Domenica ho letto l’intervista della Nuova al coordinatore regionale dei Cinquetasche, Alessandro Solinas che, fino a questa prova mi stava anche simpatico.
Il titolo sarebbe potuto essere: “Il vuoto e il potere”. Oppure: “Esisto anch’io”.
Dopo la lettura ho avuto bisogno di provare a me stesso che sono ancora intelligente, cimentandomi nell’indovinello dei tre dei.
Il cognome è una garanzia: Solinas (non finiscono mai!).
Il nome, Alessandro, a lui forse richiama le gesta del macedone che fece pagare al mondo il pessimo rapporto col padre; a me invece evoca il profilo di papa Borgia, quell’Alessandro VI di cui Machiavelli scrisse che “non fece mai altro, non pensò mai ad altro che a ingannare” (e a vedere l’attuale Consiglio regionale il pensiero corre immediatamente a Dialogue aux enfers entre Machiavel et Montesquieu..., ma anche a Les Mystères de Paris e al visconte di Saint Remy…).
Prima di tutto la psicologia: Alex, trentottenne, non è un coordinatore di partito eletto in un congresso, ma nominato da Giuseppe Conte: è in prova.
Succede a Ettore Licheri, sessantenne, lo stratega del peggiore incubo di Alessandra Todde, il suo rendiconto elettorale.
Non a caso, nelle primissime righe dell’intervista, compaiono subito l’omaggio dovuto al capo («Sono contento della scelta del presidente Conte…») e il calcio negli stinchi al predecessore: «Serve un patto generazionale per la nuova classe dirigente».
Che vor dì?
Per patto generazionale si intende, in genere e in senso ampio, un accordo tra generazioni diverse su diritti, doveri e risorse, in modo che la precedente non consumi il futuro della successiva. Solinas ha la sensazione che la generazione al potere si stia mangiando tutto e non ne stia lasciando per la sua?
Un pensiero davvero travolgente, originale, profondo, disinteressato. Una di quelle intuizioni che lasciano senza fiato per audacia e visione, soprattutto se si pensa ai benefici epocali che questo mirabolante patto porterebbe ai sardi.
Forse, però, dietro la posa da giovane stratega che La Nuova gli ha cucito addosso a sua insaputa, più che una visione si nasconde una paura fottuta, quella di chi sa di esistere non per forza propria: Solinas non è il coordinatore scelto per merito o per forza politica autonoma, ma perché considerato il più affidabile tra i consiglieri regionali vicini alla presidente Todde. È soprattutto un coordinatore di contenimento interno e di avvelenamento esterno.
È proprio sull’intossicazione consapevole dell’elettorato che Solinas (quello finto, Alex, per intenderci) mi ha profondamente irritato.
A un certo punto ha dichiarato che la condizione del dialogo dei Cinquetasche con il Psd’Az consisterebbe nella rimozione preventiva di “due personaggi” – così li definisce – come il presidente Antonio Moro e il segretario Christian Solinas, colpevoli, a suo dire, di aver stretto l’accordo con la peggior Lega.
Ma ricordo male i tempi o è accaduto nel 2018 che il Psd’Az ha fatto l’accordo con la Lega in Sardegna e i Cinquestelle in Italia e Giuseppe Conte è diventato presidente del Consiglio con Salvini ministro degli Interni?
E dunque Moro e Solinas sono “personaggi” da epurare e i Cinquetasche arrivisti politici da premiare?
I Cinquetasche che hanno sbagliato tutto in sanità, che gestiscono senza gara l’affidamento diretto di 240 milioni di euro, che hanno varato la nuova funzione dell’assessora ballerina (nel senso che balla, non che è instabile), che tengono la Giunta stabilmente seduta su miliardi di euro che non riescono a spendere, che hanno fatto pagare ai Sardi i debiti del Comune di Nuoro, che non hanno una politica dei rifiuti per cui la Sardegna continua ad andare avanti con la barbarie delle discariche, che non hanno una politica dell’istruzione manco a cercarla col lanternino, che si sono fatti ripartire la dermatite bovina fino a far portare sant’Efisio a spalla, questo trionfo del fallimento pretende adesso anche l’oblio sulla sua disinvoltura tattica, sulla sua disponibilità a allearsi con tutti su tutto pur di stare al potere?
