faceva riferimento, oltre a farsi selfie con noti sostenitori dell’allevamento brado senza controlli, chiedevano a gran voce di “finirla con le mattanze che impoveriscono il patrimonio suino locale”.
    Il risultato? Il riconoscimento, almeno parziale, dell’eradicazione della PSA in Sardegna poteva essere raggiunto già nel 2020 e invece si è dovuto attendere il settembre del 2024.

  6. Ginick ha detto:
    28 Luglio 2025 alle 12:29

    Egr.Prof,
    Avvezxo alla pausa domenicale per di più estiva, solo stamane leggo l’ interessante pezzo di un contadino che a conferma del detto ” cervello fino” gratifica di interessanti considerazioni metodiche e tecniche che potrebbero essere utili ad una accozzaglia di personaggi che nel loro insieme dovrebbero formare una giunta regionale.,
    Superata psicologicamente senza grossi traumi la disdicevole e vergognosa delibera richiamata nella nota, a conferma di chi non sa e che cosa deve fare , vengo a completare lo scritto limitandomi a citare per sommi capi, fatti. relativi ai casi di Dermatite contagiosa bovina (LSD) comparsi nell’ isola. La malattia fa la prima apparizione nel sud- ovest dell” Europa negli anni 2016/2018.Applicando la vigente normativa Europea. vengono eliminati i focolai con l’abbattimento di tutti i capi presenti negli allevamenti infetti e sottoposti a profilassi vaccinale 1.800.000 bovini con un vaccino vivo attenuato . Nel 2019 la malattia viene dichiarata estinta in quella vasta area!!.
    Così si arriva al 21 giugno scorso. La malattia compare in Sardegna in un allevamento di Orani. Invece che applicare immediatamente il Regolamento di Polizia Veterinaria ci si domanda che fare . Abbattere tutti i capi presenti nel’ unica azienda infetta ed estinguere il focolaio? Giammai, le associazioni allevatori compatte dicono no, eliminare solo i capi con sintomi! Ed intanto compaiono altri focolai fino ad arrivare agli odierni 36 casi con 2500 capi presenti. Una quarantina deceduti e 400 abbattuti. Il 19 luglio si inizia a “sperimentare” il vaccino in.un allevamento campione Quando si avvierà la vaccinazione di massa dei 286000 bovini presenti nell’ isola non è dato sapere. In una TV regionale appare un servizio che getta nel panico gli allevatori. In pochi gg muoiono diversi capi ed altri sono in condizioni sanitarie pietose. In Regione si riuniscono politici e associazioni .Discutono sul da farsi. Concordano solo su una cosa: devono essere erogati giusti indennizzi agli allevatori colpiti dai danni di diverso tipo causati dalla malattia. Interviene il Tar Sardegna su richiesta di un allevatore, ed in 24 ore, prima dice che occorre sospendere l’abbattimento dei capi che nelle aziende infette non mostrano sintomi ,, poi dichiara l’esatto contrario!
    L’ allevatore ricorre al Consiglio di Stato che afferma che i capi “sani” non vanno abbattuti in quanto la vita degli animali è tutelata dalla Costituzione! La stampa accoglie il parere ,che riguarda solo il ricorrente, dichiarando che in TUTTI gli allevamenti infetti non si abbattono capi sani!! La Regione che in un primo momento si era dichiarata a favore del ” depauperamento” anche dei capi sani per imposizione di norme di legge europee, tergiversa e continua a parlare di equi indennizzi . Poi, venendo incontro alle associazioni di categoria garantisce futuri controlli severi sugli effetti della vaccinazione di massa che stenta a decollare!.
    Vediamo che succede fuori casa: in Lombardia viene segnalato un caso di LSD ,il 25 giugno a seguito di importazione di animali infetti dalla Sardegna. Immediati gli interventi concreti con l’abbattimento di tutti i capi.
    Il 28 giugno il focolaio viene dichiarato ESTINTO!!!!
    Sono da allora in atto i previsti controlli preventivi, ma la drammatica malattia dopo un mese può essere archiviata nell’ album dei ricordi!!
    In Francia si segnala il primo focolaio pochi giorni dopo il caso sardo! Sono interessate due regioni la Savoia e l’alta Savoia,zone di elevata presenza di bovini stanziali e, nella stagione estiva, di capi chi ivi si recano per l”alpeggio! I focolai procedono con lo stesso ritmo nistrano. Ad oggi, infatti sono 36 i focolai accertati. M i capi abbattuti sono oltre 1000, molto più del doppio del nostro numero!! Ma si è giunti all’apice dell’ efficienza nei giorni scorsi, quando, transitando il Tour de France da quelle parti ,fu deviato il percorso perché avrebbe intralciato le operazioni di abbattimento previste per il giorno!
    Ma senta, senta il fatto clamoroso: SONO GIÀ STATI SOTTOPOSTI A VACCiNAZIONE OLTRE
    130 MILA BOVINI!
    Altri ritmi!!!! Sarà il fresco delle montagne a stimolare l’azione ? Non, credo, ci sono tonnellate di formaggio ferme nei depositi e occorre far in fretta!
    Così gira il mondo ,egr . prof, ! Attendere gli sviluppi in terra sarda non Le nascondo che mi crea somma preoccupazione per le future sorti del processo imfettivo e della zootecnia isolana che sembra non aver appreso la lezione della PSA e della BT!!!
    Cordiali saluti
    .

