I sardi, l’Armenia e l’Inghilterra

5211-falco_della_regina2di Paolo Maninchedda
Chi si è spaventato ieri, dopo l’esito del referendum inglese? Certamente chi aveva molti capitali impegnati nella speculazione valutaria. Quando ci sono crisi politiche, la carta moneta vale molto meno.
Poi si sono spaventati i giovani inglesi, cui va tutta la nostra solidarietà. Sono stati sconfitti dagli eredi di Cromwell, dagli inglesi nostalgici dell’Impero, degli inglesi un po’ razzisti. Sono strettamente imparentati con questo mondo inglese chiuso, belligerante, aggressivo, tentato dalle barriere doganali, appunto un po’ razzista, i vari Salvini, Le Pen, Meloni ecc. ecc. Questi sono nostri avversari cui non facciamo sconti: noi da una parte, loro dall’altra.
Ma la grande sconfitta è la Germania, vera artefice della crisi europea. È da secoli che accade: quando l’Europa viene egemonizzata dai tedeschi prima o poi si frantuma.
Noi indipendentisti sardi non abbiamo paura. Sappiamo che dobbiamo lottare e che niente è facile. L’Europa attuale dell’egemonia degli stati ottocenteschi non ci piace, ma ci piace l’Europa dei popoli: noi siamo profondamente europeisti. È l’Europa dell’egemonia germanica che non ci piace, della prevalenza burocratica e, soprattutto, dell’ostilità dichiarata alle piccole patrie come la Sardegna.
La nostra Sardegna è europeista; l’Europa non è sarda. Basti pensare con quanta comodità i parrucconi europei stanno decidendo sulla questione dell’aeroporto di Alghero, per non parlare del fatto che anche una banalità come l’allungamento della pista dell’aeroporto di Olbia deve essere notificato a Bruxelles! Una follia che costa ai sardi un patrimonio di euro. O vogliamo ricordare le politiche agricole tutte orientate a consentire le manipolazioni dell’agroalimentare mediterraneo?
È interessante notare come l’unico statista europeo all’altezza dei nostri tempi, il Papa, è andato in Armenia, una piccola patria brutalizzata, sterminata e odiata dalla Turchia. E ci è andato a dispetto del sultano Erdogan, temuto da tutti i leader europei per il suo ruolo strategico nella crisi siriana.
L’unico politico europeo moderno, il Papa, un vecchietto argentino pieno di acciacchi, durante la crisi degli stati ottocenteschi europei va in una piccola patria perseguitata. Questo è avere il senso delle cose: i fiori più belli sono quelli più piccoli, ma questo gli italiani non riescono a capirlo.

One thought on “I sardi, l’Armenia e l’Inghilterra

  • mauro mastino says:

    Su questo articolo accogli il plauso di un RossoMoro come me ! Ma quando la finiremmo di essere divisi , per piccoli interessucci da bottega o per i litigi di leader capricciosi e ci metteremo , rimboccandoci le maniche a ricostruire la nostra Patria : la Sardegna !!!!

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