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Russia – Sardegna: l’uso bellico della cultura

Posted on 9 Novembre 20259 Novembre 2025 By Francesco Nocco 4 commenti su Russia – Sardegna: l’uso bellico della cultura

L’associazione LADA Sardegna–Russia, nata ad Assemini nel 2009, si presenta come ponte “culturale e turistico” tra Italia e Russia: scuola di lingua russa, organizzazione di feste tradizionali, eventi per famiglie. Dal 2009 ha svolto attività che in superficie rientravano nella promozione dello scambio culturale italo-russo. Ma, a partire dal 2023, il suo operato ha iniziato a mostrare un pattern ricorrente e documentabile: eventi presentati come culturali e apolitici che, una volta ottenuta legittimità (eventi, piazze, patrocini comunali, loghi ufficiali), slittano verso contenuti e simboli riconducibili alla narrativa filoputiniana.

La struttura organizzativa di LADA risponde a una logica interna precisa: un “volto ufficiale” Olga Belyakova, che dialoga con le istituzioni, rilascia comunicati conciliatori, accredita la rispettabilità dell’associazione e “volti social ricorrenti”, tra tutti, Manuel Cherchi che presiede i social e la scenografia simbolica degli eventi. Questa separazione non è casuale, mentre Belyakova mantiene la “cornice culturale” per i sindaci, Cherchi presiede la narrativa quotidiana presso la base filorussa militante online.

Cos’è LADA oggi
LADA Sardegna–Russia, nata nel 2009 a Assemini, è un’associazione la cui struttura e funzionamento amministrativo rimangono opachi. Non che sia irregolare, sia chiaro, ma non risulta iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e di conseguenza non è obbligata a pubblicare bilanci o informazioni economiche.

Questa mancanza di trasparenza, (che, ripeto, non è illegale) rappresenta un elemento di interesse pubblico perché LADA usufruisce di spazi pubblici e patrocini comunali, senza che vi siano garanzie chiare sulla provenienza e gestione delle risorse.

Cronistoria (2023–2025)

17 giugno 2023 – Ethnikà (Monte Claro, Cagliari). L’esordio pubblico: quando gli accordi non sono vincolanti.
La Festa dei Popoli Ethnikà di Monte Claro a Cagliari, il 17 giugno 2023, ospita uno stand russo gestito da LADA. Allo stand compare una bandiera russa con stemma presidenziale.

Foto: Russian Presidential Press Service via AP
Lo stesso simbolo che appare alle spalle di Vladimir Putin il giorno della dichiarazione di guerra all’Ucraina, il 24 febbraio 2022.

Il 20 giugno 2023 gli organizzatori del festival Ethnikà pubblicano un comunicato sui social. Si riporta testualmente il passaggio chiave:
«Si segnala che la nostra organizzazione aveva espressamente chiesto alla rappresentante della Russia di partecipare alla manifestazione senza esporre la loro bandiera […]. Poi senza alcun preavviso è apparsa nel loro gazebo anche la bandiera della ‘Grande Russia’. […] Quando ci siamo recati per l’ennesima volta nel gazebo della Russia ci è stato risposto da un simpatizzante locale presente nel loro gazebo che, con espressioni poco cordiali, ha detto che gli accordi presi non erano vincolanti per loro».

Gli organizzatori avevano formulato un accordo preventivo per evitare tensioni in un contesto in cui la guerra russo-ucraina era già in corso da 16 mesi.

Chi ha esposto la bandiera?
Secondo fonti locali, testimonianze visive e autodichiarazioni, Manuel Cherchi, figura operativa ricorrente di LADA è stata la persona che ha gestito fisicamente lo stand e ha esposto la bandiera.

Nel video e nelle cronache pubblicate su Casteddu Online, Cherchi stesso ha autodichiarato di aver alzato la bandiera, accusando parallelamente gli ucraini di aver aggredito e intimorito sua moglie e la figlia, una dichiarazione che contraddice il comunicato ufficiale degli organizzatori, che afferma testualmente: “Non ci sono state aggressioni di alcun genere, ma solo la determinazione di far rispettare gli accordi”.
Si apre un vero e proprio scontro su Sardegna Live con un botta e risposta tra Inna Bakhman per la parte russa e Serhiy Mozhovyy per la parte ucraina.

La versione dell’associazione LADA (Inna Bakhman):
Intervistata da SardegnaLive il 29 giugno 2023, Inna Bakhman, moglie di Manuel Cherchi, dichiara testualmente: “Non ho abbassato la bandiera russa al Festival Ethnikà di Cagliari perché sono fiera della mia patria” (e del mio presidente).

Bakhman nell’articolo afferma che “i rappresentanti della diaspora ucraina hanno cominciato a provocare pesantemente, sono volati insulti, minacce e offese”, nello stesso articolo si dichiara vittima di “russofobia” e “fiera del Presidente Vladimir Putin” che nel giugno 2023 aveva un mandato d’arresto dalla Corte Penale Internazionale per deportazione di bambini ucraini già da tre mesi (17 marzo 2023).