La verità è che i Cinquetasche si stanno cannibalizzando.
Nel Movimento c’è infatti un appetito tutt’altro che sopito, e riguarda le prossime candidature alle elezioni politiche. Non è un mistero che i due aspiranti più agguerriti per un posto a Roma siano lo stesso Ettore Licheri e l’attuale assessora del Lavoro, Desirè Manca. Entrambi sassaresi. E la cosa, comprensibilmente, non deve conciliare sonni serenissimi alla presidente Todde, già abbastanza inquieta per il peso che la componente nord – una componente di altissimo ingegno e cultura – dell’isola esercita oggi – e potrebbe esercitare domani ancora di più – dentro il Movimento. Garantire un seggio al tandem Licheri-Manca significherebbe infatti spostare in modo netto l’asse interno verso quelli che, per Todde, sono stati per lungo tempo avversari più che alleati. E si sa: quando si abita a Villa Devoto, oltre ai fantasmi del passato iniziano a materializzarsi anche gli incubi del futuro.
Ma c’è un altro elemento, meno raccontato e forse ancora più interessante. Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, di cui lo stesso Solinas fa parte, comincia da tempo ad avvertire quel tipico languore assessoriale che colpisce gli eletti di maggioranza a metà legislatura. È una sindrome nota: cresce la paura della mancata rielezione e, insieme, il desiderio sempre più terreno di mettere le mani su qualche leva di potere da usare in chiave elettorale.
Non è un mistero che gli eletti pentastellati nei collegi meno sicuri – Medio Campidano, Gallura e la stessa Oristano, dove Solinas è stato eletto – siano in evidente fibrillazione. Anche perché il più deciso nella corsa all’assessorato sembra essere l’attuale capogruppo Michele Ciusa, eletto nel collegio di Cagliari (quindi ipoteticamente il più sicuro di elezione), dove l’altro consigliere è Gianluca Mandas di Assemini. Ai consiglieri, in fondo, delle conseguenze interne che potrebbe produrre una doppia candidatura sassarese per il Parlamento interessa poco. A loro preme soprattutto un’altra cosa: che Desirè Manca lasci l’assessorato prima della candidatura in parlamento.
In questo scontro così raffinato, il coordinatore regionale fa la scelta più scontata: manda la palla in tribuna e intossica gli elettori con il veto ideologico sparato a membro di segugio (cioè oscillante e rasoterra).
Non si fa. Specie quando si accusa gli altri di ciò che si pratica meglio.

Buongiorno prof a quanto ho letto la nostra Desy aspira ad andare in senato,speriamo è glielo auguro,così sarà im mezzo ai tanti peones che contano meno di zero,ma almeno i commessi la bloccheranno alla porta consigliandole il negozio di abbigliamento più vicino e finalmente sarà costretta a OMISSIS.
Non conoscevo tale esponente politico e avrei potuto continuare a vivere facendone a meno!
Mentre, professore, non posso vivere senza una sua reprise della vicenda Minetti per la quale i cattivoni della sinistra avanzavano qualche dubbio… e io che sono cattivo, ma non di sinistra … pure!
PS beato il popolo che non deve difendere le Minetti per apparire illuminato e garantista
I Solinas una garanzia in Sardegna e soprattutto in provincia di Oristano….
Caro Professore le dirò, alla fine il nucleo storico dei Consiglieri SPERA che la Manca vada a Roma, per le nuove regole movimentiste solo tre su quattro ( il 5% del totale dei Consiglieri) potrebbero ricandidarsi in deroga per le regionali.
