Primarias: la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate sotto il letto

Credo che su di me le forze dell’ordine sappiano anche di quali malattie soffro, come combatto l’insonnia e quando e a quali condizioni mi si irrita il colon. Ma che adesso lo possano fare con tutti mi pare troppo. Da qualche giorno la Guardia di Finanza può accedere alle banche dati dei conti correnti senza dover chiedere l’autorizzazione del magistrato. Questa è l’Italia del cambiamento: un’Italia di polizia fondata sul sospetto, pericolosissima nel suo affermare che se non si ha niente da temere non si deve aver paura. Infatti, applicare questo principio apre le porte a consentire alle forze dell’ordine di ascoltare le conversazioni e di aprire la corrispondenza o spiare le mail, perché tanto non si ha niente da temere. È l’anticamera del controllo poliziesco della vita privata. L’assurdo è che nella costruzione di questo autoritarismo strisciante, la Destra, la Sinistra e i Pentastellati italiani stanno insieme, perché uniti dalla concezione idealistica dello Stato, per cui lo Stato (mirabilmente rappresentato dagli apparati repressivi) ha sempre ragione e deve educare i cittadini, concepiti come naturalmente orientati al crimine, a comportarsi in modo legale e moralmente ineccepibile.
A questo si aggiungono i metodi spicci dell’Agenzia delle Entrate, che manda avvisi prescrittivi di pagamento a cinque giorni, usando l’istituto del contraddittorio non prima dell’emissione delle sue contestazioni, ma come verifica ultimativa, giungendo a ergersi anche a giudice di norme urbanistiche, paesaggistiche e quant’altro, pur di fare cassa.
Bisogna opporre una visione libertaria a questa cultura dilagante del controllo e del dominio. Non è solo Salvini ad avere in testa le democrazie autoritarie dell’Est; è anche una becera cultura italiana, molto diffusa a sinistra, che ha paura delle libertà individuali, che sospetta dell’uomo e invece ha fiducia nel potere (che follia!), nelle sue forme e nei suoi apparati e che dunque è in grado di concepire solo uno Stato centralistico, poliziesco, paternalista o persecutorio a seconda delel esigenze, ma sempre e costantemente nemico delle libertà individuali.
Anche per questo è importante votare per la Nazione Sarda dal 6 al 16 dicembre: deve diventare possibile dire anche in Italia che per fortuna c’è chi la pensa diversamente, chi è in grado di concepire uno Stato dove il plurale è la somma rispettosa dei singolari e non il loro annientamento.
Venite a Macomer sabato prossimo, alle 10, al centro polifunzionale: una riunione di uomini liberi, che insieme diventeranno forti, per dire che la scintilla di divinità insita nell’uomo è la sua libertà insopprimibile. Una riunione un po’ anarchica in questo mondo di conformisti, ma anche una scintilla luminosa della più autentica umanità.