Procura di Oristano: l’inesistente maggioranza del Partito dei Sardi

Continuiamo nella nostra analisi dell’ordinanza di custodia cautelare della procura di Oristano, accompagnata a ottobre dello scorso anno da una conferenza stampa dei vertici della procura e della Polizia Giudiziaria.

Continuiamo per evitare che su questa vicenda cada l’inerzia della quotidianità, che tutto travolge, tutto fa dimenticare e tutto confonde.

Sotto la rubrica «La composizione delle commissioni di esame dei due concorsi», il Gip cita (in modo curioso, perché intermittente, giacché per altri concorsi aveva citato altra normativa) il Dpr 220/2001 che prevede che un componente della Commissione di concorso sia nominato dal Collegio di direzione dell’ospedale e uno dal Direttore generale.

A proposito della nomina da parte del Collegio di Direzione, alle pagine 51 e 52 dell’Ordinanza, due medici, che chiameremo MEDICO 1 e MEDICO 2 dichiarano:

MEDICO 1: «Ricordo che io e MEDICO 2 avevamo intenzione di rompere gli schemi dettati dai colleghi apparentati da uno stesso vincolo di appartenenza politica (sottolineato dal Gip) …omissis… ma non vi è stata minimamente la possibilità… in quanto i nominativi dei commissari da nominare erano in pratica già prescelti»;

MEDICO 2: «I nomi erano già decisi ancora prima della riunione e loro avevano la maggioranza nel collegio, in pratica solo io e MEDICO 1 abbiamo tentato di rompere gli schemi per far nominare persone non legate al Partito dei Sardi. Sinceramente, sapevamo da subito che non saremo riusciti a portare avanti la nostra proposta, in quanto eravamo in minoranza rispetto ai restanti componenti del collegio che in buona parte sono legati tutti allo stesso partito politico ossia al Partito dei Sardi».

Sarebbe stato lecito chiedere in base a quali evidenze i due avessero classificato politicamente i loro colleghi, ma non è dato saperlo.

Tuttavia, con un po’ di fatica, ho ricostruito la composizione del Collegio di Direzione del tempo e vi ho individuato coloro che vengono dichiarati dall’inchiesta, a torto o a ragione, o militanti del Partito dei Sardi o simpatizzanti. Ad ogni nome affianco un nel caso di vicinanza o militanza nel Partito dei Sardi reale o comunque addebitata dalla Procura (addebito che sarebbe da approfondire, ma sarebbe lungo farlo) e un No in caso contrario:

  1. Dipartimento dei Servizi, dott. G. Tolu (No); 2. Dipartimento di Prevenzione, dott. G. Fadda (No); 3. Dipartimento di Medicina, dott. A. Pinna (Sì); 4. Dipartimento di Chirurgia, dott. A. Succu (Sì); 5. Dipartimento Dea, dott. S. Manca (No); 6. Direttore dei Presidi Ospedalieri, dott. N. Orrù (No); 7. Direttore Distretto di Oristano, dott. A. Delabona, (No); 8. Direttore del Distretto Ghilarza Bosa, dott. F. Pes (No); 9. Direttore Distretto di Ales Terralba, dott. P. Figus (No); 10. Direttore Professioni Sanitarie, dott. G. Piras (Sì?); 11. Direttore Servizi socio-sanitari, dott. G. Pitzalis (No); 12. Direttore Sanitario, dott. G. Mastinu (sì); 13. Direttore Amministrativo, dott. L. Oppo (No); 14. Commissario, dott.ssa M.G. Porcu (Sì).

Nove membri non prossimi o militanti nel Partito dei Sardi contro cinque (quattro). Non vi era dunque alcuna maggioranza legata a militanze politiche reali o addebitate. Ad altra puntata, poi, l’evidenza che anche i medici militanti o simpatizzanti del Partito dei Sardi arrivarono alla riunione con proposte differenti, cioè il contrario dei nomi «già decisi prima della riunione».

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