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Prima nega, poi denuncia

Posted on 4 Maggio 20264 Maggio 2026 By Paolo Maninchedda 13 commenti su Prima nega, poi denuncia

di Chiara Maestrale

Caro Paolo,
hai ragione quando dici che il Pd sardo, con il suo documento sulla sanità, ha finalmente detto la verità. E hai ragione anche quando inviti a non liquidare quel documento come una semplice manovra tattica. In una fase in cui la sanità sarda è ormai il luogo dove precipitano tutte le fragilità dell’autonomia, il fatto che un partito della maggioranza metta nero su bianco la gravità della situazione non è un dettaglio. È un fatto politico.

Il punto, però, è proprio questo: se quella verità è tale oggi, lo era anche pochi giorni prima. Ed è qui che nasce la contraddizione. Perché nelle settimane scorse il centrodestra, nei banchi del Consiglio regionale, ha presentato una mozione sulla sanità che è stata poi bocciata dalla maggioranza. Una mozione che, al netto della provenienza politica e del legittimo tentativo dell’opposizione di mettere in difficoltà la Giunta, poneva questioni reali: liste d’attesa, medicina territoriale, pronto soccorso, emergenza-urgenza, carenza di personale, necessità di un piano, tempi certi, responsabilità politiche. Non esattamente un esercizio di fantasia. Piuttosto, la richiesta minima di sapere dove si sta andando. Eppure quella mozione è stata respinta. Fin qui, si potrebbe dire, nulla di nuovo. La maggioranza boccia gli atti dell’opposizione, l’opposizione denuncia, il rito consiliare si compie.

Ma il problema non è solo la bocciatura, il problema è il modo. Il capogruppo del Pd, Roberto Deriu, non si è limitato a una difesa d’ufficio della presidente Todde. Difesa che, stante la collocazione del suo partito nella maggioranza e stante il disastro della sanità, sarebbe già stata il massimo sindacale. No, è andato oltre. Ha difeso Todde con forza, ha respinto l’impianto dell’opposizione, ha derubricato quella mozione a strumentalizzazione politica, ha dato l’impressione che quelle denunce fossero più un fastidio da neutralizzare che un allarme da ascoltare.

Poi, pochi giorni dopo, ecco il documento del Pd sardo. Un documento che pare scritto da un partito appena risvegliatosi da un sonno profondo. Come Biancaneve dopo il bacio, solo che qui il principe non c’entra nulla: a svegliare tutti sono stati i numeri, i territori, gli ospedali, i cittadini senza risposte. E quel documento dice cose pesanti, pesantissime: parla di una sanità vicina al punto di non ritorno; parla di cittadini che rinunciano alle cure; parla di sardi senza medico di base; parla di Cup che non funzionano, di liste d’attesa insostenibili, di scadenze ravvicinate, di risorse urgenti, di un sistema che rischia la paralisi. Insomma: sembra la mozione del centrodestra, ma con parole diverse e con il timbro del Pd.

E allora, per dirla con Lubrano, la domanda sorge spontanea: se quelle cose sono vere nel documento del Pd, perché erano propaganda nella mozione dell’opposizione? Qui non si tratta di negare il merito del Pd. Anzi. Quel documento è importante proprio perché dice la verità. Su questo, Paolo, hai ragione: quando un partito della maggioranza rompe il velo dell’autodifesa e riconosce la gravità della crisi sanitaria, bisogna prenderne atto. Sarebbe sciocco rispondere solo con il sarcasmo. Ma sarebbe troppa grazia fingere che non esista un prima e un dopo.

Prima si boccia una mozione che chiedeva un piano. Dopo si chiede una sterzata urgente. Prima si respinge l’allarme perché viene dal centrodestra. Dopo si rilancia lo stesso allarme perché viene dal Pd.
Prima si difende la presidente Todde con l’elmetto. Dopo si descrive una sanità che pare non reggere più. Prima si dice che l’opposizione strumentalizza. Dopo si scrive, nero su bianco, che il sistema è in emergenza.
La verità è che il Pd sardo sembra oggi sospeso tra due ruoli: azionista della maggioranza e oppositore di emergenza.

Vengo al punto ancora più politico, e forse ancora più rivelatore.
Se il Pd avesse davvero a cuore, fino in fondo, le verità che ha messo nero su bianco, avrebbe dovuto porre una questione preliminare: l’interim della Sanità deve finire. Subito. Perché una sanità descritta come vicina al punto di non ritorno non può essere affidata a una presidente già gravata dall’intero governo della Regione, e per di più, con drammatica evidenza, priva di una specifica storia politica o amministrativa nel settore sanitario.

Invece nel documento dem si trovano numeri, allarmi, richieste di risorse e inviti al confronto; non si trova però la richiesta più ovvia e più politica: nominare immediatamente un assessore alla Sanità ultra competente, autorevole, libero da altri incarichi, che si occupi solo di quello. Pretenderlo pubblicamente sarebbe stato il vero segnale che il Pd ha a cuore la sanità più degli equilibri di maggioranza.

