Regione: L’importanza di chiamarsi Silvia

Data la tendenza certificata in legge a definire a piacere i livelli di competenza, per il Presidente Solinas e la sua Giunta, sono più che sufficienti tre requisiti che la Dott.ssa Cocco certamente possiede:
– ha il titolo di avvocato;
– si chiama Silvia (vedi…)

Staff del Presidente Solinas: 60 persone. Un emiro!

Innanzi tutto il vecchio Ufficio di Gabinetto del Presidente si
fa in cinque (vecchio miracolo della moltiplicazione dei posti). Adesso avremo:
Ufficio di supporto alle funzioni generali della Presidenza della Regione: 10 unità;
Segreteria del Presidente della Regione: 6 unità;
Ufficio di staff tecnico: 34 unità; Comitato di legislazione: 5 unità;
Ufficio del cerimoniale: 5 unità.
Totale: 60 unità […]

Direttori generali a mezzo servizio: nasce il supremo mandarino sardo

Ma il Presidente Solinas, memore delle vasellinanti congiure democristiane e comuniste (e come dargli torto?) si tiene le braghe del potere con le bretelle, ma vuole anche la cintura.
E allora, ecco la soluzione: è scritta nell’articolo 3 della proposta di legge.
Si istituisce il ruolo di Segretario generale della Regione, cioè il super super direttore.
Il sogno di tutti i Presidenti: il dirigente che tutto conosce e tutto muove e solo a lui risponde. Il Presidente sdegnosamente regna, il Segretario governa, assessori e direttori generali obbediscono. […]

Le leggi vanno, le date non tornano

La relazione di analisi tecnica normativa, che doveva essere allegata alla delibera del 3 ottobre, risulta firmata (con la penna biro, invece che con la regolare firma digitale) dalla Direttrice della Presidenza, che però, giusto per la cronaca, è diventata titolare di quella funzione, per decreto del suo Presidente, solo dopo il 25 ottobre […]

Un Consiglio Regionale e un Presidente del Consiglio Regionale, presenti a se stessi e consci della dignità del ruolo, avrebbero chiamato il Presidente Solinas a giustificarsi in Aula e, forse, avrebbero votato una mozione di sfiducia per aver mentito, a riguardo del Consiglio regionale, in un pubblico documento. Invece, qui tutto passa così, senza rumore per difetto di coraggio e eccesso di negoziato (per cosa, poi?) […]

Mai così in basso

Oggi poche parole, perché ci sono giorni di dolore nelle quali usarle è blasfemo. Noi abbiamo tanti motivi per soffrire (e stiamo pensando seriamente su uno, sulla giustizia ingiusta, di mettere seriamente in gioco la vita stessa), ma se n’è aggiunto un altro: la miseria morale diffusa. Mettiamo in fila le cose recenti. Abbiamo una Giunta (e un fiancheggiante organo di informazione prossimo al crack – ma in attesa di agognati finanziamenti pubblici – per intossicazione (…)

A che titolo il DG entra negli uffici della Regione? Mistero. A che titolo governa o sovraintende, per esempio, alle allerte meteo? Insomma, come lavora il DG, come uno stagista? Ma non è possibile neanche questo, perché gli stagisti sono tutelati da un contratto, seppur minimo. Siamo dunque pienamente all’interno del Nuovo Diritto Sardo-Pantagruelico, siamo dentro il Codice dei Cavalieri della Tavola Imbandita, ovvero nel perimetro della Obbedienza Gaelica Occidentale dell’Ordine Misto della Forchetta. Ma sempre senza contratto.

Continuare nella lettura del Disegno di Legge sulle poltrone riserva nuove sorprese (alcune veramente clamorose), che fanno sorgere un sospetto, del quale diremo più avanti. Ma avvertiamo i lettori: arrivate fino in fondo, cioè al punto in cui scompare il sorriso e compare il pianto, perché la commedia si volge in tragedia. Non riusciamo a riassumere in poche righe la ricchezza di invenzioni, resurrezioni di norme abrogate e di stipendi nascosti di cui questa proposta è ricca. Dovete leggere e, se vi è possibile, non ridere […]

Alcuni enti vengono nominati nei titoli della legge ma poi non hanno un articolo dedicato. Non esistono. Non ci sono. Non si trovano. Allora bisogna essere onesti: se per fare le leggi e per capirle si deve ricorrere agli oppiacei, lo si deve dire con onestà. Se lo spazio, il tempo, la logica sono stati aboliti dalla Giunta e per capirsi bisogna farsi di qualcosa, si deve indicare ai cittadini di che cosa. E che diamine: siamo tutti uguali di fronte al piacere […]

La Giunta regionale in carica, che ha già consumato quasi un anno della sua vita (ars longa, vita brevis…), gode di prerogative, immunità e impunità sconosciute ai governi regionali precedenti. Ne forniamo l’elenco con formule di rapido apprendimento […]

Lo avevamo già spiegato a chi istituzionalmente dovrebbe fare l’opposizione: la segretazione a tempo delle delibere ha un preciso intento comunicativo: rendere egemonica la Giunta sulla comunicazione dei giorni immediatamente successivi all’assunzione delle delibere. A distanza di dieci giorni, la notizia non è più di primo piano, il vino nuovo è ben diluito nel vecchio e recuperare l’attenzione dell’opinione pubblica è faticoso.