Piccole porcate crescono

10 dicembre 2013 07:176 commentiViews: 693

solareMentre La Nuova Sardegna fa un’inchiesta sul solare termodinamico e sul dissenso delle popolazioni all’allestimento massiccio di questi campi nel loro territorio, arriva stasera alle 16 in discussione in Consiglio regionale una Proposta di legge invereconda (vuol dire ‘vergognosa’), la numero 536/A  che prevede, ma guarda un po’, che per gli impianti  che abbiano presentato domanda prima del 7 agosto 2012 e siano al di sotto dei 50 MW di potenza non si debba procedere alla Valutazione di Impatto Ambientale.

Come al solito, viene addotta una nobile motivazione: prima dell’entrata in vigore della Delibera di Giunta del 7 agosto 2012, che prevede il VIA  anche per gli impianti superiori a 1 MW, non era prevista alcuna VIA e quindi, oggi, vi sarebbe incertezza su come valutare le istanze presentate prima del 7 agosto 2012. Ma ciò che non si dice è che sarebbe stato ragionevole estendere retroattivamente l’esenzione della VIA dei piccoli impianti sotto 1 MW, e invece, ma guarda un po’, si sceglie una taglia medio-alta, 50 MW. Perché? La risposta riposa nei campi del nord Sardegna. La sorpresa nei nomi dei presentatori: Giampaolo Diana (capogruppo PD) e Edoardo Tocco (Pdl). Ora, io sono certissimo che la stragrande maggioranza dei consiglieri Pd non voterà questa norma, ma il problema sta nell’attività di lobbing di queste società. Riescono, grazie al Sole 24 Ore a chiedere l’autorizzazione al Ministero anziché alla Regione (questa parte della vicenda La Nuova non la racconta) e ora riescono a far giungere candidamente in Aula una proposta che potrebbe esentarli dalla Via senza dover accorpare i progetti per arrivare alla dimensione di 300 MW che è propria, secondo loro, del Ministero e non della Regione. Questi esempi confermano ciò che diciamo da tempo: il problema della Sardegna è che non è uno Stato e che sta dentro uno Stato che non se ne cura.

PM

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