Uno dei tanti

Ogni giorno da anni, alla stessa edicola, il solito quotidiano. Sobrio e gentile di modi, calmo, arrivava sempre 10 minuti prima dell’ora. Quaranta stagioni in un ufficio, ad occuparsi da sempre delle stesse materie. Puntuale, presente, diligente. Amico di molti, quasi tutti, senza contrasti e senza coinvolgimenti. La settimana passava così.

Aveva conosciuto la famiglia. La donna che non sopportava la noia, che soffocava nella monotonia, aveva cercato e trovato una sua strada. Al figlio, a cui non aveva dato mai troppo tempo, non aveva, comunque, negato nulla. Una vicinanza tiepida, un affetto in assegno. Eppure era fiero, della laurea e specializzazione all’estero. E aveva sorriso quando amore e lavoro l’avevano fermato a Londra. Un impiego in sterline, buono.

Così si era trovato con se stesso. Ormai, da alcuni anni pensionato. Quattro chiacchiere con l’edicolante, la cassiera del market, l’impiegata delle poste. Un’utilitaria datata e nuovissima. Mantenuta come un gioiello, in un parcheggio privato. Una vettura che non mangiava chilometri da tempo. Usciva poco in città, la mattina in genere. Lui preferiva camminare. Preferiva il bus.

Un cinema, insieme ad un amico, poche volte. Vita ordinata, solitaria. Era uomo dei giorni feriali. Nelle feste nessuno lo conosceva. Il cellulare non suonava. Non navigava sulla rete. Niente sindacato nel lavoro, niente politica nel quartiere. Chi era stato nella sua casa, l’aveva descritta come essenziale, precisa e pulita. Ogni cosa al suo posto, in una abitudinaria solitudine.

Quando, un lunedì mattina, non passò a ritirare il giornale, neppure a comprare il pane e non scambiò le solite comuni parole con la cassiera del market, nessuno ci fece caso. L’anonimato che aveva trovato, educato e timoroso, lo aveva nascosto anche quel giorno.

Poi, la macabra scoperta, guidata dall’odore nauseabondo che usciva dalla finestra socchiusa del piano terra. Una telefonata. Carabinieri e vigili del fuoco.

Un’ambulanza, il medico legale. Una domanda al vicino, in cerca del parente più prossimo. “A Londra. Ha un figlio.”

E senza disturbare, nella sua solitudine quotidiana, aveva lasciato in terra, tutto ordinato, la casa senza niente fuori posto, e le lacrime asciutte di chi l’aveva appena percepito e mai conosciuto. Era un uomo qualunque. Uno dei tanti che lavorano e vivono in silenzio. E, in silenzio, muoiono.