Un successo sardista sulla scuola: la Corte Costituzionale ci dà ragione. La competenza sugli organici è della Regione

8 luglio 2010 12:5416 commentiViews: 12

201Molti ricorderanno – almeno così spero – la nostra battaglia per inserire nel cosiddetto Collegato (L.R. 3 del 2009) i commi 3 e 4 dell’art.9 sulla scuola.
Il comma 3 era quello al riutilizzo dei precari. Ecco il testo: “3. La Giunta regionale, al fine di favorire l’utilizzo del personale precario della scuola secondo l’ordine delle relative graduatorie, predispone, per l’anno 2009-2010, un programma di interventi volto a sostenere l’estensione del tempo scuola nelle scuole dell’infanzia fino a cinquanta ore settimanali e l’attivazione, nelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, di moduli didattico-integrativi. Il programma è approvato in via preliminare dalla Giunta regionale entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e inviato alla Commissione consiliare competente che esprime il proprio parere entro quindici giorni, decorsi i quali se ne prescinde. Entro ulteriori dieci giorni la Giunta regionale lo approva in via definitiva. Alla relativa spesa si fa fronte con le disponibilità sussistenti nelle UPB S02.01.001 e S02.01.006. La Giunta regionale provvede alle variazioni compensative nell’ambito delle medesime UPB a’ termini della legge regionale n. 11 del 2006“.
Il Presidente del Consiglio aveva obiettato la costituzionalità eccependo, tra l’altro, la violazione del principio di leale collaborazione. La Corte Costituzionale con la sentenza 235 del 2010 ha respinto il ricorso, ha dichiarato la costituzionalità della norma ed ha dichiarato che l’utilizzo del personale precario “non può materialmente avvenire senza l’intesa con l’Ufficio scolastico regionale”.
Prima vittoria, dunque: i precari possono essere utilizzati secondo un piano concordato tra Regione e Ufficio scolastico regionale.
Ma il risultato più importante è relativo al comma 4. Ricordo il testo:
4. Nelle more di una riforma organica della normativa regionale in materia di istruzione, la Giunta regionale, nell’ambito delle dotazioni organiche complessive definite in base alle vigenti disposizioni e tenuto conto delle condizioni di disagio legate a specifiche situazioni locali, definisce le modalità e i criteri per la distribuzione delle risorse di personale tra le istituzioni scolastiche. Nel rispetto dei criteri e delle modalità definiti dalla Giunta regionale, la Direzione generale dell’Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, provvede alla distribuzione delle risorse di personale tra le istituzioni scolastiche.
Il Presidente del Consiglio aveva contestato l’incostituzionalità della norma, eccependo principalmente il fatto che si tratterebbe di materia esclusiva dello Stato. E qui vien il bello. Dice la Corte Costituzionale, dichiarando la costituzionalità della norma: “Questa Corte ha già chiarito che il compito della distribuzione del personale docente tra le istituzioni scolastiche autonome spetta alle Regioni (sentenza n. 13 del 2004). Essa ha più volte ribadito la necessità dell’intervento del legislatore regionale per la disciplina di “situazioni legate a valutazioni coinvolgenti specifiche realtà territoriali delle Regioni, anche sotto il profilo socio-economico”. Ha così riconosciuto all’ambito di pertinenza regionale sia il settore della programmazione scolastica regionale, sia quello al dimensionamento della rete delle istituzioni scolastiche, al quale è intimamente collegata la ripartizione delle correlative risorse di personale (sentenza 200 del 2009)”.
È una vittoria importantissima, che cade proprio mentre, in violazione della legge regionale 3 del 2009, comma 4 dell’art.9, appunto, l’Ufficio Scolastico regionale sta provvedendo in solitudine, al posto della Regione, al dimensionamento della rete e all’attribuzione degli organici. Ora sappiamo che tutta questa attività deve assolutamente essere svolta dalla regione, per cui il percorso intrapreso va completamente riformulato e riavviato, pena la sua totale illegittimità.

16 Commenti

  • Salvatore C.

    @Augusto, eri stato chiarissimo ed avevo capito benissimo, ma evidentemente non sono riuscito a rendere il mio tono ironico!
    @Nino, sono assolutamente d’accordo, ma non solo per la corte, ma per tutto l’apparato di cui ci si dovrebbe dotare.
    Ma come si dice, mettiamoci i problemi uno alla volta man mano che si presentano: prima di tutto la mozione sull’indipendenza e la sua discussione in aula, poi vediamo.
    Ma sempre FORZA PARIS

  • Dura lex, sed lex! E’ lo Stato di diritto.
    La Corte Costituzionale quando si pronuncia fa sempre esclamare: te lo avevo detto? E non può essere altrimenti.Due sentenze nell’arco di pochi giorni che medesimi soggetti valutano in modo diametralmente opposto.Quale è la Corte buona? Terreno scivoloso!
    La Sardegna indipendente di che tipo di Corte si doterebbe?