Vero che Ciusa sarebbe in pole per un assessorato, ma tutto deve accadere ora, senza un orizzonte superiore ai due anni di mandato fare l’assessore sarebbe un suicidio, meglio per lui fare il capogruppo e lasciare la palla alla Susy.
In sintesi, per loro sarebbe un sospiro di sollievo, anche se candidati non significa eletti.
Discorso diverso per la Licheri del capo di sotto.
Con l’attuale legge elettorale se Licheri senior (carasau per intenderci) dovesse essere inserito come primo ANCHE nel collegio unico in Sardegna, la Manca sarebbe seconda e Licheri minor la quarta a causa dell’alternanza di genere.
Se la prima dovesse essere la Manca, la Licheri sarebbe in terza posizione. In entrambi i casi nessuna speranza di elezione.
Per chi non lo avesse compreso, Manca punta al Senato della Repubblica.
Questo lo scenario che potevamo immaginare due/tre mesi fa. La povera Desy (per economia di sillabe) è vero che sta guadagnando follower sulle sue pagine social (ma quelli si comprano e si vendono) ma sempre sui social sta anche precipitando nei consensi, di fatto le sta scappando al galoppo il cavallo di battaglia e pare incapace di recuperarlo.
Gli altri Consiglieri, dei quali faccio fatica a ricordare i nomi, faranno la loro partita.
Certo che se l’attuale Sindaco di Assemini dovesse decidere di candidarsi in Regione all’asseminese (minor) verrebbe a mancare un po’ di terreno sotto i piedi.
Per quanto riguarda la Presidente credo che a tenerla sveglia la notte sia la possibilità che la Manca rimanga, non che vada via. E dopo balletti in assessorato, fratelli in cerca di impiego, scorte di terzo livello immaginarie, esperti cacciati in Giunta e rimessi in Consiglio (e il resto che arriverà, perché c’è anche il resto) possiamo capirla.
il Movi9mento è nato per contrastare il potere una volta dentro si sono allineati alla grande molti che non sono stati riconfermati hanno trovato lavoro al parlamento ed era quello che loro combattevano , hanno sempre detto che le decisioni venivano prese in Sardegna adesso scopriamo che il coordinatore è stato scelto da Conte
Ecco, vede Chiara Maestrale?! L’articolo odierno riproduce, in atto ripetuto, il Peccato Originale del Partito Democratico.
Eh! Non sono fuori tema ma al contrario. Glielo dico perche’ questi tal dei tali citato e altri, NON sono colpevoli! Non hanno colpe perche’ la Colpa e’ “divina”, presuppone una Volonta’ non un vizio “qualunque” anche perche’, aggiungo, il Male e’ creativo , ha un immaginario.
Essi stavano solo li, a passare; Imbarchiamoli , Imputtaniamoli!
Di chi stavamo parlando?
L’ironia….. Bisogna saperla riconoscere e capire
Posso concordare se tutto ma alla frase “componente di altissimo ingegno e cultura” per poco non mi viene un infarto per le risate.
Falla badda’ Paolo, ne vedremo delle belle….
P.s.: ma coordinatore de che? Ormai elettori 5Stelle restano solo gli stipendiati perché eletti o nominati negli staff, il partito dal 30 è arrivato al 3%.
Stimatissimo Paolo, quanta miseria.
I 5stelle si sono allineati al classico sistema del poltronificio, nati come un movimento nuovo per scardinare i vecchi politici son diventati parte integrante del sistema. Un unico problema, molti di loro non hanno né competenze né esperienza politica e ciò crea diverse fibrillazioni in quanto vorrebbero tutto e subito. Ne abbiamo esempio dal rendiconto elettorale, all’assessorato alla sanità, passando per l’assessorato al lavoro, e altro. Posti cardine, che se avessero avuto competenze ed esperienza avrebbero potuto dare una vera e propria svolta al sistema della regione Sarda. Ora si scaldano i motori per le prossime elezioni del 2027, cercando sotterfugi tra gli alleati, son convinto che ne vedremo delle belle.