Liste e cugurre

di Paolo Maninchedda
Le cugurre sono di vari tipi: cugurra semplice, cugurra a coa frucinada, cugurra a centu peis ecc. Comunque, cugurre sono, nel senso non dei piccoli insetti quali sono in realtà, ma nel senso traslato di ‘uccelli del malaugurio’, di pindacci.
Si sta scoprendo che il Partito dei Sardi sta candidando persone nuove, autentiche, ma non sconosciute.
Si sta scoprendo che abbiamo costruito liste di radicamento morale: stiamo candidando più i buoni, quelli che fanno qualcosa per gli altri e che ci sono tutti i giorni (e non solo alle elezioni), che gli ambiziosi sgomitanti.

Attenzione alle nuove norme elettorali

La Presidenza della Regione, a tre giorni dalla pubblicazione del decreto di indizione dei comizi, non ha ancora reso disponibile la modulistica per adempiere a tutti gli atti necessari a presentare le liste.
Ciò è dovuto ad un’innovazione normativa, contenuta nel Decreto Legislativo 171/ 2013 (Decreto bis spending review – Abolizione delle differenze), agli articoli 77-79 e all’articolo 82, commi 4 e 5, in virtù della quale è preferibile che alle elezioni, onde evitare un eccesso di differenziazione dell’offerta politica, ci sia un solo presidente candidato e una sola lista e solo se necessaria.
A tal fine gli Uffici elettorali sono stati invitati a:
– anticipare lo spoglio delle schede a sette giorni prima delle votazioni e a compilare i verbali sulla base delle intenzioni di voto del cittadino più rappresentativo, il presidente uscente;

di Paolo Maninchedda

Sta diventando un coro.
Telefonate, mail, messaggi, tutti a dirmi che mi devo candidare alla Presidenza. Hanno anche fatto un sondaggio su di me di cui non conosco gli esiti. Nessuno me li dice. Non ho soldi per farmelo come dovrebbe essere fatto. So come andrà il Partito dei sardi e andrà molto bene, ma di me non so nulla. Si vorrebbe che interpretassi una volontà di cambiamento fuori dagli schemi, io che ho cinquantadue anni oggi…. Riconosco di essere reticente all’idea e alla sua messa in pratica, sebbene mi sia sempre sentito fuori dagli schemi. Ma faccio qualche domanda.
Perché io da solo? Perché non quelli che mi chiedono di candidarmi? Perché si cerca sempre un condottiero e si rinuncia a essere dei bravi comandanti, di se stessi in primo luogo, e poi al servizio della gente e della Patria (sì, della Patria, perché si può chiamare Patria la propria terra, non è un errore o un insulto)?

I conti elettorali fatti senza le donne

di Paolo Maninchedda
Ho letto su un quotidiano sardo che un partito avrebbe ufficializzato la propria lista per l’Ogliastra, composta da due uomini.
Una lista simile, se fosse presentata, verrebbe esclusa.
Infatti, l’art. 4, comma 4, della legge statutaria elettorale regionale (legge regionale n.1/2013) recita: “4. In ciascuna lista circoscrizionale, a pena di esclusione, ciascuno dei due generi non può essere rappresentato in misura superiore a due terzi dei candidati; si arrotonda all’unità superiore se dal calcolo dei due terzi consegue un numero decimale”.
Ne consegue che in Ogliastra la lista sarà composta da un uomo e da una donna; a Sassari le donne non sarannno meno di 4, in Gallura, nel Sulcis, a Oristano, a Nuoro e nel Mediocampidano non saranno meno di 2, a Cagliari non saranno meno di 6.