Cappellacci ha paura: decreto fregatutti
Al voto il 16 febbraio

29 dicembre 2013 00:022 commentiViews: 476

images“Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha firmato il decreto per l’indizione dei comizi elettorali. I cittadini sardi voteranno per il rinnovo del Consiglio regionale e l’elezione del presidente della Giunta il 16 Febbraio 2014”.

Questo il testo del comunicato stampa inviato alle redazioni e che rivoluziona i calcoli e, soprattutto, i tempi organizzativi di tutte le forze politiche. Il governatore ha fatto pretattica visto che in un primo momento aveva annunciato di voler indire le elezioni nell’ultima domenica utile, ossia il 2 marzo.

Appare evidente il tentativo di sfruttare al massimo il fatto che gli avversari, Pd in testa, non abbiano ancora preso una decisione sulle alleanze e sui nomi.

Ci sono venti seggi in meno da assegnare rispetto alla legislatura che si sta per concludere (da 80 si scende a 60). Nuova è la legge elettorale. E’ stato cancellato il “listino” legato alla sorte del candidato presidente che, invece, si deve presentare da solo a livello regionale e deve apparentarsi con una o più coalizioni in lizza nelle otto circoscrizioni, equivalenti ai territori delle vecchie province.

Per entrare nel nuovo Consiglio regionale una coalizione deve ottenere almeno il 10% dei consensi. La soglia di sbarramento è, invece, del 5% per i partiti che corrono da soli.

Per garantire la governabilità è previsto un premio di maggioranza: il 60% dei seggi se, chi vince, supera il 40% dei consensi; il 55% se ottiene tra il 25 e il 40% dei voti. Un successo sotto il 25% (o sopra il 60%), invece, impone la semplice ripartizione proporzionale e nessun posto in più con conseguenze immaginabili (nel caso si sia sotto il 25%) sulla capacità di guidare la Sardegna.

Per quanto riguarda i termini di presentazione delle candidature, occorre attendere la pubblicazione del decreto sul Buras. In ogni caso i tempi sono ristrettissimi.

Tags:

2 Commenti

  • In abbinata con questa notizia ho letto il volume che ha pubblicato la Regione Sardegna con la sua società in House SardegnaIT, “Detto Fatto”.
    E’ un manifesto elettorale, non è un rendiconto.
    Credo che ogni pagina di quell’opuscolo possa essere smontata andando a ricercare le delibere con le quali sono state messe in cantiere opere che oggi il Governatore attesta al suo operato e che invece risalgono a giunte precedenti.

    Non discuto sulla “legalità” del volume, ma sulla opportunità.
    Un Ente come la Regione dovrebbe pubblicare informazioni suffragate da numeri.
    Un candidato può scrivere ciò che vuole ma a spese proprie.

    Non c’e’ comunque limite allo squallore.

    Ps: a leggere quel libro sembra che in questa regione ci sia un livello di benessere simile a quello dell’Alto Adige.

    Ps2: ci siamo per il nostro piccolo lavoro a tuo sostegno.

    Buon anno a tutti i lettori di questo spazio democratico.
    Pietro

  • Edmondo Costa

    Bello scherzo!

Invia un commento