Troppe buone notizie in un giorno: Sassari-Olbia, Ottana e Bidighinzu

Primo-piano-di-Feldman-1000x600di Paolo Maninchedda
In primo luogo la Sassari-Olbia. Non è ben chiaro quanta fatica c’è dietro, ma è stata aperta e verrà completata. Adesso abbiamo nel mirino l’impresa del lotto 9, la solita impresa emiliana cooperativistica e santa, ma fino ad oggi inefficiente. Quel lotto deve essere finito entro l’anno. Ieri è stata anche l’occasione per ricordare all’ ANAS l’apertura dei cantieri sulla SS 125: ormai manca solo un atto per un lotto e tutte le procedure pre-cantiere sono concluse.
Seconda buona notizia (su cui hanno lavorato duramente la presidenza della Regione, il sottosegretario Lotti, Terna): l’Autorità per l’Energia è intervenuta a correggere le distorsioni di mercato della Sardegna, cioè l’aumento dei valori di dispacciamento, e ha approvato quasi interamente la proposta di Terna per un regime particolare di acquisto dell’energia elettrica che di fatto consente di muovere un ulteriore passo verso il riavvio delle attività industriali di Ottana.
Ieri è stato completato, a tempo di record, lo svuotamento della prima vasca del Bidighinzu. I lavori procedono alacremente e a Sassari la grande crisi dell’acqua annunciata non c’è stata. Ho le foto alle diverse ore del giorno dei punti di erogazione di Abbanoa: manco una fila. Utenti sporadici. Che significa? Che la gente che ha visto la propria città abbandonata per anni e oggi trasformata in un cantiere idrico, ha capito e ha saputo gestire il disagio del razionamento. Se si collabora, si vince.
Ora leggete i giornali e valutate il sentimento che si prova dopo aver letto queste notizie (quella di Ottana riportata solo dalla Nuova in pagina dell’Economia e solo grazie a una dichiarazione dell’on. Francesco Sanna, che è uno dei pochi che capisce di Energia) a semplicemente scorrere i titoli sul rimpasto.
A nessuno importa un bel nulla di chi entra e di chi esce dalla Giunta.
Ieri la gente presente sulla Sassari-Olbia faceva domande su cose, non su persone.
Sarò anche sempre più pessimista, ma penso che solo il narcisismo degli uomini politici possa determinare lo strabismo che induce a ritenere il popolo interessato alla persona di chi governa e non all’azione di chi governa.

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  • Lavoratori Ottana Polimeri. says:

    “regime particolare di acquisto dell’energia elettrica che di fatto consente di muovere un ulteriore passo verso il riavvio delle attività industriali di Ottana.”

    Sarà veramente così? Lo speriamo tutti noi lavoratori, la Politica Regionale i sindacati e i lavoratori si sono spesi in questi mesi per ottenere questo risultato!