Naturalmente la presidente Todde ha le sue ragioni quando ricorda che la sanità sarda non è entrata in crisi ieri. Sarebbe disonesto far finta che tutto nasca con questa Giunta. Ma governare significa anche smettere, a un certo punto, di usare il passato come airbag permanente. Dopo due anni, infatti, la domanda non è più soltanto: chi ha creato il problema? La domanda è: chi lo sta risolvendo? E soprattutto: con quale guida politica?
Per questo la contraddizione del Pd pesa. Pesa perché riguarda la sua credibilità e quella della maggioranza.

Infatti, delle due una: se il quadro è davvero quello descritto dal documento dem, allora la mozione del centrodestra non era così vuota; se invece quella mozione era soltanto propaganda, allora il documento del Pd rischia di apparire come propaganda con timbro interno.

Il documento del Pd è una buona notizia, sì. Perché finalmente dice la verità. Dire la verità è importante, ma non basta. Bisogna anche avere il coraggio di comportarsi di conseguenza. E allora la domanda diventa ancora più netta: il Pd vuole davvero curare la sanità sarda o limitarsi, come ha fatto fino ad ora, a certificare che è malata, per evitare di aprire la crisi politica? Se è così, allora il Pd fa ginnastica da fermo, non politica.

Sanità, Vetrina

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Comments (13) on “Prima nega, poi denuncia”

  1. Ex ESAF ha detto:
    5 Maggio 2026 alle 15:53

    1.562.381. Sono i residenti in Sardegna al 31 dicembre 2024 (ISTAT).
    Nonostante l’esiguo numero di abitanti, se si chiama il CUP o si prenota addirittura di persona allo sportello di un Centro di Radiologia (accaduto oggi) la risposta è: “a pagamento c’è posto, anche domani; in convenzione no, almeno fino a dicembre 2026”. È pertanto chiaro che la RAS di Alessandra non ha abbattuto le file d’attesa e non ha messo a correre soldi per abbattere i tempi aprendo slot. Molto probabilmente, c’è di più a livello lobbistico e privatistico, con una ulteriore accelerazione nella separazione sempre più netta tra abbienti e non abbienti. Un dramma sociale. Grazie ad Alessandra ed ai suoi sodali.

  2. Eddie Irvine ha detto:
    5 Maggio 2026 alle 09:37

    Questo post, in pieno pd style, può essere tradotto in tre parole: “dateci quella poltrona”

  3. Ariovisto ha detto:
    4 Maggio 2026 alle 20:13

    Sembra un documento (quello del PD) redatto da un funzionario molto scaltro, a cui è stato domandato un parere per la risoluzione di un problema ; e siccome il documento è chiaro, ed apre ad una riflessione seria, a lui, naturalmente, non verrà dato quell’incarico. Il funzionario scaltro, difatti, non volendosene occupare, chiarisce nel documento tutto quello che si deve fare, per non farsi, così, “incaricare”.
    Reciterà poi nelle sue memorie:”io l’avevo detto!”

  4. Mario Pudhu ha detto:
    4 Maggio 2026 alle 18:56

    Caru Istèvene Locci, est chi no zughimus idea de cambiare mancu candho est totu unu marasma de mòrrere si própiu no semus mortos! Semus sa ‘evoluzione’ de una ‘autonomia’ cagada de R.A.S. in manos de polìticos vafanculistas de candho est nàschida, a illusione de pedidores cun dignidade de pedulianos e no de responsàbbiles dignos de sa libbertade chi nos tocat coment’e pessones e coment’e pópulu.
    Epuru, si no semus própiu totu mortos chi caminant che pantàsimas, tenimus sempre totugantos e totu su gàrrigu de sa libbertade e de sa responsabbilidade.
    Ma ite semus ancora pessendhe de fàghere, a cambiare o a sighire a pistare abba a sa menefrego si no est su torracontighedhu personale?

  5. Stefano Locci ha detto:
    4 Maggio 2026 alle 14:32

    Egregio, con l’argomento in questione si continua a ciurlare nel manico. La sanità sarda NON sta arrivando al punto di non ritorno. È GIÀ oltre il punto di non ritorno. Se in questa sciagurata regione esistesse una classe politica di, perlomeno, minimo spessore ci si sarebbe già riuniti – maggioranza ed opposizione – per far fronte comune e rifondare il SSR. Ma la verità è che non frega nulla né agli uni, né agli altri. Interessa solo occupare il potere facendo finta che 20 anni di abbandono non abbiano azzerato la sanità sarda. Ma dove vivono lorsignori? Ma dove vivete, viviamo, noi tutti? Senza una rete di relazioni ed un portafoglio ben capace siamo tutti morti che camminano.
    E, si badi bene, questo capolinea è punto di arrivo di una inesistente visione politica da miserabili. La stessa che ci porta a regalare decine di mln di euro ad una società sportiva il cui Presidente (notizia deflagrata oggi) sta licenziando a manetta nella propria industria; la stessa visione che ci ha regalato ieri sera a Fuori dal coro le immagini di figura di m****a da promozione turistica in vista della imminente America’s Cup (che bravo il nostro Sindaco che ha riaperto i rubinetti al vagabondaggio) ; la medesima visione che sta regalando, a spese nostre, gli asset aeroportuali dell’Isola e la gestione fallimentare dell’acqua pubblica. C’è un filo neanche tanto sottile che unisce tutti questi ambiti. Si chiama cialtroneria. Saluti.