  7. Mario Nieddu ha detto:
    28 Luglio 2025 alle 09:24

    Caro Mimmia,nonostante la simpatia che mi suscita il suo nome, che era anche quello di mio padre, mi vedo costretto a contraddirla riguardo alla sua ricostruzione della eradicazione della PSA.
    Se fosse vero quanto lei afferma, cioè che la PSA in Sardegna risultava eradicata fin dal febbraio 2019, come mai il Presidente Pigliaru e l’Assessore Arru, affermavano a febbraio 2022 che la nostra gestione aveva vanificato il loro lavoro dei cinque anni precedenti?
    E se fosse vero quanto lei afferma, come mai nel 2022 si verificarono due focolai, a Talana e Orgosolo, con positività in suini di due anni ed un focolaio nel selvatico con positività in un cinghiale di sei mesi? Vede, io ho sempre riconosciuto i meriti di chi mi ha preceduto, ma credo che il contributo dato, a vari livelli, alla definitiva eradicazione della PSA nel periodo 2019/2024 sia innegabile e meriterebbe pertanto il giusto riconoscimento.

  8. Astemiobosano ha detto:
    28 Luglio 2025 alle 07:33

    Un mio proffessore mi diceva sempre,
    “L’ESPERTO E’ ….. COME IL GATTO CASTRATO…. SA COME SI FA, MA NON HA MAI FATTO!”. In questo circo politico attuale è rappresentato uno zoo completo di ESPERTI!

  9. Mike ha detto:
    27 Luglio 2025 alle 16:56

    Complimenti Signor Mimmia, la sua è una analisi perfetta di quello che sta succedendo a proposito della dermatite nodulare bovina. L’illustrissimo dottor Alberto Laddomada, qualche giorno fa’, ha illustrato quale dovrebbe essere l’approccio pragmatico per combattere questa malattia (vaccinazione a tappeto, disinfestazione, prevenzione e monitoraggio continuo) più o meno com’è stato per la PSA. Attenzione però, il dottor Laddomada ha avuto al suo fianco una classe politica con le palle super-quadrate che puntava alla soluzione del problema senza emissione di fuffa verbosa logorroica. Questa giunta, al netto della logorrea, che caspita sta facendo se non far scappare i buoi e dopo, solo dopo, chiudere la stalla? Ma quanti cacchio di tavoli hanno aperto senza fare una beata cippa? Che pena! Ad maiora.

  10. Antonio ha detto:
    27 Luglio 2025 alle 11:30

    signor Mimmia coldiretti che dice

  11. Giovanni ha detto:
    27 Luglio 2025 alle 09:09

    La questione di fondo è che, in questa Giunta, i 5 stelle faticano ad arrivare a vedere fino alla punta del naso, questo caso ne è un esempio, e quindi si va avanti con sempre con le soluzioni più semplici, spesso suggerite dai dirigenti apicali. Avevano infatti la necessità di levarsi di torno un dirigente scomodo dall’Assessorato del Lavoro e, prima soluzione semplice, fanno una riorganizzazione fasulla e revocano tutti gli incarichi dirigenziali. Il dirigente scomodo rimane senza incarico ma siccome per legge continua a percepire l’indennità di posizione, per evitare che in via Angius qualcuno avesse da dire, ecco la seconda soluzione semplice: gli si affida un’unità di progetto apparentemente inutile, quella per l’eradicazione della peste suina africana, già eradicata da 5 anni.
    Ma nessuno pensa che in Sardegna le epidemie degli animali si alternano periodicamente e adesso, quella che era un’unità operativa apparentemente inutile, diventa improvvisamente potenzialmente strategica per combattere la dermatite bovina. Si accettano scommesse sull’immediata adozione della terza soluzione semplice.

Comments are closed.

Buon anno da Sardegna e Libertà

A Natale aggiungi un posto a tavola

Cagliari, 27-30 aprile 2025

Racconta una storia sarda

Racconta una storia sarda

Vent’anni di Sardegna e Libertà, Nuoro, 21 luglio, ore 18:30

Racconta una storia sarda

Ultimi commenti

  • Ginick su Psicologia sanitaria della Giunta Todde
  • Mm su Psicologia sanitaria della Giunta Todde
  • Vinicio su America’s Cup: è un altro casino
  • Antonio su Zalone e la stizza
  • Giuseppe+Aresu su Zalone e la stizza
  • Victoria su America’s Cup: è un altro casino
  • Mike su America’s Cup: è un altro casino
  • Antonio su America’s Cup: è un altro casino
  • Victoria su America’s Cup: è un altro casino
  • Mm su America’s Cup: è un altro casino
  • Mm su Sentenza Sensi: sanità sarda nel caos
  • Antonio su America’s Cup: è un altro casino
  • Mauro su America’s Cup: è un altro casino
  • Vinicio su America’s Cup: è un altro casino
  • Alessandro su America’s Cup: è un altro casino

Nuove province per nuovi disoccupati eccellenti

Nuove province per nuovi disoccupati

Sardegna e Libertà si ispira culturalmente ai valori di libertà, giustizia, sostenibilità, solidarietà e non violenza, così come essi sono maturati nella migliore tradizione politica europea.

Sardegna e Libertà – Quotidiano indipendente di informazione online

Registrato il 7 novembre 2011 presso il Tribunale di Cagliari. Num. R.G. 2320/2011 – Num. Reg Stampa 8
Direttore responsabile Paolo Maninchedda

Copyright © 2022 || Sardegna e Libertà ||

Powered by PressBook Blog WordPress theme

AUTORIZZAZIONE ALL'USO DEI COOKIE. La legislazione europea in materia di privacy e protezione dei dati personali richiede il tuo consenso per l'uso dei cookie. Acconsenti? Per ulteriori informazioni visualizza la Cookie Policy.