    Ora chiedo a lei ancora uno sforzo: Pubblichi questo comunicato. Grazie
    Noi lavoratori di Ottana Polimeri intendiamo ancora una volta sensibilizzare l’attenzione della Politica Regionale e della Opinione Pubblica sulle nostre preoccupazioni, alla luce di questi fatti :
    Ormai gli impianti di Ottana Polimeri sono fermi da più di due anni; in questo tempo che noi giudichiamo enorme si sono fatti decine di incontri, tavoli tematici, buoni propositi e quant’altro.
    Il risultato come sempre è il solito : Cassa Integrazione (ora straordinaria), nessun riavvio anche parziale dell’impianto, famiglie disperate e come sempre in Sardegna, lo spettro della disoccupazione si palesa ogni giorno di più.
    Si aggiunga a tutto questo lo stato totale di abbandono e la mancanza di informazioni che devono subire i lavoratori.
    Non si hanno più notizie chiare sui seguenti temi :
    1° Stato della trattativa sulla cessione degli impianti di Sarroch a Ottana Polimeri (Indorama e Gruppo Clivati); tale operazione ricordiamo che è stata definita da management, politica locale e regionale e Sindacati come fondamentale per la ripartenza della filiera del PET, e quindi di Ottana; di conseguenza il riavvio e la possibile riconversione della centrale termoelettrica di Ottana Energia. Le recentissime notizie positive provenienti dalla Autorità per l’Energia, che ha deliberato l’utilizzo della Centrale Bio Power per la riaccensione della Rete elettrica e la possibilità di stipulare un contratto di servizio con Ottana Energia per la Riserva terziaria, fanno presagire la ripartenza della centrale, che è nata per la fornitura delle utilities alla industria chimica; questo ricrea la condizione per il riavvio degli impianti del PET.
    2° Ribadiamo con forza la necessità urgentissima della convocazione di un incontro alla presenza di Eni, Saras, Indorama e gruppo Clivati con le istituzioni, per uscire dallo stallo ed accelerare la chiusura della operazione e facilitare il rilancio con la sottoscrizione di un accordo di programma.
    3° Chiediamo alla Regione Sardegna una azione di accompagnamento, controllo e supervisione sulla delicata fase di trattativa per la vendita degli asset di Sarroch, verificando la reale volontà di chiudere questa operazione commerciale.
    4° Chiediamo alla Regione di imprimere tempi rapidi per la chiusura di questa vertenza e quindi il riavvio degli impianti; ricordiamo a tutti che IN TEMPI BREVI SCADRA’ LA CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA PER GLI OPERAI DI OTTANA POLIMERI.
    Questo vuol dire che se in tempi brevi non si sarà risolta la vertenza e iniziati i lavori di ristrutturazione, anche le nostre famiglie andranno a rinforzare l’elenco delle persone che hanno perso il lavoro e saranno in mezzo ad una strada in Sardegna.
    Non vogliamo gli Ammortizzatori Sociali come risposta definitiva alla nostra vita !!
    Non vogliamo aggiungerci alla triste fine di tante vertenze industriali in Sardegna.
    Gli impianti industriali ci sono, in buona parte sono nuovi, i lavoratori sono altamente professionalizzati, e qualificati. Pertanto servono solo soggetti industriali e Piani industriali.
    5° Chiediamo già da ora alla Politica Regionale un impegno chiaro e concreto per una soluzione di emergenza alternativa, nell’eventualità si verificasse l’impossibilità da parte del gruppo industriale alla ripartenza degli impianti. Un impegno a fare si che gli impianti industriali di Ottana Polimeri siano disponibili solamente per l’utilizzo produttivo ed il lavoro. Non ci auguriamo questo, ma la disperazione ci fa pensare a tutto.
    La Regione Sarda dia garanzie che il patrimonio industriale costruito con i denari pubblici venga tutelato.
    Alla luce di queste considerazioni, chiediamo al Presidente Pigliaru, con l’Assessore Piras, di incontrare i lavoratori di Ottana Polimeri per confermare il suo impegno a chiudere positivamente la Vertenza di Ottana ed evitare l’ennesimo funerale industriale nell’isola; dopo anni di parole, sit-in, manifestazioni, una sconfitta farebbe vincere la disperazione e la vergogna.
    Un rilancio che noi riteniamo sostenibile, economicamente e industrialmente, se tutte le parti faranno con impegno il loro mestiere.
    I LAVORATORI DI OTTANA POLIMERI

    Ottana, 22/06/2016

  • Egr. Assessore,
    lei oggi scrive dei cantieri sulla SS125, molto bene. Mi fa piacere che la strada si possa completare sul versante ogliastrino, ma la stessa non sarà veramente di servizio alle popolazioni di Ogliastra e Sarrabus sino a quando non verrà completato l’innesto della stessa verso la vecchia SS554. Scommetto che già lunedì sui giornali sentiremo parlare di code nelle gallerie determinate si dal numero di macchine che la percorreranno ma, soprattutto, dal fatto che a pochi chilometri da Cagliari si riversa sulla vecchia Orientale. Attendiamo fiduciosi, ma anche un pochino arrabbiati.

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