  • @Salvatore; chiedo scusa: la necessità di sintesi dei blog spesso penalizza la chiarezza dell’esposizione e non tutti possono capire al volo; intendevo ricordare che nella passata (XIII) Legislatura regionale sono state prodotte molte norme (leggi regionali e atti ammnistrativi come le D.G.R., ad esempio) che (da sole o in effetto combinato) hanno prodotto l’effetto pratico di aggirare l’art.97 Cost. E ciò non è certo stato causato da distrazioni della Corte (?!!), che notoriamente non si attiva motu proprio, ma casomai (evidentemente…) di chi doveva adirla o di chi, al sindacato o all’opposizione, o non ha capito o ha fatto finta di niente… E che ciò ha evidentemente ingenerato in taluni la convinzione che quel disposto Cost.le fosse stato ormai tacitamente abrogato o non facesse più parte della cd. “Costituzione materiale” o “vigente” che dir si voglia. Ora credo di esser stato più chiaro.

  • Augusto, molto interessante il tuo approccio: ti esprimi sul comportamento talvolta distratto della Corte, ma in realtà fai notare che NELLA PASSATA LEGISLATURA MOLTE NORME AGGIRAVANO QUESTA REGOLA DI BUONA AMMINISTRAZIONE, il che autorizza chi legge a mettere insieme le due cose, e cioè che nell’esaminare le norme emanate DALLA passata legislatura la Corte si è distratta MOLTE volte.
    Che ci fosse sintonia di vedute?
    Ma l’Alta Corte non fa politica, si limita ad applicare la giustizia!

  • Io invece ho notato anche l’altro pronunciamento della Corte Costituzionale: quello che cassa il sistema di stabilizzazione dei precari della PA regionale introdotto con la LR 3/2009; e devo dire francamente che mi avrebbe stupito l’eventuale pronunciamento contrario; per l’ennesima volta la Corte ha dovuto ricordare che l’art.97 della Costituzione (lo so, è quella italiana, ma a me piacerebbe che una norma simile venisse replicata anche nel futuro Statuto Sardo)prevede che l’accesso ai posti di lavoro nella PA avvenga di norma per pubblico concorso.
    Sed lex, dura lex; niente contro i precari (anche se tutti sanno bene che non si diventa precari per selezione o estrazione a sorte…), ma quei posti di lavoro vanno messi a concorso.
    E’ un vero peccato che siano sfuggite al controllo di legittimità costituzionale molte norme della passata legislatura che aggiravano questa regola di buona amministrazione, che pone anche un limite di decenza ai politicanti di turno; ma sbagliare è umano, perseverare…

  • Quale notizia bomba? Va tutto bene…..come quando si rovescia un grosso sasso da terra e saltano fuori matasse di animaletti brulicanti.
    IL mercato energetico in italia vale 250 miliardi di Euro di fatturato Nel 2008 e 2009 se ne sono investiti 36 e ci lavorano 2,5 milioni di addetti (filiere comprese).
    Alzi la mano chi, in questi ultimi 4 anni, in Sardegna non ci ha fatto un pensierino a livello politico, di business e di controllo del territorio. Gli appetiti non mancano, il sole ed il vento abbondano ed i terreni anche.
    PS: la manina devono sollevarla anche i consiglieri regionali, compresi i desaparecidos del voto di maggio scorso.

  • Da sardista penso che la notizia bomba sia quella pubblicata sopra.
    Se qualcuno non la pensa così, in giro per la rete troverà sicuramente siti e blog che, non staranno certamente perdendo tempo, a parlare della competenza sugli organici della scuola, e che potranno soddisfare tutte le esigenze sancite dalla costituzione italiana, sul diritto dei cittadini ad essere informati.

    Meno male che la redazione è Sardista come me!!!!!!!!

  • Nan ki a pustis de su carvone, bi siat sa brasia e poi sa kisina. Giulio, ma ti keres brujare? Si non keres proare su calore non t’acurzies a su fogu, mi ki però su frittu est pejus.

  • Bene per la scuola, ma la notizia bomba di ieri era un’altra e la redazione pare non essersene accorta. Camminiamo sui carboni ardenti?

  • Gianni Sanna

    Non ho ancora visto la notiza sul sito della Regione! Ma è mai possibile che non ci sia tempestività neanche sulle cose che vanno promosse come conquiste o se volete vittorie di chi ha prodotto la legge?(certamente su proposta dei sardisti). È firmata Cappellacci, l’ha votata il Consiglio Regionale. Forza signori, un sussulto di orgoglio, comunichiamola alla gente… e soprattutto, facciamola funzionare da subito (comunicando la relativa applicazione).