La versione ucraina (Serhiy Mozhovyy):
Mozhovyy, il rappresentante dell’associazione Ucraina Sardegna Uniti per la Pace (USUP) nella replica il 30 giugno su SardegnaLive ha richiamato l’accordo con gli organizzatori e ha sottolineato che la presenza di una bandiera con stemma presidenziale trasforma un oggetto simbolo geografico a simbolo politico di Stato. Secondo Mozhovyy, esporre quello stemma in quel contesto equivaleva a legittimare pubblicamente l’invasione russa.
Da quel giorno iniziano a spuntare sui social i video dove Manuel Cherchi e Inna Bakhman fanno gli auguri al presidente Putin in russo, in italiano e in sardo. Gli stessi video, misero in imbarazzo il sindaco di Capoterra che interverrà per l’evento Maslenitsa in piazza a Capoterra, che tratteremo tra poco.

Manuel Cherchi è il marito di Inna Bakhman ed è una delle presenze più ricorrenti nei video, nelle immagini e come presentatore degli eventi di LADA. In questo video, ad esempio, viene presentato come rappresentante di LADA.

Piccola ma importante parentesi ideologica su Manuel Cherchi:
Il 2 marzo 2024 pubblica su TiktTok la patch militare del gruppo neonazista Wagner, riconosciuto internazionalmente come un gruppo terrorista. Il Gruppo Wagner fondato da Dmitry Utkin nel 2014 e ha preso parte all’invasione dell’Ucraina nel 2014, il nome è dato in onore al compositore preferito di Adolf Hitler.
Qui una foto di Utkin, fondatore di Wagner Group, con il simbolo delle SS tatuato sopra la clavicola e lo stemma della Germania nazista tatuato nel pettorale.

17 marzo 2024 – Maslenitsa: Carnevale “slavo” a Capoterra: annullamento in piazza e appropriazione di stemmi comunali
A Capoterra, LADA annuncia un “Carnevale slavo” (Maslenitsa, festa tradizionale russa che segna la fine dell’inverno) per domenica 17 marzo 2024, in piazza Liori.

L’evento è stato promosso con patrocinio e stemma comunale. Tuttavia, dopo segnalazioni dell’Ufficio del Consolato ucraino, della Prefettura di Cagliari e della Digos, le autorità locali intervengono. La manifestazione in piazza viene annullata. Il sindaco di Capoterra è costretto a chiarire pubblicamente che il patrocinio era stato usato senza formale autorizzazione, dichiara inoltre: “Non conoscevamo questa associazione, ma poi sono saltati fuori alcuni video di uno degli organizzatori che faceva gli auguri a Putin”.

Dicembre 2023–2024 – Ded Moroz in piazza (Assemini)
LADA organizza la Casetta di Ded Moroz (Babbo Gelo, figura del folklore russo) in piazza ad Assemini, presentando l’evento come attrazione per bambini. Il Comune di Assemini acconsente e concede il patrocinio, la comunità locale partecipa, il marchio dell’associazione LADA si fissa nella percezione pubblica come “sì, sono affidabili, fanno cose per i bambini”.

Se un’amministrazione concede uno spazio pubblico a LADA credendo di patrocinare “scambi culturali italo-russi” o “innocenti eventi per bambini”, ha il diritto di sapere che i volti operativi dell’associazione veicolano quotidianamente contenuti militanti filoputiniani.

 Marzo 2025 – Cagliari, tre proiezioni film Russia Today, la LADA nuova
L’11 marzo 2025, il sito ReportSardegna24 pubblica e promuove tre serate di proiezioni di film di Russia Today organizzate da LADA a Cagliari: 13, 20, 27 marzo, presso la Confederazione Sindacale Sarda, con moderazione annunciata di Simone Spiga.

  • Il Regolamento UE 2022/350 e la Decisione PESC 2022/351 (dal 1° marzo 2022) sospendono la diffusione di RT e Sputnik nello spazio europeo;
  • L’AGCOM italiana, il 28 giugno 2024, ha ordinato la rimozione/blocco dei contenuti RT fruibili dall’Italia, qualificandoli come “propaganda russa con un chiaro intento di diffondere notizie distorte e generare disinformazione, volte a orientare l’opinione pubblica”.

LADA e gli attori che lavorano intorno a LADA ignorano (o sfidano) deliberatamente questi divieti.

Cultura, Guerra, Politica, Propaganda, Vetrina

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Comments (4) on “Russia – Sardegna: l’uso bellico della cultura”

  1. Tatanu ha detto:
    11 Novembre 2025 alle 17:50

    C’è qualcosa che non riesco a capire: se il gruppo Wagner (russo) è neonazista e, come riconosciuto storicamente evidente, anche il gruppo Azov (ucraino) è neonazista, chi combatte chi?

  2. angelo ha detto:
    9 Novembre 2025 alle 20:10

    vi chiedo cortesemente di tagliare dalla foto del cherchi la nomenclatura del comune col quale per fortuna non ha niente a che vedere (almeno credo).
    d’altronde non credo che un soggetto del genere possa essere un vanto per qualche comunità sarda

  3. Antonio ha detto:
    9 Novembre 2025 alle 14:48

    questo signor Manuel Cherchi bisogna ignorarlo ed il gioco è fatto è da temere l’intelligenza artificiale

  4. Aldo ha detto:
    9 Novembre 2025 alle 07:21

    Comunque prof proprio un paio di giorni fa il Cherchi postava sui social un video con inno russo sparato alle stelle e “centinaia” di manifesti “La Russia non è mia nemica” (l’UE lo è) affissi in giro per Cagliari.
    (Oltre ad altri video dove si dimostra la difficoltà a distinguere la realtà dai video creati con l’intelligenza artificiale. Ma questa è un’altra storia)

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