  6. Salvatore ha detto:
    4 Maggio 2026 alle 14:12

    approfitto del tema sanità, ricordo al prof. ….. l’ impegno che aveva preso tempo fa’ che, avrebbe approfondito…il sistema Busachi …..sono curioso di conoscere.

  7. Antonio ha detto:
    4 Maggio 2026 alle 11:54

    signor Nino lo dovrebbe trovare su ” https://www.pdsardegna.it/sanita-sarda-il-pd-interviene-sullo-stato-di-crisi-della-sanita-in-sardegna/“

  8. Antonio ha detto:
    4 Maggio 2026 alle 11:51

    forse il PD si è accorto che dopo due anni non si può dare sempre la colpa a quelli di prima anche perchè in campagna elettorale hanno fatto promesse dicendo di essere a conoscenza della situazione Sanitaria in Sardegna

  9. Medardo di Terralba ha detto:
    4 Maggio 2026 alle 09:08

    La situazione sanitaria in Sardegna è talmente grave che mi sono convinto che, in realtà, l’assessorato alla sanità non lo vuole nessuno. Il pd si sarebbe accontentato di occupare le casella in seconda fila, direzioni, revisori dei conti, qualche primariato e lasciare che il petto esposto alle bordate dell’opinione pubblica fosse quello del M5S. Nostra signora della solitudine forse l’ha capito, forse. È ora non sa come uscirne

  10. Mm ha detto:
    4 Maggio 2026 alle 08:40

    Potrebbe anche essere che … a volte si disprezzano le idee per copiarle!!!
    Ma qualaiasi cosa sia stata, c’ è una regione che soffre per malgoverno. Collaborare sarebbe giusto, anche a costo di dover ammettere i propri errori. Ma questo è da persone veramente forti.

  11. Nino ha detto:
    4 Maggio 2026 alle 08:01

    Buongiorno, ma il documento del PD è pubblico? Si può leggere? Dove lo si trova? Altrimenti si scrive di qualcosa che non si conosce. Grazie.

  12. Paolo ha detto:
    4 Maggio 2026 alle 07:56

    Buongiorno, mi rispecchio al 100% sulle riflessioni di Chiara Maestrale, e aggiungo se il PD vuole effettivamente fare qualcosa, non dovrebbe fare comunicati per difesa della presidente, ma proposte serie, scostarsi dalla presidente e pretendere la fine dell’interim dell’assessorato alla sanità. A me sembra che il PD in questo momento si sia solo giustificando, o in gergo sardo “parando il culo”. Vero è che la sanità è da 20 anni in una vera fase calante ma mai come ora in questo umile stato, una vera e propria vergogna.

  13. Antonio ha detto:
    4 Maggio 2026 alle 07:51

    Gentile Dott.ssa Maestrale,
    sono talmente d’accordo con Lei che, con amicizia e simpatia, Le dico…..COSI’NON VALE!!!!
    Lei ha proposto esattamente gli stessi contenuti del mio commento un po’ naif di critica al post di Paolo del 29 aprile.
    Meglio così….repetita iuvant.
    …ad adiuvandum…lo ripropongo….ritenendolo quanto mai attinente.
    Un sincero saluto.
    Caro Paolo, son d’accordo su tutto ma sul capoverso delle tue conclusioni no…Proprio no!!! Tu scrivi…..quando il Pd, con tutte le sue paturmie, dice la verità, io lo difendo….. Mi ricordo la domanda di Verdone …ma in che senso’?…
    Quale verità? Ti prego, per l’ammirazione che ho per te, non farti intortare dalla spregiudicatezza di Roberto Deriu. Rifletti. Dieci giorni fa, piu o meno, in Consiglio Regionale è stata posta la questione della crisi della sanità con apposito OdG da parte delle opposizioni. Tutte lancia in resta…baionette sguainate contro la Todde assessore ad interim. Accuse ed addebiti…analisi e disastri…di tutto e di più dal cdx. Per la maggioranza il solito intervento da chirichetto da Giuseppe Frau ed un intervento di SOSTEGNO del capogruppo PD Deriu. Niente di appassionato, compitino da cartellino timbrato ma, ovviamente…sostegno all’azione della giunta…
    Dieci giorni dopo lo stesso Deriu recita l’apocalisse…sistema al collasso…dati drammatici ecc ecc…
    In confronto le accuse del cdx erano barzellette.
    Ti chiedo…ma qual’è la verità del PD…quella che sostiene la Todde in aula…o l’Armageddon di Deriu in conferenza stampa?
    Poi, Paolo, siccome so che hai tanta memoria, ricorda che tal Roberto Deriu, circa trent’anni fa, mentre si lavorava per eleggerti segretario del PPI con Franco Marini e tanti amici (giuda compreso), trescava con Tore Lado per eleggere Gianvalerio Sanna….
    E tu sei così nobile da parlare di verita°?
    un abbraccio

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