  • il fatto che l’applicazione di quanto ottenuto non sarà così automatica come l’entusiamo e l’ottimisno potrebbe portarci a credere, non deve però sminiure l’importanza di quello che è successo: lo stato per l’ennesima volta ha voluto mortificare la Sardegna, e l’Alta Corte gli ha dato torto.
    Bravo Paolo e Forza Paris

  • Cristian Ribichesu

    Legge e sentenza sono un risultato importante, ma nel frattempo, appunto, la realtà è che nel 2009/2010 si sono perse migliaia di ore di lezione nelle scuole medie per la mancanza di ore a disposizione dei docenti, avendo ricondotto le cattedre a 18 ore, senza prevedere l’importanza, proprio, di quelle ore a disposizione che, ad esempio, avevano i docenti di lettere; si è lavorato non al meglio con classi sempre più numerose, senza la possibilità di interventi individualizzati, e con incongruenze quali quelle dell’ora di Costituzione e cittadinanza, che in un monte di sole 33 ore annuali, sulla carta, chiede lo svolgimento di un programma importante in un tempo esiguo; si sono tagliati numerosi lavoratori vincitori di concorso nazionale e scuole di specializzazione, corsi-concorsi nazionali, spesso interrompendo la continuità didattica nelle classi che prendevano questi docenti, che da anni sono in un percorso che per legge deve tendere, appunto nelle graduatorie ad esaurimento, verso la stabilizzazione, e con un continuo miglioramento verso l’avvicinamento al ruolo, e non il contrario come avvenuto quest’anno; non si sono tutelati i lavoratori tagliati, che,ripeto, per legge, in altri ambiti del pubblico, dopo aver vinto un concorso nazionale, e dopo tre anni di lavoro a tempo detrminato, sarebbero stati inseriti in ruolo, e per questo l’Europa ha richiamato l’Italia, e con i progetti regionali molti hanno avuto la possibilita’di lavorare nelle scuole solo da febbraio, e spesso per poche centinaia di euro. Inoltre, ora per il 2010/2011 si sono perse molte classi e, dopo anni di stabilizzazione, molti docenti non piu’ giovanissimi dovranno ripercorrere anche 100 chilometri al giorno per recarsi ogni mattina al lavoro.
    La legge e la sentenza possono essere un risultato importante, ma devono servire per riformulare tutto, richiedendo un numero massimo di alunni per classe inferiore a quello attuale, restituendo le ore essenziali, nelle medie, per impedire che si perdano centinaia di ore di lezione e per permettere di seguire in modo individualizzato gli alunni con particolari esigenze, e tutelando veramente i docenti precari delle graduatorie ad esaurimento, e non con progettini da poche centinaia di euro e da febbraio, ma con contratti normali, con orario completo e per un tempo che copra interamente l’annoscolastico, consentendo il normale svolgimento dell’attivita’ didattica fin da settembre.

  • Piero Atzori

    Bene, si tratta di una vittoria che va fatta pesare, l’Ufficio scolastico regionale non può in Sardegna agire semplicemente alle dipendenze del Ministero. E’ una questione di sovranità, o, se si vuole, di competenza.
    Occorre però rendersi conto che la Regione non può agire semplicemente in veste sindacale, in difesa dei posti di lavoro. La rete scolastica va davvero tutta ridisegnata e non per salvare scuolette di paeselli, o scuole decotte, ma per dare ai nostri figli una scuola di qualità, anche, se necessario, trasferendoli quotidianamente al paese limitrofo. I bambini devono avere molti stimoli, non basta una pur brava maestra, occorre un contesto adeguato. Le scuole superiori devono poi curare maggiormente le eccellenze, non ridursi a rincorrere la mediocrità e l’abbandono scolastico.
    Per agire a occhi aperti la Regione dovrebbe disporre di valutazioni oggettive della qualità delle scuole, facendo tacere le campane dell’autoreferenzialità e della propaganda sui quotidiani.

    Occorre portare la storia della Sardegna e la lingua sarda a scuola, senza indugi.

    Questa vittoria sul centralismo se rimane l’unica rischia di diventare una vittoria di Pirro.

  • Ke ud’ora! Como comintzan a torrare sos contos. De custu ti nd’an a torrare grassias non solu sos precarios, ma tottu sos sardos ki tenen fizos in s’iscola. Paule tue ses unu grandu patriota. E como s’iscola sarda.
    Salude e libertade

  • Bene bravi bis.
    Ora ditelo al dott. Tocco, il quale è fermamente convinto che la riforma delle superiori del ministro dell’Istruzione (fu Pubblica) Gelmini sia la leva del cambiamento, parole dette al congresso regionale della FLC-CGIL.
    In quell’occasione ha scordato di dire quale sarebbe stato il cambiamento e come sarebbe stato intrapreso, ma non ci vuole molta fantasia, la parte finale del post di cui sopra rende l’idea anche ai non addetti ai lavori…
    Sarebbe interessante sapere chi ha voluto un burocrate cosi ossequioso al comando dell’USR e perché. Io so l’una e l’altra risposta ma invito i dormienti a trovarla da sè.
    Spero che il PSd’AZ continui a percorrere questa e ben altre strade e dispieghi tutti i mezzi che il ruolo e la posizione in Consiglio e/o in Giunta gli permettono di utilizzare per difendere i fruitori e i lavoratori della scuola sarda.

  • Mi chiedo se con una giunta debole come quella attuale sia portato avanti quanto da Lei auspicato. Se l’Ufficio regionale provvede in solitudine evidentemente l’attuale governo regionale è incredibilmente assente e latitante

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