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Assessorato dell’Agricoltura: siamo alle comiche

Il capo di gabinetto scrive Ieri si è insediato il nuovo Capo di Gabinetto dell’Assessorato dell’Agricoltura, Efisio Arbau.
Fresco di nomina, ha provveduto a inviare a tutti i dipendenti dell’assessorato e ai direttori di servizio questa lettera:
In attesa di conoscerci personalmente, anche per discutere del progetto politico-amministrativo presentato dal Presidente Christian Solinas nella seduta del 8 maggio 2019 in Consiglio regionale e nello specific0 quello attinente al nostro Assessorato, con la presente comunico che per qualsiasi evenienza sono a Vostra disposizione e che il mio recapito telefonico mobile è il seguente (…) Vi prego, intanto, nel caso che qualche cittadino chieda informazioni su questioni attinenti l’indirizzo politico, anche apparentemente di tip0 generico, di non esitare a metterlo in contatto con il sottoscritto ed a fornire l’indicato mio recapito mobile.
Cordiali saluti.
Avv. Efisio Arbau
Qui trovate l’originale.
Commentiamo.
In fin dei conti, per tutta la prima parte della lettera, Arbau si presenta ai dipendenti e dichiara di mettersi a disposizione.
Niente di eccezionale.
Nella seconda parte (quella che inizia con Vi prego) il testo diventa più criptico, perché immagina cittadini che si mettono in fila o che telefonino per avere chiarimenti su questioni attinenti l’indirizzo politico anche in forma generica.
Che cosa significhi tutto questo è difficile dirlo, perché in genere i cittadini vanno in assessorato o telefonano per i propri diritti o per informazioni sulle pratiche o per inadempienze amministrative; difficilmente chiamano i Servizi per chiarimenti sull’indirizzo politico e comunque i Servizi non si occupano dell’indirizzo politico. Ma il dato più rilevante è che Arbau non dice di essere il dominus dell’indirizzo politico, ma chiede ai dipendenti di essere punto di riferimento per le ‘questioni di indirizzo politico’ (sebbene declinate nella forma criptica descritta).
L’Assessora risponde A stretto giro di posta, risponde l’Assessora Murgia.
Dico due cose in premessa, prima di trascrivere la lettera.
Qualcuno avrebbe dovuto spiegarle che un assessore scrive al suo Capo di Gabinetto rare volte e in genere per questioni amministrative che richiedono una filiera, come dire, gerarchica, oppure perché hanno deciso di lasciare traccia del loro operato attraverso il protocollo del Gabinetto.
Ma quando deve dissentirne, l’Assessore chiama il Capo di Gabinetto e gli parla. Dinanzi a un errore del Capo di Gabinetto, l’Assessore può richiamarlo e chiedergli una correzione, può rimproverarlo e avvertirlo che non tollererà altri passi falsi, può chiedergli le dimissioni o revocare direttamente la sua nomina. Ma che un assessore scriva al Direttore Generale, ai Direttori di Servizio e ai dipendenti per dissentire dal suo Capo di Gabinetto ha del comico. Potrebbe vedersi rispondere: “E chi se ne importa!”.
L’Assessora la mette giù dura La lettera con cui l’Assessora dissente è questa:
Avuto riguardo alla suindicata nota del Capo di Gabinetto, Avv. Efisio Arbau, precis0 quanto segue.

Ovviamente, il contenuto della stessa nota deve essere interpretato alla luce della disciplina complessiva che regola l’assetto e le funzioni del nostro Assessorato.
Conseguentemente, i rapporti concernenti il personale devono necessariamente rispettare le prerogative, oltre che dell’Assessore, anche del Direttore Generale e dei Direttori dei diversi Servizi, secondo quanto prevedono, in particolare, la L.R. n. 31/1998, e la restante disciplina giuridica di riferimento.
In secondo luogo, i rapporti politici e l’indirizzo politico concernente il nostro Assessorato, anche per quanto riguarda il programma della Giunta, illustrate recentemente dal Presidente della Regione al Consiglio Regionale, fanno cap0 direttamente ed esclusivamente all’Assessore, che naturalmente si avvarrà della cooperazione di tutti i suoi diretti collaboratori, nonché del personale dell’Assessorato.
Invito pertanto tutti i destinatari della presente ad informare la propria azione ed ogni iniziativa alle precisazioni e indicazioni risultanti da questa nota.
Qui trovate l’originale.
Commentiamo.
L’Assessore scrive ai dipendenti e ad Arbau per comunicare che ciò che Arbau ha scritto deve essere interpretato ai sensi della legge vigente, cioè della legge 31/1998 e successive modifiche.
In latino si dice: excusatio non petita, accusatio manifesta. Se l’assessore richiama la legge 31/1998, cui Arbau non ha dichiarato di voler derogare, significa che ha ritenuto l’iniziativa del suo Capo di Gabinetto quantomeno sospettabile rispetto al dettato della legge. Ma se così fosse, non basta certo, dopo che si scrive, per evitare una violazione di legge, richiamare la legge. Scrivere è sempre un po’ morire, perciò per scrivere bisogna saper vivere. Lo insegniamo nelle scuole e nelle università, ma si fa fatica a impararlo.
Dopo di che l’assessora afferma a chiare lettere: “l’indirizzo politico sono io”. Giusto. Ma chi lo ha messo in dubbio? Il Capo di Gabinetto? Ma davvero? E dunque siamo a uno scontro formale sul modo di intendere il potere? E si usa, per litigare su aspetti così importanti, la carta e la penna e ci si bisticcia in pubblico per stabilire definitivamente chi dorma sopra e chi sotto nel letto a castello? Auguri! Un ottimo inizio.